Toscana
ronconi e le auto sugli scivoli hp
«Chi dice “solo un minuto” non capisce che mi ostacola»
GROSSETO. Lorella Ronconi, 55 anni festeggiati proprio ieri, e da sempre sulle barricate per combattere contro le barriere, fisiche e culturali, che rendono ancora più complicata la vita a chi, come...
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Lorella Ronconi, 55 anni festeggiati proprio ieri, e da sempre sulle barricate per combattere contro le barriere, fisiche e culturali, che rendono ancora più complicata la vita a chi, come lei, è costretto a muoversi su una sedia a rotelle.
L’ultima delle sue battaglie la sta combattendo, da qualche settimana, su Facebook. L’hashtag #solounminuto, insieme agli altri due #abbipazienza e #andavoviasubito, accompagna questa sua campagna di sensibilizzazione fatta di fotografie che lei scatta ogni volta che trova la sua strada, quella che lei deve obbligatoriamente fare con la sedia a rotelle, trasformata in un parcheggio di sosta breve per auto. Così, da qualche settimana, sulla sua bacheca Facebook compaiono foto di auto parcheggiate davanti agli scivoli dei marciapiedi, sulle strisce pedonali. «Una quindicina di anni fa – ricorda Lorella – con la Fondazione Il Sole e l’associazione dei genitori dei bambini portatori di handicap iniziammo con il mettere dei biglietti sul parabrezza delle auto parcheggiate negli stalli per disabili, c’era scritto “Complimenti, lei ha parcheggiato in uno stallo riservato”, in questi anni non è cambiato quasi nulla, ma continuo a pensare che sia giusto dare un senso civico alle persone, facendole riflettere. Qualche settimana fa, tornando da un convegno in cui si parlava proprio di barriere architettoniche, stavo male, avevo la febbre a 38, avevo bisogno di tornare velocemente a casa e mi sono trovata un’auto che mi sbarrava il passaggio. Alla guida c’era una persona anziana che mi ha detto “Solo un minuto”, ed è sempre così, ma questa gente non si rende conto che quel minuto è un pezzo di problema mio».
La campagna sta riscuotendo successo. «Ci sono persone che stanno mandando foto o condividendo quelle che faccio io. Purtroppo trovo più freddezza nelle persone disabili, come se non fosse un problema di tutti».
Enrico Pizzi
L’ultima delle sue battaglie la sta combattendo, da qualche settimana, su Facebook. L’hashtag #solounminuto, insieme agli altri due #abbipazienza e #andavoviasubito, accompagna questa sua campagna di sensibilizzazione fatta di fotografie che lei scatta ogni volta che trova la sua strada, quella che lei deve obbligatoriamente fare con la sedia a rotelle, trasformata in un parcheggio di sosta breve per auto. Così, da qualche settimana, sulla sua bacheca Facebook compaiono foto di auto parcheggiate davanti agli scivoli dei marciapiedi, sulle strisce pedonali. «Una quindicina di anni fa – ricorda Lorella – con la Fondazione Il Sole e l’associazione dei genitori dei bambini portatori di handicap iniziammo con il mettere dei biglietti sul parabrezza delle auto parcheggiate negli stalli per disabili, c’era scritto “Complimenti, lei ha parcheggiato in uno stallo riservato”, in questi anni non è cambiato quasi nulla, ma continuo a pensare che sia giusto dare un senso civico alle persone, facendole riflettere. Qualche settimana fa, tornando da un convegno in cui si parlava proprio di barriere architettoniche, stavo male, avevo la febbre a 38, avevo bisogno di tornare velocemente a casa e mi sono trovata un’auto che mi sbarrava il passaggio. Alla guida c’era una persona anziana che mi ha detto “Solo un minuto”, ed è sempre così, ma questa gente non si rende conto che quel minuto è un pezzo di problema mio».
La campagna sta riscuotendo successo. «Ci sono persone che stanno mandando foto o condividendo quelle che faccio io. Purtroppo trovo più freddezza nelle persone disabili, come se non fosse un problema di tutti».
Enrico Pizzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
