Gioco
Bulloni svitati, sabotaggio del trattore
Agricoltore a giudizio per danneggiamento dei beni del cugino dopo un primo processo analogo
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MAGLIANO IN TOSCANA. Quello per il quale era stato condannato a gennaio era di fatto definibile come un dispetto, anche se per il codice penale era qualificato come danneggiamento: la rottura di tralci di vigna e il taglio del telo di protezione della coltivazione di fragole. Quello per il quale sarà processato fra qualche giorno è ancora un danneggiamento ma è assimilabile a un sabotaggio: Osvaldo Palanghi, 66 anni, abitante a Grosseto ma di fatto domiciliato nella campagna, è stato citato a giudizio per aver svitato e fatto sparire tre degli otto bulloni del trattore e allentato gli altri cinque.
Nel mirino, in entrambi i casi, l’azienda agricola gestita dal cugino Paolo, comproprietario del podere La Sughera di Collecchio, a Magliano in Toscana. Era stato lui nel gennaio 2014 a sporgere querela per il primo episodio, di cui era rimasta vittima anche la moglie di Paolo, legale rappresentante della società agricola, e la sorella di lui. Paolo aveva notato che erano stati rotti molti tralci dei primi 100 metri di vigna, che era stata divelta una fila di fave (20 metri), che l’inserimento di rametti di cipresso recisi una volta tagliato il telo di protezione aveva rovinato le fragole, che era stato segato il paletto di sostegno del lampioncino dell’illuminazione davanti all’abitazione. I sospetti si erano appuntati subito su Osvaldo, che è confinante e che con Paolo e la moglie aveva avuto già in passato diverbi. Alcune dichiarazioni di Osvaldo avevano poi orientato i carabinieri, che avevano interrotto l’audizione di lui dopo aver scattato alcune foto sui beni oggetto di danneggiamento. Anche se quelle parole non possono essere utilizzate in giudizio, anche se il pm aveva chiesto l’assoluzione per mancanza della prova certa del fatto, il giudice Gian Marco De Vincenzi aveva ritenuta raggiunta la prova della colpevolezza (tra l’altro mancando diverbi o screzi con terze persone) e aveva condannato Osvaldo a 4 mesi e a versare i danni in separata sede, più spese (1.400 euro, avvocato Walter De Santis). La pena era stata sospesa e la sentenza oggetto di appello.
Ancora difeso dall’avvocato Domenico Finamore, Palanghi è stato adesso citato a giudizio per un episodio del 13 luglio 2015. In quella circostanza, Osvaldo avrebbe danneggiato il prato del podere di Paolo, facendo seccare a causa dell’utilizzo di un diserbante; avrebbe reso inefficiente l’impianto di irrigazione; avrebbe appunto svitato i bulloni del trattore; avrebbe infine danneggiato la ruota del carretto di ferro collegata al trattore tagliaerba. La Procura sottolinea l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di opere destinate all’irrigazione. Il processo inizierà a giugno, davanti allo stesso giudice. (p.s.)
Nel mirino, in entrambi i casi, l’azienda agricola gestita dal cugino Paolo, comproprietario del podere La Sughera di Collecchio, a Magliano in Toscana. Era stato lui nel gennaio 2014 a sporgere querela per il primo episodio, di cui era rimasta vittima anche la moglie di Paolo, legale rappresentante della società agricola, e la sorella di lui. Paolo aveva notato che erano stati rotti molti tralci dei primi 100 metri di vigna, che era stata divelta una fila di fave (20 metri), che l’inserimento di rametti di cipresso recisi una volta tagliato il telo di protezione aveva rovinato le fragole, che era stato segato il paletto di sostegno del lampioncino dell’illuminazione davanti all’abitazione. I sospetti si erano appuntati subito su Osvaldo, che è confinante e che con Paolo e la moglie aveva avuto già in passato diverbi. Alcune dichiarazioni di Osvaldo avevano poi orientato i carabinieri, che avevano interrotto l’audizione di lui dopo aver scattato alcune foto sui beni oggetto di danneggiamento. Anche se quelle parole non possono essere utilizzate in giudizio, anche se il pm aveva chiesto l’assoluzione per mancanza della prova certa del fatto, il giudice Gian Marco De Vincenzi aveva ritenuta raggiunta la prova della colpevolezza (tra l’altro mancando diverbi o screzi con terze persone) e aveva condannato Osvaldo a 4 mesi e a versare i danni in separata sede, più spese (1.400 euro, avvocato Walter De Santis). La pena era stata sospesa e la sentenza oggetto di appello.
Ancora difeso dall’avvocato Domenico Finamore, Palanghi è stato adesso citato a giudizio per un episodio del 13 luglio 2015. In quella circostanza, Osvaldo avrebbe danneggiato il prato del podere di Paolo, facendo seccare a causa dell’utilizzo di un diserbante; avrebbe reso inefficiente l’impianto di irrigazione; avrebbe appunto svitato i bulloni del trattore; avrebbe infine danneggiato la ruota del carretto di ferro collegata al trattore tagliaerba. La Procura sottolinea l’aggravante di aver commesso il fatto ai danni di opere destinate all’irrigazione. Il processo inizierà a giugno, davanti allo stesso giudice. (p.s.)
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