Il Tirreno

Grosseto

Il paese è spopolato «Bisogna intervenire» 

di Fiora Bonelli e Francesca Ferri
Il paese è spopolato «Bisogna intervenire» 

Grido d’allarme dei residenti: mancano gli eventi e le attività

3 MINUTI DI LETTURA





CAMPAGNATICO. «Quanti eravamo un tempo... E oggi, per vedere un po’ di gente, non ci restano che il palio dei ciuchi e qualche sagra di paese». Un paese gioiello che aspetta la rinascita. Campagnatico, capoluogo comunale, un borgo di appena 500 anime, un centro storico delizioso, con vedute mozzafiato e panorami a perdita d’occhio sulle vallate, aspetta un salvatore. La priorità è riportare gente in questo angolo di Maremma dai nobili blasoni (vi morì Omberto Aldobrandesco, come ricorda Dante nella Divina Commedia).
È questa la prima riposta che tutti i cittadini hanno dato ieri ai giornalisti del Tirreno ospitati al bar La Piazza, in piazza Dante, per la terza tappa di Caffè Tirreno speciale elezioni nei tre paesi al voto.
Senza distinzione di sesso o età, tutti lamentano che il paese negli ultimi anni, si è spopolato e per chi resta è durissima.
«Solo il palio e le sagre. Anche la festa del vino da due anni non la fanno più», lamenta Martina Alocci, 20 anni, dipendente di una lavanderia industriale. «Fino a sei anni fa qui c’erano tre alimentari, una boutique, ristoranti e alberghi – le fa eco Gaia Innocenti, 26 anni, disoccupata –. Oggi è rimasto un solo alimentari, una ferramenta e, se vuoi mangiare, a pranzo c’è solo il bar La Piazza, che poi la sera d’inverno chiude alle 19.30. A cena? Un solo ristorante, La Vecchia Oliviera».
Cesare Ricciardi, che tutti a Campagnatico conoscono con l’accrescitivo di Cesarone, seduto davanti al bar La Piazza, nella piazza principale – dove alcune cronache del 1400 dicono che sia morto Omberto, dove aver combattuto “come un drago” – cita a memoria i versetti della Divina Commedia, scritti anche in una lapide della piazza. «Il passato – dice Cesarone – è glorioso, ma l’oggi è gravemente compromesso. C’era addirittura un barbiere in piazza, Aldino, che lavorava anche di notte dalla gente che c’era qui».
Cosa è successo? Questa moria di popolazione Cesarone l’attribuisce alla mancanza di lavoro per i giovani e ai servizi latitanti. «Resistono i salumifici, la lavanderia e il centro commerciale – dice –. Poi abbiamo piccole attività: un negozio di alimentari, un macello, un tabacchino, un consorzio agrario, una parrucchiera. Esercizi commerciali che si contano sulla punta delle dita. Fortuna che resistono la Posta e la banca. Altro non c’è».
E, a parte questo bar, non c’è nemmeno un luogo di aggregazione. «Una volta – rammenta Cesare – c’era persino un night club. Oggi non abbiamo nemmeno un biliardo. Io la sera vado a letto a guardare la televisione».
Anche le ragazze avvertono questo disagio. «La sera non c’è niente da fare – dice Gaia –. Ma è possibile che per prendere un pezzo di pizza devo andare a Paganico? Questa non è una frazione: è il capoluogo comunale».
In paese in effetti non c’è grande movimento e passeggiando per le strade la maggior parte delle persiane è chiusa.
«Le case se le sono comprate persone che stanno fuori – dice Cesare – e vengono a Campagnatico solo pochi giorni all’anno. Un turismo a singhiozzo che non rende giustizia alla bellezza e alla suggestione di questo nostro paese. E l’economia boccheggia».
Ma cosa ha portato a questo stallo? E cosa si può fare per invertire la rotta? «Cambiare la mentalità dei campagnatichesi – dice Gaia – che hanno i paraocchi. Tutti a dire che “brima qui era bellissimo” ma poi non fanno niente per l’oggi».
«Dovrebbero fare qualcosa per i ragazzi, coinvolgere di più il paese», le fa eco Martina.
L’anno scorso si è costituita una nuova Pro loco. Ma dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto le passate amministrazioni comunali, l’attuale amministrazione uscente ha tenuto molto il freno tirato su iniziative e permessi. Risultato? «È molto difficile avere il permesso per fare le cose», dice Gaia.
«Cosa chiedo ai futuri amministratori? – si domanda infine Cesare –. Che si pongano il problema di ridare fiato a questo posto incantevole, inventandosi occasioni non sporadiche per riportare qui gente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web