Italia
Bandite-Zonfone, scontro tra Comuni
Chirici (Follonica) attacca sulla convenzione, Niccolini (Scarlino) replica: «Non ha visto le carte»
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FOLLONICA. È guerra aperta tra Scarlino e Follonica: un botta e risposta dai toni accesi sulle Bandite di Scarlino mette in crisi il rapporto tra i due governi.
A provocare il terremoto è la vicenda del podere Zonfone, immobile di proprietà pubblica che si trova nel territorio follonichese, ma sotto la gestione di Bandite di Scarlino, ufficio del Comune di Scarlino che opera sotto le direttive della Regione Toscana e a cui sono affiliati anche Follonica, Castiglione della Pescaia e Gavorrano in base ad una convenzione rinnovata due anni fa. La storia parte da lontano: il privato che ha avuto in concessione il bene ha proposto una ristrutturazione bocciata poi dalle istituzioni preposte perché non in linea con i piani previsti per il Parco di Montioni, area dove insiste l’immobile. La concessione risale al 2011 e due anni dopo il privato ha presentato ricorso al Tar per la bocciatura del suo progetto: qui la storia si ferma, perché ancora non c’è stato un pronunciamento dei giudici.
Ettore Chirici, consigliere di maggioranza del Comune di Follonica, capogruppo di Gente di Follonica, ha riproposto la questione attraverso un’interrogazione al sindaco Andrea Benini che a sua volta ha richiesto al Comune di Scarlino di mettere fine alla vicenda con la revoca della concessione. Ma Chirici oltre a parlare del caso specifico ha palesato molte perplessità su Bandite di Scarlino, che ha definito: «ente discutibile, nella natura e nell’operatività, che con faciloneria ha gestito questa vicenda e sulla quale continua a fare orecchie da mercante».
Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore del Comune di Scarlino che ha in delega proprio Bandite. «Sono sconcertanti le parole di Chirici – dice Luca Niccolini – Evidentemente non è andato a vedere tutta la documentazione relativa a quell’affidamento. Nella procedura la commissione giudicatrice era composta da quatto membri, e cioè un funzionario della Regione Toscana, il responsabile del servizio Bandite e due dirigenti del Comune di Follonica, che hanno valutato il progetto di riqualificazione presentato dal privato e affidato la concessione. Nel momento in cui il privato, in possesso del titolo, ha chiesto il permesso a costruire al Comune di Follonica, proprio quel Comune e gli stessi dirigenti lo hanno negato, in base al regolamento dell’ente Parco di Montioni. Ma come si può pensare che Bandite di Scarlino abbia lavorato con una cattiva gestione?». Impossibile poi revocare la concessione con un contenzioso aperto al Tar: errore quindi anche di Benini. (p.v.)
A provocare il terremoto è la vicenda del podere Zonfone, immobile di proprietà pubblica che si trova nel territorio follonichese, ma sotto la gestione di Bandite di Scarlino, ufficio del Comune di Scarlino che opera sotto le direttive della Regione Toscana e a cui sono affiliati anche Follonica, Castiglione della Pescaia e Gavorrano in base ad una convenzione rinnovata due anni fa. La storia parte da lontano: il privato che ha avuto in concessione il bene ha proposto una ristrutturazione bocciata poi dalle istituzioni preposte perché non in linea con i piani previsti per il Parco di Montioni, area dove insiste l’immobile. La concessione risale al 2011 e due anni dopo il privato ha presentato ricorso al Tar per la bocciatura del suo progetto: qui la storia si ferma, perché ancora non c’è stato un pronunciamento dei giudici.
Ettore Chirici, consigliere di maggioranza del Comune di Follonica, capogruppo di Gente di Follonica, ha riproposto la questione attraverso un’interrogazione al sindaco Andrea Benini che a sua volta ha richiesto al Comune di Scarlino di mettere fine alla vicenda con la revoca della concessione. Ma Chirici oltre a parlare del caso specifico ha palesato molte perplessità su Bandite di Scarlino, che ha definito: «ente discutibile, nella natura e nell’operatività, che con faciloneria ha gestito questa vicenda e sulla quale continua a fare orecchie da mercante».
Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore del Comune di Scarlino che ha in delega proprio Bandite. «Sono sconcertanti le parole di Chirici – dice Luca Niccolini – Evidentemente non è andato a vedere tutta la documentazione relativa a quell’affidamento. Nella procedura la commissione giudicatrice era composta da quatto membri, e cioè un funzionario della Regione Toscana, il responsabile del servizio Bandite e due dirigenti del Comune di Follonica, che hanno valutato il progetto di riqualificazione presentato dal privato e affidato la concessione. Nel momento in cui il privato, in possesso del titolo, ha chiesto il permesso a costruire al Comune di Follonica, proprio quel Comune e gli stessi dirigenti lo hanno negato, in base al regolamento dell’ente Parco di Montioni. Ma come si può pensare che Bandite di Scarlino abbia lavorato con una cattiva gestione?». Impossibile poi revocare la concessione con un contenzioso aperto al Tar: errore quindi anche di Benini. (p.v.)
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