Il Tirreno

Grosseto

Nella Grotta dei Santi si cerca il dna dell’uomo primitivo 

di Andrea Capitani
Nella Grotta dei Santi si cerca il dna dell’uomo primitivo 

Porto Ercole, domani riprendono gli scavi archeologici   I campioni trovati saranno inviati e analizzati a Lipsia

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MONTE ARGENTARIO. Riprendono gli scavi alla grotta dei Santi. Gli archeologi sono da domani al lavoro nel giacimento del Paleolitico-medio situato nei pressi di punta Avoltore, vicino Porto Ercole.
L’uomo di Neanderthal ha vissuto in quell’anfratto a picco sul mare e numerosi sono gli utensili e i reperti trovati in questi anni all’interno della grotta. Saranno tante le novità scientifiche su cui potrà contare fino al 17 giugno l’unità di ricerca di preistoria e antropologia del dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Siena, sotto la direzione scientifica di Adriana Moroni, Giulia Capecchi, Giulia Marciani e Vincenzo Spagnolo.
La prima e forse più importante riguarda un nuovo tipo di analisi sperimentali, che daranno la possibilità di reperire dna antico umano dal suolo. L’istituto Max Plack di Lipsia invierà dei kit con cui saranno prelevati dei campioni di sedimento da analizzare. «È uno studio agli inizi – spiega la dottoressa Moroni – ma è il futuro della ricerca in campo preistorico, specialmente quando non vengono trovati resti umani, cosa che speriamo comunque di ottenere quest’anno analizzando i livelli basali della grotta. Questo studio ci permetterà comunque di individuare attraverso il dna le caratteristiche genetiche specifiche dei gruppi di neanderthaliani che abitavano l’anfratto». Il gruppo, diretto dalla dottoressa Moroni, proseguirà con il lavoro svolto gli anni precedenti.
«Continueremo a scavare i livelli indagati negli anni passati – dice – I livelli basali, inoltre, sappiamo che sono ricchi di focolari e carbone, quindi sarà possibile fare indagini più specifiche su come funzionavano e stabilire anche le temperature raggiunte, elementi che consentiranno di capire come avveniva lo sfruttamento del fuoco di quelle popolazioni. Campioneremo dei blocchetti di focolare che saranno analizzati sempre in Germania, dall’istituto diretto dal professor Hublin. Fare previsioni su cosa troveremo è difficile; noi saremmo felici di trovare resti umani che, in generale, sono molto rari e porterebbero una visibilità maggiore al di là dell’interesse scientifico che la grotta dei Santi ha già a livello internazionale. Ci vuole comunque molta fortuna per questo tipo di ritrovamenti». Sarà anche possibile visitare la grotta nel periodo degli scavi. «Chi vuole ci può contattare – conclude –. Sarà necessario un vestiario adeguato e una liberatoria dalle responsabilità. Ringraziamo inoltre i vigili del fuoco per il fondamentale apporto logistico, il Comune di Monte Argentario e le tante istituzioni che ci appoggiano, oltre alla banca Credito Cooperativo di Castagneto Carducci per il supporto finanziario».

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