Mille chilometri in bici per l’orfanotrofio
di Enrico Giovannelli
Tre castiglionesi sfidano la savana dell’Uganda per raccogliere fondi da destinare ai bambini
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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Mille chilometri in bici per beneficenza. Solo che, in sella alle mountain bike, il percorso è nella savana dell’Uganda, in Africa.
A lanciare la sfida è stato Emanuele Brunelli, giovane di Castiglione della Pescaia, che ha finito per coinvolgere due suoi amici: Giovanni, anche lui residente a Castiglione e Manfredi, un suo collega di lavoro. Emanuele Brunelli infatti, da anni vive e lavora in Uganda, ad Entebe per conto dell’Onu.
A Entebe, Emanulele, sposato, ha conosciuto l’orfanotrofio Malayaka House che ospita e si prende cura di circa 36 bambini. Vedendo la situazione difficile della popolazione ugandese, gli è scattato qualcosa dentro ed è riuscito a convincere gli amici a provare a fare qualcosa. È venuto fuori che potevano associare una settimana di avventura in luoghi quasi inesplorati dell’Uganda alla raccolta fondi per l’orfanotrofio, in un progetto chiamato Malayaka Charity Bike Challenge.
A raccontare la storia è proprio Emanuele, ingegnere 33enne (stessa età degli amici Giovanni e Manfredi) laureato all’Università di Firenze.
«Vogliamo metterci alla prova – dice – e l’idea si è sviluppata così. Io e Giovanni pedaleremo per circa 500 chilometri ciascuno, mentre Manfredi ci farà da scorta con l’auto. L’obbiettivo è quello di raccogliere 10 dollari a chilometro, tramite donazioni sulla piattaforma di fundraising gofundme.com, e al momento abbiamo già 1.100 dollari provenienti dal sito e 600 tramite una prima cena di finanziamento che abbiamo fatto all’orfanotrofio. Saranno cinque in totale)».
La sfida è però ardua e con qualche rischio da non sottovalutare. «Si, è vero – conferma Emanuele. Attraverseremo la regione chiamata Karamoja, ancora così rurale e lontana dalla civiltà, con le usanze e i costumi che sembrano venire da un’epoca ormai dimenticata. Partiremo dalla cittadina di Jinja, per arrivare al Kidepo National Park al confine con il Sud Sudan, mentre Manfredi ci seguirà in macchina pronto per ogni evenienza. Vogliamo arrivare fino in fondo, su questo non abbiamo dubbi».
Il viaggio è appena iniziato. Ieri la “carovana” su due ruote è partita alla volta dell’Africa ed Emanuele spera che da lì il suo messaggio possa arrivare a più persone possibile.
«Cerchiamo solo visibilità – conferma – per aiutare i bambini dell’orfanotrofio: la struttura è un punto di riferimento per la comunità di Entebe, e l’obbiettivo è quello di poter arrivare a raccogliere 10.000 dollari americani. Da toscani abbiamo pensato di condividere questa esperienza, e faremo anche un reportage fotografico: i luoghi che attraverseremo sono quasi inesplorati e mozzafiato, con tribù che continuano a vivere da secoli allo stesso modo».
A questi indirizzi è possibile seguire e contattare i tre avventurieri, ing.emanuelebrunelli@gmail.com, www.gofundme.com/malayaka-charity-bike-challenge, www.facebook.com/lafabbricadelleavventure.
A lanciare la sfida è stato Emanuele Brunelli, giovane di Castiglione della Pescaia, che ha finito per coinvolgere due suoi amici: Giovanni, anche lui residente a Castiglione e Manfredi, un suo collega di lavoro. Emanuele Brunelli infatti, da anni vive e lavora in Uganda, ad Entebe per conto dell’Onu.
A Entebe, Emanulele, sposato, ha conosciuto l’orfanotrofio Malayaka House che ospita e si prende cura di circa 36 bambini. Vedendo la situazione difficile della popolazione ugandese, gli è scattato qualcosa dentro ed è riuscito a convincere gli amici a provare a fare qualcosa. È venuto fuori che potevano associare una settimana di avventura in luoghi quasi inesplorati dell’Uganda alla raccolta fondi per l’orfanotrofio, in un progetto chiamato Malayaka Charity Bike Challenge.
A raccontare la storia è proprio Emanuele, ingegnere 33enne (stessa età degli amici Giovanni e Manfredi) laureato all’Università di Firenze.
«Vogliamo metterci alla prova – dice – e l’idea si è sviluppata così. Io e Giovanni pedaleremo per circa 500 chilometri ciascuno, mentre Manfredi ci farà da scorta con l’auto. L’obbiettivo è quello di raccogliere 10 dollari a chilometro, tramite donazioni sulla piattaforma di fundraising gofundme.com, e al momento abbiamo già 1.100 dollari provenienti dal sito e 600 tramite una prima cena di finanziamento che abbiamo fatto all’orfanotrofio. Saranno cinque in totale)».
La sfida è però ardua e con qualche rischio da non sottovalutare. «Si, è vero – conferma Emanuele. Attraverseremo la regione chiamata Karamoja, ancora così rurale e lontana dalla civiltà, con le usanze e i costumi che sembrano venire da un’epoca ormai dimenticata. Partiremo dalla cittadina di Jinja, per arrivare al Kidepo National Park al confine con il Sud Sudan, mentre Manfredi ci seguirà in macchina pronto per ogni evenienza. Vogliamo arrivare fino in fondo, su questo non abbiamo dubbi».
Il viaggio è appena iniziato. Ieri la “carovana” su due ruote è partita alla volta dell’Africa ed Emanuele spera che da lì il suo messaggio possa arrivare a più persone possibile.
«Cerchiamo solo visibilità – conferma – per aiutare i bambini dell’orfanotrofio: la struttura è un punto di riferimento per la comunità di Entebe, e l’obbiettivo è quello di poter arrivare a raccogliere 10.000 dollari americani. Da toscani abbiamo pensato di condividere questa esperienza, e faremo anche un reportage fotografico: i luoghi che attraverseremo sono quasi inesplorati e mozzafiato, con tribù che continuano a vivere da secoli allo stesso modo».
A questi indirizzi è possibile seguire e contattare i tre avventurieri, ing.emanuelebrunelli@gmail.com, www.gofundme.com/malayaka-charity-bike-challenge, www.facebook.com/lafabbricadelleavventure.
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