Toscana
oggi e domani
Due giorni per San Bernardino
Seggiano celebra il suo patrono che qui fece il noviziato
3 MINUTI DI LETTURA
SEGGIANO. Seggiano dedica due giornate a San Bernardino da Siena. Dopo la processione solenne per Santa Caterina, per la quale Seggiano ha fornito a Siena – che la celebrerà prossimamente – il suo pregiato olio destinato ad alimentare i lumi devozionali, adesso è la volta di San Bernardino.
Oggi e domani la comunità seggianese celebra il suo santo patrono che fece proprio a Seggiano, nel convento del Colombaio, il suo noviziato.
Stasera alle 21, fiaccolata dalla chiesa dedicata al santo fino ai piedi di Seggiano, in località il ponte. Domani, poi, dalle 15 alle 15,30, canti polifonici della corale Santa Maria a Coverciano, in piazza Umberto I.
Da qui, alle 15,45, partirà una processione solenne che giungerà fino ai ruderi del convento del Colombaio in cui sarà celebrata la santa messa. Fin dalle ore 15, sarà disponibile un servizio navetta da Pescina a Seggiano e dalla località La Fonte alla piazza Umberto I di Seggiano.
Al centro dei festeggiamenti c’è quel San Bernardino che arrivò al convento del Colombaio di Seggiano nel 1402, vestito con l’abito dei frati minori francescani.
Nel 1405 fece la sua prima predica al castello di Seggiano e il Colombaio divenne la diletta dimora del santo, dove fino a quando il cenobio resto in auge, esisteva ancora la sua cella e dove, dopo la morte erano conservate le preziose reliquie che adesso si trovano nella chiesa di Seggiano a lui dedicata.
Le veneratissime reliquie sono una tonaca del santo, un calice che usò per celebrare la sua prima messa, un ferro per fare le ostie, una tavoletta con l’immagine di Maria Santissima che portava nel petto, un’ampolla di vetro e un astuccio dove San Bernardino teneva le lenti. E con le reliquie, numerosi sono i miracoli e i prodigi legati al suo nome, e tante grazie ricevute come testimonia la tradizione della comunità.
Oggi del Colombaio non restano che rovine e ruderi, sebbene vi sia un progetto di restauro per un edificio che rappresenta davvero un segmento importante di storia seggianese.
Era stato fondato, infatti, dallo stesso San Francesco, che volle fosse fabbricato secondo uno stile povero e sobrio. Posto sulle pendici occidentali di Poggio Ferro, a un paio di chilometri da Seggiano, si trova a poca distanza dal castello di Potentino e poco lontano anche dalla sponda destra del fiume Ente.
Un luogo solitario e incantato che ospitò molti santi e beati come il beato Filippino di Castiglia, compagno e sodale di Sant’Antonio da Padova.
Dopo che nel 1784 il granduca Pietro Leopoldo soppresse il Colombaio, tanto il convento che i terreni adiacenti furono posti all’incanto.
Da allora, il Colombaio andò in rovina ed oggi a mala pena si riconoscono i ruderi.
Ma la fede in San Bernardino non è scemata, anzi si è rinvigorita col tempo e oggi e domani tornerà a rinnovarsi la memoria del santo di Siena e del suo diletto cenobio seggianese. (f.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Oggi e domani la comunità seggianese celebra il suo santo patrono che fece proprio a Seggiano, nel convento del Colombaio, il suo noviziato.
Stasera alle 21, fiaccolata dalla chiesa dedicata al santo fino ai piedi di Seggiano, in località il ponte. Domani, poi, dalle 15 alle 15,30, canti polifonici della corale Santa Maria a Coverciano, in piazza Umberto I.
Da qui, alle 15,45, partirà una processione solenne che giungerà fino ai ruderi del convento del Colombaio in cui sarà celebrata la santa messa. Fin dalle ore 15, sarà disponibile un servizio navetta da Pescina a Seggiano e dalla località La Fonte alla piazza Umberto I di Seggiano.
Al centro dei festeggiamenti c’è quel San Bernardino che arrivò al convento del Colombaio di Seggiano nel 1402, vestito con l’abito dei frati minori francescani.
Nel 1405 fece la sua prima predica al castello di Seggiano e il Colombaio divenne la diletta dimora del santo, dove fino a quando il cenobio resto in auge, esisteva ancora la sua cella e dove, dopo la morte erano conservate le preziose reliquie che adesso si trovano nella chiesa di Seggiano a lui dedicata.
Le veneratissime reliquie sono una tonaca del santo, un calice che usò per celebrare la sua prima messa, un ferro per fare le ostie, una tavoletta con l’immagine di Maria Santissima che portava nel petto, un’ampolla di vetro e un astuccio dove San Bernardino teneva le lenti. E con le reliquie, numerosi sono i miracoli e i prodigi legati al suo nome, e tante grazie ricevute come testimonia la tradizione della comunità.
Oggi del Colombaio non restano che rovine e ruderi, sebbene vi sia un progetto di restauro per un edificio che rappresenta davvero un segmento importante di storia seggianese.
Era stato fondato, infatti, dallo stesso San Francesco, che volle fosse fabbricato secondo uno stile povero e sobrio. Posto sulle pendici occidentali di Poggio Ferro, a un paio di chilometri da Seggiano, si trova a poca distanza dal castello di Potentino e poco lontano anche dalla sponda destra del fiume Ente.
Un luogo solitario e incantato che ospitò molti santi e beati come il beato Filippino di Castiglia, compagno e sodale di Sant’Antonio da Padova.
Dopo che nel 1784 il granduca Pietro Leopoldo soppresse il Colombaio, tanto il convento che i terreni adiacenti furono posti all’incanto.
Da allora, il Colombaio andò in rovina ed oggi a mala pena si riconoscono i ruderi.
Ma la fede in San Bernardino non è scemata, anzi si è rinvigorita col tempo e oggi e domani tornerà a rinnovarsi la memoria del santo di Siena e del suo diletto cenobio seggianese. (f.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
