Gioco
Un tugurio ricavato ai piedi del muraglione
Qualcuno utilizza un vecchio ambiente dell’impianto di Tiro a segno: un materasso, coperte, rifiuti
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GROSSETO. Per capire che lì sotto qualcuno ha ricavato un giaciglio di fortuna bisogna avvicinarsi. Il luogo è di passaggio, sì, e anche frequente. Ma frettoloso. A piedi, praticamente non ci si avvicina nessuno.
Così soltanto chi si sofferma un po’ più a lungo a dare un’occhiata capisce che ai piedi del muraglione del vecchio impianto del Tiro a segno qualcuno ha stabilito la propria base. Un tugurio. Il muraglione è il medesimo che giorni fa è stato oggetto – dopo le protese degli abitanti riportate sulle nostre pagine – di un intervento di ripulitura dai rovi sul lato di via Clodia, dove comunque il marciapiede resta impraticabile, anche perché inesistente.
Il tugurio è proprio dal lato opposto del muraglione, verso l’impianto vero e proprio, dentro il terrapieno. Si entra dal lato di via del Tiro a segno. L’ingresso è stato recintato, è vero, ma con una rete metallica di un paio di metri, bassa e facile da piegare con una pedata.
Scavalcare è un attimo, come un attimo – calpestati gli arbusti e le sterpaglie che soprattutto adesso crescono prepotenti – è trovarsi di fronte a un materasso, a una coperta colorata appesa a mo’ di paravento, a cartoni gettati qua e là, a rifiuti, a resti di una permanenza continuata e recente intorno al tronco snello di giovani piante di fico. Qualcuno lì dentro ci dorme o ci ha dormito, è chiaro, sotto i muri a mattoncini e gli archi semidistrutti di quello che doveva essere un locale di servizio del poligono, ancora protetto dal contrafforte di terra e di erba; qualcuno, dice chi la zona la conosce, utilizza spesso il tugurio forse per attività illecite.
Quello che è certo è che lì un alloggio non può essere tollerato, qualsiasi ne sia la destinazione. (p.s.)
Così soltanto chi si sofferma un po’ più a lungo a dare un’occhiata capisce che ai piedi del muraglione del vecchio impianto del Tiro a segno qualcuno ha stabilito la propria base. Un tugurio. Il muraglione è il medesimo che giorni fa è stato oggetto – dopo le protese degli abitanti riportate sulle nostre pagine – di un intervento di ripulitura dai rovi sul lato di via Clodia, dove comunque il marciapiede resta impraticabile, anche perché inesistente.
Il tugurio è proprio dal lato opposto del muraglione, verso l’impianto vero e proprio, dentro il terrapieno. Si entra dal lato di via del Tiro a segno. L’ingresso è stato recintato, è vero, ma con una rete metallica di un paio di metri, bassa e facile da piegare con una pedata.
Scavalcare è un attimo, come un attimo – calpestati gli arbusti e le sterpaglie che soprattutto adesso crescono prepotenti – è trovarsi di fronte a un materasso, a una coperta colorata appesa a mo’ di paravento, a cartoni gettati qua e là, a rifiuti, a resti di una permanenza continuata e recente intorno al tronco snello di giovani piante di fico. Qualcuno lì dentro ci dorme o ci ha dormito, è chiaro, sotto i muri a mattoncini e gli archi semidistrutti di quello che doveva essere un locale di servizio del poligono, ancora protetto dal contrafforte di terra e di erba; qualcuno, dice chi la zona la conosce, utilizza spesso il tugurio forse per attività illecite.
Quello che è certo è che lì un alloggio non può essere tollerato, qualsiasi ne sia la destinazione. (p.s.)
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