Il Tirreno

Grosseto

Oltre 100 assunzioni per i prof precari  

di Giovanna Mezzana
Oltre 100 assunzioni per i prof precari  

È la quota che spetta alla Maremma nel piano 2017 del Miur

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GROSSETO. Tra l’Amiata e la Maremma a settembre saranno assunti più di cento insegnanti precari. Il 9 maggio è stata raggiunta un’intesa tra il ministero dell’Istruzione e il dicastero del Tesoro, che incide significativamente (e al rialzo) sul numero delle cattedre che dal prossimo anno scolastico verranno coperte – assegnate – con contratti a tempo indeterminato: sono 52.000 tra la Valle d’Aosta e la Sicilia. A pochi giorni dall’accordo romano, siamo in grado di anticipare quale quota del totale dei posti spetterà alla Maremma: grazie a orgoglioprecario.it, il comitato web che a Grosseto (ma non solo) rappresenta da anni una zattera per gli insegnanti che, pur annaspando nell’oceano del precariato, fanno di tutto per rimanere a galla.
Il calcolo. «Possiamo dire con certezza che – anticipa Stefano Rosini, coordinatore di orgoglioprecario.it – in Provincia di Grosseto ci saranno più di cento immissioni in ruolo», cioè “reclutamenti” con contratto a tempo indeterminato sulle 52.000 cattedre totali. Si tratta di una stima prudenziale ma realistica, computata guardando alle “infornate” degli ultimi: «Quando furono annunciate 102.000 assunzioni a livello nazionale – rammenta Rosini – nelle scuole della Provincia ci furono più di 200 assunzioni; un’ottantina quando il piano del ministero ne prevedeva 32.000».
Chi entra. Chi è precario si starà chiedendo come verranno assegnati i 52.000 posti liberi di cui oltre un centinaio, dunque, tra Monterotondo e Capalbio. Ebbene, varrà ancora la buona vecchia regola del “50” e “50”. E non poteva essere altrimenti, visto che è nella cassaforte del testo Unico per la scuola; e cioé: fatto 100 il numero dei posti di ruolo da assegnare in funzione del piano ministeriale, la metà dei docenti verrà pescata tra i vincitori di concorso – fermi al pit stop ci sono ancora i prof sfornati dalla selezione 2015 – e l’altra metà, dalle graduatorie ad esaurimento (Gae), cioè quelle “liste” su base provinciale in cui è “parcheggiato” chi è abilitato all’insegnamento ma ancora non ha un posto fisso; le Gae, non verranno cancellate (qualcuno lo temeva). E se per alcune classi di discipline le graduatorie fossero esaurite, la quota relativa di cattedre sarà assegnata pescando tra i vincitori di concorso.
La novità. Una nota del Miur, del 10 maggio, dettaglia come si sia raggiunta la quota di 52.000 cattedre: 16.000 sono posti già vacanti e disponibili; 21.000 sono frutto di pensionamenti; e circa 15.000 – e questa è la novità – sono garantite dalla trasformazione di 15.100 posti (dell’organico) di fatto, che venivano cioè assegnati ogni anno a supplenti – precari – in altrettanti posti (di organico) di diritto, da coprire cioè con docenti di ruolo a tempo indeterminato. È quest’ultima tranche che discende dall’accordo – a cui si è arrivati non senza qualche scaramuccia – tra Miur e Finanze. «Se una cattedra è “fissa” perché assegnarla ogni anno a tempo determinato anziché a tempo indeterminato? È questo il ragionamento – spiega Rosini – che è stato fatto dal Governo. È ciò che noi abbiamo sempre chiesto. Ci sembra un grande riconoscimento che arriva dopo anni di battaglie portate avanti dai docenti precari».

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