Toscana
Il cavalcaferrovia è nel dimenticatoio
di Giovanna Mezzana
Il Comune ha ricevuto da mesi il progetto di Fs ma la bretellina di Braccagni resta ancora sulla carta
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GROSSETO. Ricordate il futuribile cavalcaferrovia di Braccagni? È rimasto tale: nel senso che – nonostante sia annunciato da mesi come realizzabile – galleggia ancora nell’universo del fantastico. I braccagnini lo vogliono: l’hanno detto anche il 29 aprile, al bar ristorante La Ghera, in occasione di una delle tappe di Caffé Tirreno, l’iniziativa della nostra testata per cui cittadini e giornalisti si incontrano davanti a una tazzina di espresso. «Di quel progetto si parla da anni – dice Giuseppino Cucinotta, un residente della frazione – ma non se ne sa più nulla». Del cavalcaferrovia hanno perso le tracce anche a Palazzo civico, dove quel progetto per altro piace: «Sarebbe un’ottima cosa – dice l’assessore Fausto Turbanti – Toglierebbe inquinamento e smog dal paese». E fornirebbe pure l’occasione per rivedere una volta per tutte la viabilità – a partire dai sensi unici – che secondo i residenti non ha più nulla a che vedere, essendo “obsoleta”, con le esigenze di chi vive il borgo. Ma allora perché la bretellina non si fa? Andiamo con ordine.
Che cos’è. Braccagni è circondata da quattro passaggi a livello: troppi per una frazione-mignon. Sono decenni che si parla di eliminarne almeno alcuni. È l’inizio del 2016 quando Regione Toscana, Rfi, Comune e cittadini trovano la quadra. Di quattro “varchi” se ne elimineranno due: quelli sulla linea Genova-Torino, cioè su via Garibaldini e via Malenchini. Insomma, c’è un accordo di massima: si farà un “cavalcaferrovia sud”, chiamato così proprio perché si prevede di realizzarlo a sud del paese (verso Grosseto). Avrà lo status di strada extraurbana secondaria e correrà per circa un chilometro.
A singhiozzo. A febbraio 2016 a Braccagni si ha la sensazione che l’inizio dei lavori sia dietro l’angolo: tant’è che torna alla ribalta l’annosa questione dell’addio ai cortei funebri per la sparizione dell’accesso pedonale – secondo quanto prevede il progetto – nei pressi del passaggio a livello di via dei Garibaldini, che divide la chiesa di San Guglielmo e il cimitero. E invece no, non viene aperto alcun cantiere.
L’incontro. A novembre 2016, Turbanti, assessore alla sicurezza cittadina ma anche alla viabilità e ai trasporti, partecipa a un incontro pubblico a Braccagni: porta con sé Samuele Guerrini, ingegnere del Comune, per spiegare alla platea gli aspetti tecnici. In questa occasione viene detto che in Comune è arrivato il progetto delle Ferrovie: è pronto. La mini-bretella andrà incontro alle esigenze di pedoni e ciclisti e il quartiere diventerà qualcosa di simile ad una “Zona 30”, con limite “estremo”, dunque, di velocità. C’è il progetto definitivo, ma anche a novembre 2016 a Braccagni non accade nulla.
Qui Palazzo civico. Sottoponiamo la questione all’assessore Turbanti: «Abbiamo da mesi il progetto esecutivo – dice Turbanti – ma è tutto nelle mani di Ferrovie dello Stato. Al Comune spetterà di rivedere la viabilità: ci sono sensi unici da invertire, per esempio; dovremo rifare anche la segnaletica stradale, ma quella spesa è finanziabile con gli incassi delle sanzioni al Codice della Strada» Nessun inghippo, quindi. «Se il progetto andasse in porto – continua l’assessore – l’Amministrazione ne sarebbe contenta, ma da Fs non abbiamo notizie, né contatti». Non resta che sperare che Rfi non abbia cambiato idea, abbia sempre intenzione di realizzarlo, e... si ricordi di Braccagni.
Che cos’è. Braccagni è circondata da quattro passaggi a livello: troppi per una frazione-mignon. Sono decenni che si parla di eliminarne almeno alcuni. È l’inizio del 2016 quando Regione Toscana, Rfi, Comune e cittadini trovano la quadra. Di quattro “varchi” se ne elimineranno due: quelli sulla linea Genova-Torino, cioè su via Garibaldini e via Malenchini. Insomma, c’è un accordo di massima: si farà un “cavalcaferrovia sud”, chiamato così proprio perché si prevede di realizzarlo a sud del paese (verso Grosseto). Avrà lo status di strada extraurbana secondaria e correrà per circa un chilometro.
A singhiozzo. A febbraio 2016 a Braccagni si ha la sensazione che l’inizio dei lavori sia dietro l’angolo: tant’è che torna alla ribalta l’annosa questione dell’addio ai cortei funebri per la sparizione dell’accesso pedonale – secondo quanto prevede il progetto – nei pressi del passaggio a livello di via dei Garibaldini, che divide la chiesa di San Guglielmo e il cimitero. E invece no, non viene aperto alcun cantiere.
L’incontro. A novembre 2016, Turbanti, assessore alla sicurezza cittadina ma anche alla viabilità e ai trasporti, partecipa a un incontro pubblico a Braccagni: porta con sé Samuele Guerrini, ingegnere del Comune, per spiegare alla platea gli aspetti tecnici. In questa occasione viene detto che in Comune è arrivato il progetto delle Ferrovie: è pronto. La mini-bretella andrà incontro alle esigenze di pedoni e ciclisti e il quartiere diventerà qualcosa di simile ad una “Zona 30”, con limite “estremo”, dunque, di velocità. C’è il progetto definitivo, ma anche a novembre 2016 a Braccagni non accade nulla.
Qui Palazzo civico. Sottoponiamo la questione all’assessore Turbanti: «Abbiamo da mesi il progetto esecutivo – dice Turbanti – ma è tutto nelle mani di Ferrovie dello Stato. Al Comune spetterà di rivedere la viabilità: ci sono sensi unici da invertire, per esempio; dovremo rifare anche la segnaletica stradale, ma quella spesa è finanziabile con gli incassi delle sanzioni al Codice della Strada» Nessun inghippo, quindi. «Se il progetto andasse in porto – continua l’assessore – l’Amministrazione ne sarebbe contenta, ma da Fs non abbiamo notizie, né contatti». Non resta che sperare che Rfi non abbia cambiato idea, abbia sempre intenzione di realizzarlo, e... si ricordi di Braccagni.
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