Toscana
«Abbandonato dal Pd, non mi ripresento»
di Ivana Agostini
Manciano: Galli racconta gli ultimi mesi da amministratore, il rifiuto e le richieste della nuova lista. «Ma tornerò a fare politica»
3 MINUTI DI LETTURA
MANCIANO. Marco Galli, sindaco di Manciano, non sarà della partita alle prossime elezioni amministrative di giugno quando a Manciano si eleggerà il nuovo primo cittadino. Galli aveva annunciato che non si sarebbe presentato, senza scendere nei particolari della scelta, già alcune settimane fa. Ieri, a un mese dalle elezioni, ha voluto spiegare il perché non solo non sarà candidato ma anche i motivi per cui non è più un tesserato del Partito democratico.
Sindaco Galli, è vero che lei non fa più parte del Pd?
«Sì, seppur a malincuore, ho riconsegnato la tessera del partito dato che a Manciano sono ritenuto una persona scomoda. Per questo ho deciso di farmi da parte».
Nella sua decisione di non presentarsi alle elezioni c’entra in qualche modo il Pd, quindi?
«I motivi per i quali non corro a sindaco sono sia personali che politici. Di certo la mancanza della presenza del Pd provinciale, negli ultimi due anni e mezzo, ha avuto il suo peso».
Vuol dire che il partito non lo ha appoggiato?
«Negli ultimi anni la maggioranza ha avuto molte defezioni. Sono andato più volte a Grosseto a chiedere degli incontri che non hanno mai avuto seguito. Il partito provinciale mi ha abbandonato. Ha voluto tenere i piedi in due staffe. Credo che sarebbe stato opportuno ripartire da chi era iscritto al partito non tenendo conto di chi non lo era più. Avrebbero dovuto fare quello che poi ha fatto il nuovo segretario Gesuè Ariganello. Il sostegno mi è arrivato solo da Luca Sani e da Barbara Pinzuti (l’ex segretario Marco Simiani ha ringraziato Galli per il lavoro fatto come sindaco su Facebook senza una telefonata ndc)».
Il Pd di Manciano le ha chiesto, però, se era disponibile a una ricandidatura?
«Sì. Se ci fossero state le condizioni politiche avrei valutato diversamente la situazione. Antonio Camillo (attuale vice sindaco) e Giulio Detti (assessore al turismo, bilancio in carica e candidato sindaco) dissero che con me la strada sarebbe stata in salita e non avrebbero corso perché non avremmo avuto chances. Il mio nome venne portato anche alla lista È Ora (formata dai fuoriusciti del partito) ma anche lì venne rifiutato. A quel punto ho deciso di farmi da parte».
È vero che poi È Ora, dopo averla rifiutata, l’ha ricercata per candidarsi a sindaco?
«Sì. Ma ho una coerenza e non mi sembrava il caso di accettare».
Cosa pensa dei suoi ex compagni di amministrazione (Valeria Bruni e Fiorenzo Dionisi) che adesso sono nella lista avversaria a Giulio Detti?
«Non giudico. Ognuno è libero di fare le scelte che ritiene opportune. Di certo dobbiamo riflettere, io per primo, del perché alcuni hanno fatto questa scelta».
Prenderà posizione per questa campagna elettorale?
«No. La vivrò da privato cittadino. Non farò parte della campagna elettorale. Dopo tutto della lista di Detti non conosco nemmeno il programma. Non sono stato interpellato in nessuna maniera».
Il suo è un addio alla politica?
«No, solo un arrivederci. Dal 12 giugno tornerò a fare politica. Se tornerò nel partito ancora non lo so. Ho pagato certo il mio non essere renziano ma non lo rinnego»
Ha dei rimpianti?
«No. In certe cose, tornassi indietro, avrei mediato meno e sarei stato più deciso. Ho avuto momenti difficili con le due alluvioni ma questi cinque anni di mandato sono stati pur sempre un’esperienza di vita. Governare adesso non è facile. A chi arriva lascio, grazie anche a tutti gli uffici che ringrazio, un Comune in salute. Mi dispiace non aver approvato il piano operativo ma chi arriverà lo troverà pronto per essere approvato».
Sindaco Galli, è vero che lei non fa più parte del Pd?
«Sì, seppur a malincuore, ho riconsegnato la tessera del partito dato che a Manciano sono ritenuto una persona scomoda. Per questo ho deciso di farmi da parte».
Nella sua decisione di non presentarsi alle elezioni c’entra in qualche modo il Pd, quindi?
«I motivi per i quali non corro a sindaco sono sia personali che politici. Di certo la mancanza della presenza del Pd provinciale, negli ultimi due anni e mezzo, ha avuto il suo peso».
Vuol dire che il partito non lo ha appoggiato?
«Negli ultimi anni la maggioranza ha avuto molte defezioni. Sono andato più volte a Grosseto a chiedere degli incontri che non hanno mai avuto seguito. Il partito provinciale mi ha abbandonato. Ha voluto tenere i piedi in due staffe. Credo che sarebbe stato opportuno ripartire da chi era iscritto al partito non tenendo conto di chi non lo era più. Avrebbero dovuto fare quello che poi ha fatto il nuovo segretario Gesuè Ariganello. Il sostegno mi è arrivato solo da Luca Sani e da Barbara Pinzuti (l’ex segretario Marco Simiani ha ringraziato Galli per il lavoro fatto come sindaco su Facebook senza una telefonata ndc)».
Il Pd di Manciano le ha chiesto, però, se era disponibile a una ricandidatura?
«Sì. Se ci fossero state le condizioni politiche avrei valutato diversamente la situazione. Antonio Camillo (attuale vice sindaco) e Giulio Detti (assessore al turismo, bilancio in carica e candidato sindaco) dissero che con me la strada sarebbe stata in salita e non avrebbero corso perché non avremmo avuto chances. Il mio nome venne portato anche alla lista È Ora (formata dai fuoriusciti del partito) ma anche lì venne rifiutato. A quel punto ho deciso di farmi da parte».
È vero che poi È Ora, dopo averla rifiutata, l’ha ricercata per candidarsi a sindaco?
«Sì. Ma ho una coerenza e non mi sembrava il caso di accettare».
Cosa pensa dei suoi ex compagni di amministrazione (Valeria Bruni e Fiorenzo Dionisi) che adesso sono nella lista avversaria a Giulio Detti?
«Non giudico. Ognuno è libero di fare le scelte che ritiene opportune. Di certo dobbiamo riflettere, io per primo, del perché alcuni hanno fatto questa scelta».
Prenderà posizione per questa campagna elettorale?
«No. La vivrò da privato cittadino. Non farò parte della campagna elettorale. Dopo tutto della lista di Detti non conosco nemmeno il programma. Non sono stato interpellato in nessuna maniera».
Il suo è un addio alla politica?
«No, solo un arrivederci. Dal 12 giugno tornerò a fare politica. Se tornerò nel partito ancora non lo so. Ho pagato certo il mio non essere renziano ma non lo rinnego»
Ha dei rimpianti?
«No. In certe cose, tornassi indietro, avrei mediato meno e sarei stato più deciso. Ho avuto momenti difficili con le due alluvioni ma questi cinque anni di mandato sono stati pur sempre un’esperienza di vita. Governare adesso non è facile. A chi arriva lascio, grazie anche a tutti gli uffici che ringrazio, un Comune in salute. Mi dispiace non aver approvato il piano operativo ma chi arriverà lo troverà pronto per essere approvato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
