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Grosseto

alienazioni e polemiche 

«Il bando? Pubblicato ieri» Attac contraria alle vendite

GROSSETO. Le alienazioni continuano a far discutere maggioranza e opposizione. I consiglieri del Pd e della lista Mascagni sindaco avevano chiesto “lumi” sul bando relativo ai beni che il Comune...

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GROSSETO. Le alienazioni continuano a far discutere maggioranza e opposizione. I consiglieri del Pd e della lista Mascagni sindaco avevano chiesto “lumi” sul bando relativo ai beni che il Comune intende mettere sul mercato, sostenendo di non averlo ancora visto da nessuna parte nonostante nel bilancio i relativi (e ipotizzati) introiti già fossero indicati; l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Megale ha replicato dicendo che il bando c’è, l’opposizione ora replica a Megale: «L’assessore ha detto di essere “sorpreso” della nostra interrogazione. A nostra volta restiamo sorpresi del suo stupore: non solo perché nella sua replica illustra una cosa ovvia e già contenuta nell’interrogazione (l’intervenuta approvazione nel dicembre 2016 del Piano delle alienazioni) – scrivono i consiglieri – ma anche perché annuncia proprio l’8 maggio, il giorno stesso della nostra interrogazione, di aver pubblicato il bando sul sito web del Comune. E guarda caso, solo oggi (ieri, 10 maggio) il bando è comparso sul sito del Comune».
Ma tra i due litiganti c’è chi segue una terza via. Come Silvano Brandi e di Giam Piero Ciambotti di Attac. «L’interrogazione dell’opposizione rappresenta una gara tra nuova e vecchia amministrazione su chi è stato ed è più bravo, il più capace a disfarsi dei beni immobili di proprietà del Comune», dicono. «Essendo le nostre idee diverse non parteggiamo per alcuna delle due parti, che poi propongono la stessa impostazione, ma dobbiamo constatare che in questa contesa scellerata l’opposizione è in vantaggio di un’incollatura, non per quello che ha fatto nel passato rispetto a quello che sta facendo l’attuale giunta ma per quello che nei loro commenti vanno dicendo».
Vendere, alienare i beni non è in discussione nemmeno per l’opposizione. «Indubbiamente il problema è l’assenza di idee, senza le quali gli immobili vengono visti solo come un peso di cui disfarsi e il mezzo con cui realizzare risorse per tappare buchi di bilancio – dicono ancora – Noi invece crediamo che gli immobili debbano essere considerati come uno strumento con cui attuare le scelte di politica sociale che l’amministrazione deve adottare in specifici mirati progetti. Crediamo che per i giovani debbono esservi punti di aggregazione alternativi ai bar, locali nati per servire da bere, non per gestire e risolvere tematiche giovanili e che la cultura merita spazi ed occasioni maggiori e più continue rispetto all’attuale modesta offerta presente nel capoluogo e nelle frazioni. Siamo contrari alle alienazioni ma vorremmo che prima si discutesse di progetti».

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