Il Tirreno

Grosseto

Pinete, Italia Nostra «Allestire percorsi su argini e rive» 

Pinete, Italia Nostra «Allestire percorsi su argini e rive» 

GROSSETO. «Abbiamo preso atto con piacere e soddisfazione come la più rappresentativa associazione ambientalista a livello nazionale, Legambiente, condivida le posizioni e le proposte di Italia...

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Abbiamo preso atto con piacere e soddisfazione come la più rappresentativa associazione ambientalista a livello nazionale, Legambiente, condivida le posizioni e le proposte di Italia Nostra su due importanti aspetti della gestione della natura e del paesaggio in Maremma: le pinete litoranee e i tagli lungo i corsi d’acqua». Così Michele Scola, preseidente di Italia Nostra.
«La questione delle pinete litoranee - dice - fu lanciata nel 2005, quando organizzammo un importante convegno. Da allora la politica è rimasta sorda fin quando nel 2012 si risvegliò drammaticamente dopo il rogo di Marina. Italia Nostra invitò a riflettere sulla soluzione selvicolturale più adatta per il ripristino del bosco dopo l’incendio. Ci pareva più opportuno salvaguardare i lembi di pineta risparmiati dall’incendio attendendo qualche anno per vedere in quale direzione si fosse evoluta la spontanea reazione del bosco. La politica decise per la soluzione più drastica, costosa e meno efficace: il taglio raso e la totale rinnovazione artificiale. Da allora - prosegue - lanciammo la proposta di istituire un consorzio forestale per mettere l’intera fascia pinetata del litorale sotto un’unica ala pianificatoria; suggeriamo di ricercare la soluzione nella Legge forestale della Toscana, la numero 39 del 2000, con le successive modifiche ed integrazioni. Fino a tutto il 2015, visto che l’intera materia forestale era in mano alla Provincia, evidentemente non si è trovato interesse a sfruttare questo importante strumento normativo. Ora che la Regione nell’errata previsione che le Province fossero soppresse ha completato il passaggio della gestione del vincolo forestale alle Unioni di comuni montani (ex comunità montane), forse sarà l’occasione buona di dare una ventata di fresco alla stantia inerzia della politica forestale. E ci auguriamo che questi cambiamenti producano i loro frutti positivi anche sui tagli lungo le rive dei fiumi. Anche in questo ambito l’impegno di Italia Nostra risale al 2005 quando l’associazione sollevò la vicenda della devastazione del torrente Rigo trasformato in fossa di scolo da motoseghe ed escavatori del Consorzio di Bonifica. Anche in questo settore la politica fu sorda fino a quando, sempre nel 2012, alla devastazione del torrente Elsa seguì lo straripamento dell’Albegna, l’allagamento di Albinia, e il crollo del ponte della Marsiliana. La politica della gestione idraulica e forestale ha continuato, fino ad oggi, a permettere devastazioni della vegetazione fluviale, in barba alle norme tecniche sulla sicurezza idraulica e in trasgressione a quelle sulla protezione degli habitat, del paesaggio e delle specie animali e vegetali protette».
«Ma ci sono segnali che il vento sta cambiando. C’è una forte richiesta da parte della società civile per processi di gestione partecipativa delle pineta e del fiume Ombrone, con gli strumenti del consorzio forestale e del contratto di fiume. Ci metteremo al fianco di Legambiente su questo. Ci auguriamo che anche il Consorzio di Bonifica e la Regione collaborino ad aumentare la naturalità dei fiumi e investire le cospicue risorse di cui dispone, anche grazie al contributo consortile di tutti, in parchi fluviali e percorsi escursionistici, rendendo percorribili gli argini e le rive dei corsi d’acqua. Proponiamo che il Consorzio di Bonifica allestisca un percorso escursionistico e storico dalla Steccaia a Castiglione, lungo il Canale Diversivo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web