Gioco
Sagre, la ricetta della Lega «Più brevi e più tipiche»
Lolini propone: durata non oltre dieci giorni consecutivi o per due weekend «Il Comune non deve favorire né i ristoratori né gli organizzatori degli eventi»
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GROSSETO. Un tetto massimo di dieci giorni consecutive o due fine settimana, prodotti prevalentamente locali negli stand e vendita di sole specialità enogastronomiche tipiche, attenzione alla differenziazione dei rifiuti: è la ricetta della Lega Nord Grosseto per la gestione delle sagre. “
«Da troppi anni – spiega il capogruppo leghista in consiglio comunale Mario Lolini – siamo oppressi dalla scelta di non scegliere. È invece necessario dettare regole, aggiornate alle esigenze sia di chi opera nel settore della ristorazione e paga fior di tasse tutto l’anno, sia di società sportive e associazioni turistiche e di promozione del territorio che, grazie alle sagre, possono contare su un guadagno fondamentale per la loro sopravvivenza».
Occorre essere chiari secondo Lolini. «I partiti non hanno dato risposte – dice – Non si è arrivati a nulla che non fosse un balbettio. La Lega auspichiamo l’avvio di un percorso ben definito destinato a fissare un regolamento sagre semplice e snello, pronto per poter essere utilizzato quanto prima».
Proprio negli ultimi giorni e proprio sul fronte sagre e fiere dai sapori gastronomici non sono mancate le polemiche: al centro del dibattito, ad esempi, c’è stata la maxi Fiera della Maremma che si è svolta ad Albinia; nel mirino del Movimento Cinque Stelle di Grosseto – che criticava, tra altri aspetti, anche la scarsa maremmanità sugli stand ospitati ad Albinia – è finito il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti, che però un regolamento per le sagre – che piaccia o non piaccia – l’ha fatto e approvato.
Torniamo alla ricetta della Lega: tra i paletti da posizionate c’è quello della la durata di queste manifestazioni enogastronomiche: «Non possiamo più tollerare – dice Lolini – eventi destinati a durare tre, quattro settimane». Ecco la proposta: «Un massimo di dieci giorni consecutivi o due fine settimana – dettaglia il capogruppo grossetano della Lega – penso possa essere un buon compromesso tra le diverse necessità».
L’altro nodo è quello legato all’offerta di prodotti tipici e di piatti caratteristici della zona e correlati al tipo di sagra: «La Maremma vanta – dice Lolini – prodotti di altissimo livello: nelle sagre dobbiamo dare spazio a questi alimenti». Un altolà deve essere poi alzato, secondo il rappresentante della Lega «a ristoranti temporanei con menu sconfinati e per nulla amalgamati a quello che è il tema di una sagra – dice – Oltre a limitare i contrasti con i ristoratori, questo andrà a vantaggio di chi sui tavoloni della sagra potrà trovare prodotti buoni e in linea con le proprie aspettative».
La linea guida, sopra a tutto: «Un’amministrazione – conclude Lolini – non deve favorire né i commercianti né chi organizza sagre. Il nostro mestiere è quello di dare a tutti la possibilità di coesistere nel pieno rispetto di normative certe. Penso poi che Grosseto, nell’interesse di tutti, possa dialogare con molte realtà vicine per scongiurare un effetto a macchia di leopardo, con troppi regolamenti diversi l’uno dall’altro».
«Da troppi anni – spiega il capogruppo leghista in consiglio comunale Mario Lolini – siamo oppressi dalla scelta di non scegliere. È invece necessario dettare regole, aggiornate alle esigenze sia di chi opera nel settore della ristorazione e paga fior di tasse tutto l’anno, sia di società sportive e associazioni turistiche e di promozione del territorio che, grazie alle sagre, possono contare su un guadagno fondamentale per la loro sopravvivenza».
Occorre essere chiari secondo Lolini. «I partiti non hanno dato risposte – dice – Non si è arrivati a nulla che non fosse un balbettio. La Lega auspichiamo l’avvio di un percorso ben definito destinato a fissare un regolamento sagre semplice e snello, pronto per poter essere utilizzato quanto prima».
Proprio negli ultimi giorni e proprio sul fronte sagre e fiere dai sapori gastronomici non sono mancate le polemiche: al centro del dibattito, ad esempi, c’è stata la maxi Fiera della Maremma che si è svolta ad Albinia; nel mirino del Movimento Cinque Stelle di Grosseto – che criticava, tra altri aspetti, anche la scarsa maremmanità sugli stand ospitati ad Albinia – è finito il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti, che però un regolamento per le sagre – che piaccia o non piaccia – l’ha fatto e approvato.
Torniamo alla ricetta della Lega: tra i paletti da posizionate c’è quello della la durata di queste manifestazioni enogastronomiche: «Non possiamo più tollerare – dice Lolini – eventi destinati a durare tre, quattro settimane». Ecco la proposta: «Un massimo di dieci giorni consecutivi o due fine settimana – dettaglia il capogruppo grossetano della Lega – penso possa essere un buon compromesso tra le diverse necessità».
L’altro nodo è quello legato all’offerta di prodotti tipici e di piatti caratteristici della zona e correlati al tipo di sagra: «La Maremma vanta – dice Lolini – prodotti di altissimo livello: nelle sagre dobbiamo dare spazio a questi alimenti». Un altolà deve essere poi alzato, secondo il rappresentante della Lega «a ristoranti temporanei con menu sconfinati e per nulla amalgamati a quello che è il tema di una sagra – dice – Oltre a limitare i contrasti con i ristoratori, questo andrà a vantaggio di chi sui tavoloni della sagra potrà trovare prodotti buoni e in linea con le proprie aspettative».
La linea guida, sopra a tutto: «Un’amministrazione – conclude Lolini – non deve favorire né i commercianti né chi organizza sagre. Il nostro mestiere è quello di dare a tutti la possibilità di coesistere nel pieno rispetto di normative certe. Penso poi che Grosseto, nell’interesse di tutti, possa dialogare con molte realtà vicine per scongiurare un effetto a macchia di leopardo, con troppi regolamenti diversi l’uno dall’altro».
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