Il Tirreno

Grosseto

«La Pam potrà rinascere solo se cambia la viabilità» 

di Pierluigi Sposato
«La Pam potrà rinascere solo se cambia la viabilità» 

I dipendenti in cassa integrazione da marzo si appellano al Comune «L’azienda sta investendo ma bisogna invitare i clienti a venire qui» 

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GROSSETO. Le saracinesche sono abbassate, il cartello annuncia che ci sarà comunque una riapertura. Un messaggio di speranza per chi ci lavora, per chi ne usufruisce. Pam Le Palme ha chiuso il 18 aprile e i dipendenti, quasi una trentina, sono in cassa integrazione dal 5 marzo.
Colpa della crisi, colpa della viabilità. Una decina di dipendenti Pam sono venuti a parlare con noi non tanto dei problemi con l’azienda («noi in Pam ci crediamo, sta investendo qui, la riapertura è programmata per settembre») quanto di cosa accadrà dopo che il supermercato riaprirà. «Perché se qui non cambia la viabilità, la situazione non cambierà e la gente qui continuerà a non venire: preferiranno negozi più facilmente raggiungibili». Gloria e declino per quello che in sostanza fu uno dei primi centri commerciali cittadini, apertura nel 1994. Tra Maurizio Maggiotto, Laura Guerrini, Aldo Buonfiglio, Vania Burresi, Giuliana Mancineschi, Alessandra Buti, Alessandro Ghizzani e Christian Demasi c’è chi ha lavorato qui dall’inizio e conosce uno per uno pregi e difetti di lavorare a Le Palme. «La crisi qui c’è a causa della viabilità - dice sicuro Buonfiglio facendosi portavoce del pensiero comune - In questi 23 anni nessuna amministrazione ha fatto nulla. Eppure c’è un progetto per quella famosa bretella che dovrebbe congiungere Ponte Mussolini con la Scansanese». La politica non c’entra, aggiungono quasi all’unisono, perché le amministrazioni di colore diverso si sono avvicendate senza che nessuna prendesse a cuore la zona. «Ci sono delle giornate che per uscire dalla Cittadella dello studente ci vuole anche mezz’ora - ricorda Ghizzani - Così non può andare avanti. Ma vi rendete conto di quali difficoltà potrebbe incontrare un’ambulanza qualora ci fosse un incidente nelle ore di punta, alle 8 e alle 13? Anche il degrado di certi edifici non contribuisce: ti guardi intorno e ti viene voglia di tornare indietro, anzi di non venire proprio».
Una zona dalle peculiarità chiare: la presenza del polo scolastico è da quaranta anni una certezza che niente sembra in grado di poter smuovere. Le attività imprenditoriali possono cambiare, possono aumentare o diminuire: ma gli istituti sono una realtà consolidata. «Bisognerebbe puntare in modo diretto sul mondo della scuola - suggerisce Guerrini - Bisognerebbe poter prevedere qualcosa dedicato appositamente agli studenti e agli insegnanti, che qui vengono comunque per la pausa pranzo. Bisognerebbe prevedere magari anche una libreria: ci potrebbe essere una sede migliore per diffondere i libri?».
Far rinascere la zona per poter vivere meglio, per poter dare un servizio. «Pam ci ha detto che vuole riaprire e noi crediamo nell’azienda - sottolinea Maggiotto - Noi dipendenti abbiamo spinto molto affinché l’azienda facesse pressione sul Comune per chiedere cambiamenti nella zona di via de’ Barberi. Lo abbiamo fatto il 27 aprile, nella riunione che abbiamo avuto per fare il punto anche sulla situazione degli altri punti vendita, che sta per uscire dalla solidarietà in vista dell’estate, che porterà un afflusso di persone ben differente». E quando Pam riaprirà, comunque, serviranno anche controlli: «Capita che rimaniamo in due a fare la chiusura alle 20, e siamo spesso due donne: qui la sicurezza è zero, non passa mai nessuno, specialmente la domenica».

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