Il Tirreno

Grosseto

IL COLPO IN PIENO CENTRO

Svaligiano l’agenzia fotografica all'ora di pranzo

di Francesca Gori
I carabinieri subito dopo il colpo all'Agenzia fotografica Bf
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I carabinieri subito dopo il colpo all'Agenzia fotografica Bf

Grosseto: in via Vinzaglio hanno alzato la saracinesca, forzato la porta a vetri e portato via 2.000 euro dalla cassa senza toccare né macchine né attrezzature

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GROSSETO. Sono più cinquant’anni che il marchio Bf sigla le fotografie che vengono pubblicate sul giornale. Sul Telegrafo prima, sul Tirreno poi. Davide Ferrari e Maurizio Mainetti li riconosci subito, con la loro macchina fotografica al collo e lo scatto veloce. E in decenni di carriera, di immagini di negozi derubati, di porte a vetri forzate, di case svaligiate e casse spaccate ne hanno fatte parecchie, in tutte le zone della città.

Senza aspettarsi che sarebbe toccato a loro chiamare i carabinieri per denunciare di aver subito un furto. È successo venerdì 5 maggio 2017, all’ora di pranzo quando l’agenzia di viaggi proprio accanto e il ristorante Langolino, pochi metri più avanti, erano ancora aperti. «Sono uscito dall’agenzia un’ora, non di più - racconta Maurizio Mainetti - Ho chiuso la porta a vetri e ho tirato giù la saracinesca come sempre. Quando sono tornato era tutto a posto, tranne la porta che non era più chiusa a chiave. Lì per lì ho pensato di averla lasciata aperta, invece qualcuno era entrato dentro al negozio».

Dentro l’agenzia fotografica il materiale non manca, tra fotocamere e attrezzature. Ma chi ha tentato e portato a termine il colpo si è accontentato di prendere i soldi e scappare, scegliendo anche di non durare troppa fatica. Dalla cassa della Bf infatti sono sparite solo le banconote. E il colpo è fruttato parecchio perché nel negozio c’erano 2.000 euro in contanti. «Dovevo andare nel pomeriggio a fare il versamento - aggiunge - ma chi è entrato in agenzia è stato più veloce di me».

Ai titolari dell’agenzia fotografica non è rimasto altro che chiamare i carabinieri e sporgere denuncia. Chi è entrato nel negozio di via Vinzaglio non ha usato mani di fata. Il motore della saracinesca è stato trovato danneggiato, probabilmente perché, per alzarla, è stata spinta con troppa violenza e anche la porta a vetri del negozio è stata forzata. «Alcuni segni li abbiamo trovati - dice ancora Mainetti - e anche i negozi vicini hanno segnalato alcune anomalie sulle loro porte».

Al Mondo pietre, che si trova proprio lì accanto, una decina di giorni prima i proprietari ebbero problemi a entrare nella loro attività. La saracinesca non si alzava bene e sul momento pensarono a un guasto. Il 5 maggio, però, è successo lo stesso e l’idea che si sia trattato di un tentativo di effrazione sembra, alla luce di quello che è successo all’agenzia fotografica Bf, sembra farsi sempre più piede.

Nessuno, dei negozianti accanto, si è accorto di nulla. Chi è entrato nell’agenzia ha agito in fretta e senza dare nell’occhio, in pieno giorno e in pieno centro storico.

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