Il Tirreno

Grosseto

Bulli e spacciatori già a 12 anni  

di Fiora Bonelli
Bulli e spacciatori già a 12 anni  

Ad Arcidosso esperti a confronto sul disagio giovanile. «I primi problemi iniziano già alle medie»

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ARCIDOSSO. È emerso un quadro realistico del fenomeno “bullismo”, giovedì sera ad Arcidosso nel corso di un incontro promosso dall’associazione Amici dell’Amiata. Sala stracolma, con la presenza di istituzioni, insegnanti, genitori e ragazzi.
Il relatore Ettore Caterino, neuropsichiatra infantile, ha intrattenuto la platea rispondendo alle domande che arrivavano dalla sala e prestando orecchio alle esperienze e alle difficoltà incontrate dagli insegnanti.
Un problema molto sentito in Amiata dove, anche se a volte non se ne vuole apertamente parlare, non mancano episodi di bullismo, azioni di ragazzi che diventano vandali e distruttori, e di giovanissimi già dediti allo spaccio appena usciti dalle scuole elementari.
L’amministrazione comunale, presenti in sala il sindaco Jacopo Marini e la vicesindaca Sabrina Melani, hanno espresso la loro soddisfazione per un’iniziativa in cui si parla pubblicamente e senza remore di un fenomeno che oggi sta dilagando a vista d’occhio e contro il quale potrebbero fare molto soprattutto le famiglie.
Il relatore Caterino si è soffermato sui segnali sia fisici che psicologici dei ragazzi che hanno disagi e che andrebbero seguiti.
Grandi assenti, spesso, le famiglie, che per esigenze lavorative interrompono un dialogo costante coi figli che alla fine preferiscono la rete e i rapporti virtuali.
Con slide e commenti Caterino ha chiarito che tra gli stili genitoriali che possono caratterizzare la famiglia del bullo ci sono lo scarso coinvolgimento emotivo, comportamenti violenti, anche solo verbali, stili educativi permissivi e violenze domestiche.
Possono provocare danni irreparabili anche i gruppi whatsapp che sono in grado di creare invidia distruttiva nei ragazzi in età scolastica.
Diventano, invece, elementi protettivi, capacità cognitive adeguate, capacità di mediazione, capacità critica e buon controllo degli impulsi.
Il neuropsichiatra ha richiamato alla necessità di riannodare il rapporto genitori figli che pare essere in un cortocircuito, tanto che le famiglie nemmeno si accorgono oppure non vogliono vedere che ci sono figli che a 12 anni spacciano.
«Se a volte si segnalano problemi ai genitori - ha detto un insegnante - siamo noi a venire attaccati dai genitori che proprio non ne vogliono sentir parlare».
Tutti hanno riconosciuto che oggi si è notevolmente abbassato il limite dell’età in cui i ragazzi cominciano a seguire strade compromettenti: «Fino a poco tempo fa - si è riconosciuto- i ragazzi iniziavano ad avere problemi alle superiori, oggi, invece, cominciano già alla scuola media».
Commenti positivi per l’iniziativa da tutti i presenti.
Federico Tiberi (Amici dell’Amiata) ha detto: «L’affluenza di persone all’iniziativa dimostra che qui l’argomento è molto sentito. Questo ci sprona a riproporre a breve tipi di incontro similari, anche a Castel del Piano e altri paesi amiatini. Ovviamente, poi, occorre di trovare una soluzione a queste problematiche, coadiuvati dalle amministrazioni comunali, le direzioni scolastiche e le forze dell’ordine». «Siamo molto soddisfatti, perché la risposta è stata ottima», commenta il presidente di Amici dell’Amiata Massimiliano Callieri.

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