Il Tirreno

Grosseto

No della Regione alla centrale a Seggiano 

di Fiora Bonelli
No della Regione alla centrale a Seggiano 

La giunta dà parere negativo alla richiesta della Tosco Geo di realizzare un impianto geotermico. Esulta il sindaco

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SEGGIANO. La centrale geotermica a ciclo binario “Castiglion d’Orcia”, proposta dalla società Tosco Geo srl, non si farà.
La giunta regionale ha dato parere negativo a un progetto che prevedeva l’esplorazione e la ricerca di fluido geotermico in un territorio compreso fra San Quirico d’Orcia, Vivo d’Orcia e Pescina e Altori nel comune di Seggiano, dove era previsto l’impianto. Un crocevia di eccellenze ambientali, quelle di Castiglion d’Orcia e dei borghi vicini, immersi fra boschi di castagno e faggio. Vi si trovano le sorgenti dell’Ermicciolo, che alimentano il fiume Vivo, uno dei principali affluenti dell’Orcia, e che sono la riserva idrica principale per gli acquedotti della Val di Chiana e di Siena. E poi Pescina e Altori di Seggiano, anch’essi con il consistente patrimonio idrico di Capo Vetra che alimenta il Vivo. E anche qui castagni e i famosi oliveti di Seggiano. In questo crocevia, dunque, sarebbe potuta sorgere una centrale geotermica, ma la Regione stavolta ha detto no.
«Segno, questo, che in Regione Toscana comincia a esserci un orientamento – esulta il sindaco di Seggiano Gianpiero Secco – e questo fa ben sperare anche per altre centrali similari come Monte Labro e Montenero. Sono molto soddisfatto perché questa decisione dimostra che la Regione riconosce che non tutti i territori sono idonei per lo sfruttamento geotermico che implica infrastrutture industriali di un certo peso. E poi diciamolo: un dispiegamento di forze anche economiche fuori misura, per una centrale la cui validità è discutibile. Insomma, il gioco non vale la candela».
Lo deve aver pensato anche la Regione, perché il 2 maggio, la giunta, su proposta di Federica Fratoni, definisce la zona destinata alla centrale di notevole interesse pubblico perché «con il suo fitto manto boschivo costituisce un quadro naturale di non comune bellezza panoramica». Inoltre «alcune aree risultano soggette a tutela paesaggistica», altre dal vincolo idrogeologico, altre limitrofe al sito Unesco della Val d’Orcia.
La delibera si rifà anche al precedente parere negativo di compatibilità ambientale per il permesso di ricerca “Seggiano”, di Vega Engineering.
Nella delibera compare anche un passaggio che fa ben sperare per la sorte degli altri permessi di ricerca su cui istituzioni, comitati e cittadini si oppongono da anni. Ricorda infatti che è possibile «un ulteriore sviluppo della geotermia in Toscana solo a condizione di assicurare un impatto ambientale complessivo migliore di quello garantito con le ultime autorizzazioni uniche rilasciate in materia» e precisa che «ciò vale in particolare per l’Amiata dove il riassetto della concessione di Piancastagnaio e la nuova centrale Bagnore 4 hanno portato la potenza complessivamente installata attorno ai 100 Mw fissando un punto di equilibrio tra lo sfruttamento della risorsa e la vocazione socio economica dei territori».

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