Italia
Pinete: «Bravo sindaco, mossa giusta»
di Giovanna Mezzana
De Martis (Federconsumatori) plaude a Vivarelli Colonna per aver ordinato ai privati le ripuliture: «Ma non finisca qui»
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GROSSETO. «Finalmente, sindaco». Giuseppe De Martis, presidente di Federconsumatori Grosseto si complimenta con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna: «Dopo anni di chiacchiere seguiti al terribile incendio, nel 2012, della pineta di Marina – dice De Martis, – c’è un amministratore pubblico che fa qualcosa. Di concreto».
L’obbligo. Vivarelli Colonna incassa l’apprezzamento di De Martis per l’ordinanza – la n. 36 del 20 aprile 2017 – con cui ha imposto a proprietari e conduttori di porzioni di fascia di macchia mediterranea lungo via dei Platani «la ripulitura e il taglio del sottobosco da rovi, sterpaglie, materiale secco di qualsiasi natura ed altri rifiuti infiammabili». E ha messo a ciascuno di loro – sono un’ottantina più c’è una manciata di società – il fiato sul collo: firmata il 20 aprile, l’ordinanza fissava al 30 aprile la scadenza entro cui mettersi in regola. Meno di dieci giorni di tempo, anche se l’incombenza era da loro nota: dalla notte dei tempi (o quasi). Da dire c’è che, a sua volta, Vivarelli Colonna sentiva sul collo il respiro del comando provinciale dei vigili del fuoco, che con una nota del 22 febbraio 2017, acquisita dall’ente comunale il 3 aprile 2017, «ribadiva la maggiore esposizione al rischio crollo di piante della fascia boscata di via dei Platani».
Le sanzioni. Quindi? Significa che – se tu oggi non hai ancora provveduto a disboscare – rischi di pagare il conto: che consta sia della spesa sostenuta da Palazzo civico per ripulire al posto tuo, sia di quanto prevede l’articolo 650 del Codice penale, cioè l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a duecentosei euro. In sintesi: non solo sei costretto a mettere la mano al portafoglio, ma il tuo nome verrà “segnalato” anche in Procura.
E ora? Bella mossa, insomma, secondo De Martis, quella di Vivarelli Colonna che – su una questione annosa come la tenuta delle pinete da parte dei privati – ha preso il toro per le corna. Non basta però: o meglio, l’augurio di De Martis è che il nuovo corso non finisca qui e –soprattutto – esca dai confini del municipio di Grosseto. «Adesso, sindaco – dalle pagine del Tirreno De Martis si rivolge direttamente a Vivarelli Colonna – devi dire ai tuoi colleghi di Castiglione della Pescaia (leggi Giancarlo Farnetani, ndr) e Follonica (ovvero Andrea Benini) di fare la stessa cosa» perché il problema degli incendi non riguarda solo la macchia mediterranea targata Grosseto.
Cosa c’è dietro. Farnetani dovrebbe prendere il torno per le corna ancora prima di altri sindaci maremmani, secondo De Martis: perché il suo territorio è a rischio tanto quanto quello del comune di Grosseto e più di altri lungo la costa della Maremma. «Ci siamo mai chiesti – motiva De Martis – perché gli incendi non si verificano mai alle spalle di Orbetello e Follonica? La risposta è semplice: perché c’è la ferrovia. La zona appetibile per l’edificazione corre da Alberese a Follonica passando per Castiglione della Pescaia». Ecco perché noi diciamo che dietro ai roghi c’è la criminalità organizzata». Ai roghi di Marina di Grosseto, ai roghi di Castiglione: tanti, troppi, e con una geografia che lascia più di un dubbio, secondo il presidente di Federconsumatori Grosseto, che chiude sottolineando ancora quanto tempo a fare chiacchiere si sia perso: almeno dal terribile incendio che nel 2012 devastò Marina.
L’obbligo. Vivarelli Colonna incassa l’apprezzamento di De Martis per l’ordinanza – la n. 36 del 20 aprile 2017 – con cui ha imposto a proprietari e conduttori di porzioni di fascia di macchia mediterranea lungo via dei Platani «la ripulitura e il taglio del sottobosco da rovi, sterpaglie, materiale secco di qualsiasi natura ed altri rifiuti infiammabili». E ha messo a ciascuno di loro – sono un’ottantina più c’è una manciata di società – il fiato sul collo: firmata il 20 aprile, l’ordinanza fissava al 30 aprile la scadenza entro cui mettersi in regola. Meno di dieci giorni di tempo, anche se l’incombenza era da loro nota: dalla notte dei tempi (o quasi). Da dire c’è che, a sua volta, Vivarelli Colonna sentiva sul collo il respiro del comando provinciale dei vigili del fuoco, che con una nota del 22 febbraio 2017, acquisita dall’ente comunale il 3 aprile 2017, «ribadiva la maggiore esposizione al rischio crollo di piante della fascia boscata di via dei Platani».
Le sanzioni. Quindi? Significa che – se tu oggi non hai ancora provveduto a disboscare – rischi di pagare il conto: che consta sia della spesa sostenuta da Palazzo civico per ripulire al posto tuo, sia di quanto prevede l’articolo 650 del Codice penale, cioè l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a duecentosei euro. In sintesi: non solo sei costretto a mettere la mano al portafoglio, ma il tuo nome verrà “segnalato” anche in Procura.
E ora? Bella mossa, insomma, secondo De Martis, quella di Vivarelli Colonna che – su una questione annosa come la tenuta delle pinete da parte dei privati – ha preso il toro per le corna. Non basta però: o meglio, l’augurio di De Martis è che il nuovo corso non finisca qui e –soprattutto – esca dai confini del municipio di Grosseto. «Adesso, sindaco – dalle pagine del Tirreno De Martis si rivolge direttamente a Vivarelli Colonna – devi dire ai tuoi colleghi di Castiglione della Pescaia (leggi Giancarlo Farnetani, ndr) e Follonica (ovvero Andrea Benini) di fare la stessa cosa» perché il problema degli incendi non riguarda solo la macchia mediterranea targata Grosseto.
Cosa c’è dietro. Farnetani dovrebbe prendere il torno per le corna ancora prima di altri sindaci maremmani, secondo De Martis: perché il suo territorio è a rischio tanto quanto quello del comune di Grosseto e più di altri lungo la costa della Maremma. «Ci siamo mai chiesti – motiva De Martis – perché gli incendi non si verificano mai alle spalle di Orbetello e Follonica? La risposta è semplice: perché c’è la ferrovia. La zona appetibile per l’edificazione corre da Alberese a Follonica passando per Castiglione della Pescaia». Ecco perché noi diciamo che dietro ai roghi c’è la criminalità organizzata». Ai roghi di Marina di Grosseto, ai roghi di Castiglione: tanti, troppi, e con una geografia che lascia più di un dubbio, secondo il presidente di Federconsumatori Grosseto, che chiude sottolineando ancora quanto tempo a fare chiacchiere si sia perso: almeno dal terribile incendio che nel 2012 devastò Marina.
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