Sicurezza
«Un attentato in Vaticano» Ma era inventato
Vizio totale di mente per un uomo di 42 anni Era sotto accusa anche per un tentato incendio
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GROSSETO. È finito davanti al giudice perché, nel luglio 2016, aveva versato della benzina nell’appartamento e lungo le scale condominiali, accendendo il fornello del gas, in un centro dell’entroterra. La moglie, terrorizzata, aveva chiamato i carabinieri e i vigili del fuoco: e aveva confidato loro che quell’uomo - apparso anche ai soccorritori in stato delirante a causa dell’assunzione di alcol - le aveva reso la vita impossibile, con minacce che si ripetevano da tempo (anche di morte) e con danneggiamenti. Successivamente aveva denunciato di essere stata minacciata con un coltello.
Ce n’era abbastanza (tentato incendio e maltrattamenti) ma l’uomo, uno straniero 42enne, era finito sotto inchiesta anche per procurato allarme, perché in quegli stessi giorni di luglio aveva segnalato ai carabinieri e alla Prefettura di aver avuto notizia di un imminente attentato alla Città del Vaticano, in occasione della celebrazione della Messa: lo aveva messo a parte del progetto, a suo dire, il ministro della difesa dell’Arabia Saudita.
Tutto inventato, tutto frutto della sua fantasia. E del resto, lo specialista ha certificato che l’uomo è totalmente incapace di intendere e di volere. Poiché però l’esperto ha definito l’imputato socialmente pericoloso qualora non si sottoponga (e spesso ha saltato le sedute dal Sert) a un percorso di recupero terapeutico, il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha sì assolto l’uomo per vizio totale di mente ma ha disposto nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno, da eseguire in una comunità terapeutica per soggetti affetti da dipendenza alcolica. Già a febbraio il gip Sergio Compagnucci gli aveva imposto una misura di sicurezza provvisoria, su richiesta della Procura.(p.s.)
Ce n’era abbastanza (tentato incendio e maltrattamenti) ma l’uomo, uno straniero 42enne, era finito sotto inchiesta anche per procurato allarme, perché in quegli stessi giorni di luglio aveva segnalato ai carabinieri e alla Prefettura di aver avuto notizia di un imminente attentato alla Città del Vaticano, in occasione della celebrazione della Messa: lo aveva messo a parte del progetto, a suo dire, il ministro della difesa dell’Arabia Saudita.
Tutto inventato, tutto frutto della sua fantasia. E del resto, lo specialista ha certificato che l’uomo è totalmente incapace di intendere e di volere. Poiché però l’esperto ha definito l’imputato socialmente pericoloso qualora non si sottoponga (e spesso ha saltato le sedute dal Sert) a un percorso di recupero terapeutico, il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha sì assolto l’uomo per vizio totale di mente ma ha disposto nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per un anno, da eseguire in una comunità terapeutica per soggetti affetti da dipendenza alcolica. Già a febbraio il gip Sergio Compagnucci gli aveva imposto una misura di sicurezza provvisoria, su richiesta della Procura.(p.s.)
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