Il dolore
Primo maggio con le carcasse nella stalla
ALBINIA. L’attacco dei predatori al gregge della famiglia Pira è avvenuto di sabato. Un sabato che è il preludio al ponte del Primo maggio: e questo significa che con la domenica e la festività di...
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ALBINIA. L’attacco dei predatori al gregge della famiglia Pira è avvenuto di sabato. Un sabato che è il preludio al ponte del Primo maggio: e questo significa che con la domenica e la festività di mezzo le carcasse non saranno prelevate e rimosse prima di martedì.
Oltre ad aver subito l’attacco dei predatori, infatti, Pietro Pira e Matteo Pira hanno l’incombenza di smaltire le carcasse: «Oltre al danno – dicono – per noi c’è anche le beffa di vedersi le pecore morte qui dentro la stalla per giorni».
L’onere grava economicamente sulle loro spalle e per gli allevatori è un danno che si somma alla perdita dei capi, tant’è che i fratelli Pira sono comprensibilmente amareggiati: «Vengono fatte in continuazione campagne di sensibilizzazione per tutelare gli agnelli. Ecco, l’agnello però deve essere protetto anche dai predatori a quattro zampe».
I Pira non conoscono, come tutti gli allevatore, feste e domeniche. Le pecore devono essere munte e nutrite ogni giorno. «È inutile parlare di qualità del latte – dicono – se poi i nostri animali sono costretti a stare nelle stalle per ridurre il rischio di essere sbranati. Le pecore sono il nostro pane, l’indennizzo del danno subito non ci basta». (i. a.)
Oltre ad aver subito l’attacco dei predatori, infatti, Pietro Pira e Matteo Pira hanno l’incombenza di smaltire le carcasse: «Oltre al danno – dicono – per noi c’è anche le beffa di vedersi le pecore morte qui dentro la stalla per giorni».
L’onere grava economicamente sulle loro spalle e per gli allevatori è un danno che si somma alla perdita dei capi, tant’è che i fratelli Pira sono comprensibilmente amareggiati: «Vengono fatte in continuazione campagne di sensibilizzazione per tutelare gli agnelli. Ecco, l’agnello però deve essere protetto anche dai predatori a quattro zampe».
I Pira non conoscono, come tutti gli allevatore, feste e domeniche. Le pecore devono essere munte e nutrite ogni giorno. «È inutile parlare di qualità del latte – dicono – se poi i nostri animali sono costretti a stare nelle stalle per ridurre il rischio di essere sbranati. Le pecore sono il nostro pane, l’indennizzo del danno subito non ci basta». (i. a.)
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