Il Tirreno

Grosseto

Polemica sul teatro L’assessora difende gli abbonamenti 

di Paola Villani
Polemica sul teatro L’assessora difende gli abbonamenti 

La maggioranza ha chiesto di rivedere le modalità di gestione Catalani: «Non è uno spazio elitario, bisogna creare il pubblico»

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FOLLONICA. Critiche sulla gestione del teatro: terremoto in maggioranza, ma l’assessora si difende e continua per la sua strada.
Lo hanno definito un “club per soli soci”, un luogo “elitario”, “un salotto per pochi privilegiati” con spettacoli troppo complicati, troppo costosi e non adatti a tutti. Gente di Follonica e Sinistra Italiana hanno espresso forti perplessità sull’organizzazione del teatro comunale. Dal Pd, almeno così ha dichiarato lo stesso sindaco Andrea Benini, hanno chiesto di rivedere la modalità di vendita dei biglietti, eliminando o diminuendo sensibilmente i posti per gli abbonati. E così ancora una volta a salire agli onori della cronaca è l’assessora alla Cultura Barbara Catalani: a lei sono indirizzate le critiche della sua maggioranza, a lei si accusa una visione troppo elitaria di quello spazio, fruibile solo da pochi e estraneo alla popolazione. «Dal 2014 a oggi, tranne che in alcuni sporadici casi, il teatro ha sempre soddisfatto la richiesta di biglietti da parte del pubblico. Da una attenta analisi, infatti, solo le richieste per il concerto di Franco Battiato e per lo spettacolo di Vanessa Incontrada avrebbero supportato, in termini numerici, una replica, non realizzabile per impegni degli artisti».
In realtà proprio il direttore artistico in una recente intervista rilasciata a questo quotidiano tra gli spettacoli che avrebbero tranquillamente supportato una replica inserì anche “La Scuola” con Silvio Orlando, uno degli ultimi appuntamenti del cartellone 2016-2017 della Leopolda. «Nessun problema per tutti gli altri spettacoli – dice Catalani - che hanno contato, dal 24 ottobre 2014 ad oggi, 25.751 presenze. Chiaro quindi che la questione del “club per pochi eletti” sia un modo troppo semplicistico di affrontare la questione. Per far crescere la cultura dello spettacolo dal vivo occorre costruire un pubblico affezionato e non far abboccare spettatori all’amo del personaggio televisivo di turno». L’ipotesi di eliminare gli abbonamenti non sembra accettata da Catalani, anche se il sindaco si era espresso differentemente sulla questione, parlando di una “revisione in corso” proprio sulla vendita dei biglietti. «L’intrattenimento, inteso come relax e divertimento, è una piccola parte della funzione del teatro – spiega ancora Catalani - Inoltre, se qualcuno è a conoscenza di costi degli spettacoli inferiori in altre strutture, lo dimostri con i fatti. Certo non è nelle intenzioni dell’assessorato triplicare i prezzi dei biglietti. A questo preferiamo, di nuovo, cercare spettacoli di grande qualità fornendo un’alternativa a quanto possiamo trovare semplicemente guardando la Tv o nei teatri limitrofi». «È venuto il momento del coinvolgimento del tessuto culturale cittadini senza pregiudizi», aveva detto Ettore Chirici, capogruppo di Gente di Follonica riferendosi al teatro. «Un altro inutile proclama, bisogna essere fuori dalla realtà, o rinchiusi in qualche circolo privato di non so quale natura. Per non vedere che questa relazione è quotidiana», risponde l’assessora.

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