Gioco
M5s a Casamenti «Ad Albinia hai fatto la fiera del trash»
Nel bersaglio il nuovo calendario lagunare delle sagre e l’evento-emporio: «Una vergogna per la Maremma»
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ORBETELLO. Il M5s dà i voti alla Fiera della Maremma – organizzazione e “format” – e il risultato è un calcio negli stinchi al sindaco di Orbetello Andrea Casamenti. «Meriterebbe una denuncia per diffamazione – esordiscono con un’iperbole i pentastellati – per aver associato al nome del nostro territorio il ciarpame grezzo e volgare che ha caratterizzato questa prima edizione: dai prodotti offerti agli spettacoli organizzati». La valutazione – acerba come il succo di un limone – è firmata da Daniela Lembo, Antonella Pisani, Francesca Amore, Gianluigi Perruzza.
La fiera si è svolta ad Albinia dal 22 al 25 aprile. «Una vera Fiera del Trash, altro che della Maremma» dicono i rappresentanti del Movimento. Che, detto questo, poi sembrano quasi spezzare una lancia a favore del sindaco lagunare: «Pur avendo dimostrato anche attraverso l’adozione del calendario sagre 2017 di essere incapace di governare le dinamiche commerciali per il suo territorio, sarebbe ingiusto addossare a Casamenti – osservano – tutta la responsabilità della polemica inevitabile tra i ristoratori e gli organizzatori delle sagre gastronomiche».
«Da molti anni le sagre alimentano una “economia di rapina” in Maremma – secondo il M5s –Nella maggior parte dei casi non aggiungono nulla all’offerta locale, limitandosi a duplicarla ed a intercettarla con prezzi solo all’apparenza più bassi e con qualità decisamente scadente, abbassando il livello dell’offerta maremmana e banalizzandola con modelli da mensa aziendale».
La questione, precisano i pentastellati, non riguarda solo Orbetello e “alla (loro) sbarra” non finisce solo Casamenti: «Nessuna amministrazione, a livello provinciale – precisano infatti – ha mai voluto affrontare il problema perché la posta elettorale in gioco è troppo alta per tutti».
Ed ecco la proposta: «Le sagre dovrebbero essere progettate da una cabina di regia e solo successivamente attribuite ai diversi attori locali, in funzione degli scopi perseguiti. Dovrebbero essere concepite – valutano – per diversificare l’offerta di prodotti tipici e caratterizzare ulteriormente il territorio, anziché proporre la bistecca e la polenta o il pesce povero».
Gli strumenti ci sarebbero già, secondo i pentastellati: «Disponiamo di una struttura che finora organizza la fiera più importante di Grosseto concentrandosi solo su tre categorie merceologiche per oltre l’80% della superficie espositiva: al Madonnino c’erano macchine agricole, autovetture e stand di ristorazione. Con l’eccezione di 400 mq dedicati alle chianine e gli stands delle associazioni di categoria, il resto erano cianfrusaglie. Perché non incaricare GrossetoFiere di svolgere un ruolo utile invece di “baloccarsi” nelle sciocchezze che fa? Incominciando dalla progettazione delle sagre – concludono – magari poi impara anche ad organizzare le fiere».
La fiera si è svolta ad Albinia dal 22 al 25 aprile. «Una vera Fiera del Trash, altro che della Maremma» dicono i rappresentanti del Movimento. Che, detto questo, poi sembrano quasi spezzare una lancia a favore del sindaco lagunare: «Pur avendo dimostrato anche attraverso l’adozione del calendario sagre 2017 di essere incapace di governare le dinamiche commerciali per il suo territorio, sarebbe ingiusto addossare a Casamenti – osservano – tutta la responsabilità della polemica inevitabile tra i ristoratori e gli organizzatori delle sagre gastronomiche».
«Da molti anni le sagre alimentano una “economia di rapina” in Maremma – secondo il M5s –Nella maggior parte dei casi non aggiungono nulla all’offerta locale, limitandosi a duplicarla ed a intercettarla con prezzi solo all’apparenza più bassi e con qualità decisamente scadente, abbassando il livello dell’offerta maremmana e banalizzandola con modelli da mensa aziendale».
La questione, precisano i pentastellati, non riguarda solo Orbetello e “alla (loro) sbarra” non finisce solo Casamenti: «Nessuna amministrazione, a livello provinciale – precisano infatti – ha mai voluto affrontare il problema perché la posta elettorale in gioco è troppo alta per tutti».
Ed ecco la proposta: «Le sagre dovrebbero essere progettate da una cabina di regia e solo successivamente attribuite ai diversi attori locali, in funzione degli scopi perseguiti. Dovrebbero essere concepite – valutano – per diversificare l’offerta di prodotti tipici e caratterizzare ulteriormente il territorio, anziché proporre la bistecca e la polenta o il pesce povero».
Gli strumenti ci sarebbero già, secondo i pentastellati: «Disponiamo di una struttura che finora organizza la fiera più importante di Grosseto concentrandosi solo su tre categorie merceologiche per oltre l’80% della superficie espositiva: al Madonnino c’erano macchine agricole, autovetture e stand di ristorazione. Con l’eccezione di 400 mq dedicati alle chianine e gli stands delle associazioni di categoria, il resto erano cianfrusaglie. Perché non incaricare GrossetoFiere di svolgere un ruolo utile invece di “baloccarsi” nelle sciocchezze che fa? Incominciando dalla progettazione delle sagre – concludono – magari poi impara anche ad organizzare le fiere».
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