Il dolore
Addio al prof Chimenti, un esempio per gli studenti
Grosseto, è morto nella notte in ospedale. Il funerale verrà celebrato nella chiesa del Sacro Cuore
GROSSETO. Se insegnare vuol dire trasmettere non soltanto nozioni ma anche e soprattutto valori e contribuire alla crescita delle persone, lui era stato un esempio autentico, anche dopo che aveva lasciato la cattedra. Come se non fossero bastate le parole dette e scambiate direttamente quando era in attività, ne sono testimonianza le centinaia di manifestazioni di affetto e di dolore che ieri gli ex studenti hanno voluto lasciare in suo ricordo.
Franco Chimenti è morto a 69 anni in ospedale tra giovedì 27 e venerdì 28.
Vi era ricoverato da un paio di giorni per una polmonite ma le sue condizioni non destavano preoccupazioni, anche perché lui stesso giovedì sera aveva detto di sentirsi meglio del giorno precedente. Poi un malore fatale nel cuore della notte. Originario di Scansano, laureato a Pisa, era stato insegnante di materie letterarie. E negli occhi di chi ne era stato allievo al Liceo scientifico scorrono ancora le sue lezioni di latino e di italiano, il suo modo di integrare i libri di testo con il bagaglio personale, l’ironia affiancata alla serietà, le battute quasi rituali per sdrammatizzare situazioni difficili, il dialogo con gli studenti. Aveva iniziato presto a insegnare: e ai giovani si sentiva vicino, capace di ricevere quanto di dare. Professore e uomo. Da una decina di anni era andato in pensione ma di ogni suo studente era ancora in grado di ricordare caratteristiche e qualità.
«Sei stato un marito fantastico, un padre eccezionale e un nonno stupendo - scrive la figlia Chiara, che dal padre ha ereditato la passione per l’insegnamento, nel campo della matematica - Ci hai trasmesso dei principi e ideali che poche persone sanno trasmettere». Chiara è la primogenita, suo fratello Alberto, giornalista, è arrivato da Milano dove vive e lavora. Si sono stretti nel cercare di far coraggio a Paola, la mamma, che ha stretto decine di mani e abbracciato tantissime persone, giunte ieri pomeriggio all’obitorio non appena la notizia si è diffusa. E nel cercare di far coraggio a loro stessi.
Ai tanti messaggi di cordoglio, anche da parte di chi non era stato suo allievo, va ad aggiungersi quello del Rotary Club, di cui Franco Chimenti era stato presidente nel 1996-1997 e di cui era stato comunque uno dei rappresentanti più attivi anche nel tenere i rapporti con i giovani: gli era congeniale, doveva essere scritto nel suo dna.
Gli studenti di ieri e chi lo aveva comunque conosciuto e apprezzato anche al di fuori del mondo della scuola si ritroveranno oggi, sabato 29 aprile, alle 15 alla chiesa del Sacro Cuore, dove sarà celebrato il rito funebre.
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