Il Tirreno

Grosseto

ALL'USCITA DELLA SCUOLA

Spacca i denti alla suocera con una testata 

di Pierluigi Sposato
Il Tribunale di Grosseto (Foto d'archivio)
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Il Tribunale di Grosseto (Foto d'archivio)

Grosseto: condannato a quattro anni con il rito abbreviato, alla donna andranno 10.000 euro di provvisionale

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GROSSETO. Pesante condanna all’udienza preliminare, pur in presenza dello sconto di un terzo per la scelta del rito abbreviato, per un uomo di 38 anni imputato di aver causato una lesione permanente alla ex suocera che era andata a prendere la nipote (figlia di lui) a scuola, di minacce, percosse e lesioni nei confronti della dirigente scolastica, di tentata violenza privata sempre nei confronti della dirigente.

Il giudice Marco Mezzaluna gli ha inflitto quattro anni, accompagnati dall’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e dal risarcimento dei danni causati alla suocera (se ne occuperà il giudice civile, intanto è stata disposta una provvisionale da 10. 000 euro).

Per l’uomo, che da fine gennaio è detenuto dopo essere stato sottoposto a misure cautelari di intensità minore (il divieto di avvicinamento) ritenute insufficienti dal gip alla luce proprio di questo episodio, il sostituto procuratore Marco Nassi aveva chiesto cinque anni nove mesi e 14 giorni con revoca della sospensione. Il difensore Giovanni Arona aveva invece sollecitato l’esclusione dell’aggravante dell’indebolimento permanente dell’organo della masticazione causato dalla testata al volto della suocera e dei futili motivi (la bambina preferiva andare con la nonna piuttosto che col padre); il minimo della pena per gli altri reati e la riqualificazione della violenza privata in minacce. L’avvocato aveva anche sollecitato (il pm si era detto contrario) la sostituzione della detenzione con il divieto di dimora in provincia e l’obbligo di firma. Non erano presenti in aula né la suocera, parte civile con l’avvocato Cecilia Corsini, né la dirigente scolastica, rappresentata dall’avvocato Roberto Cerboni.

I fatti contestati sono recentissimi e risalgono al gennaio 2017, pochi giorni dopo che l’uomo era stato condannato, in un altro processo, per atti violenti nei confronti della ex moglie. La testata, avvenuta davanti alla figlia, aveva causato alla suocera una malattia con guarigione superiore ai 40 giorni e la perdita di un dente. L’uomo era poi accusato di aver affrontato la dirigente scolastica, anche in questo caso in presenza dei bambini, dandole uno spintone e costringendola a indietreggiare, un gesto ritorsivo che sarebbe stato originato dalla chiamata ai carabinieri effettuata dalla donna.

Eluso l’intervento di tre dipendenti della scuola, l’uomo avrebbe poi colpito la dirigente all’orecchio e al viso a mano aperta (4 i giorni di guarigione). «Tanto ti aspetto fuori« è la frase che sarebbe stata pronunciata dall’uomo, finalmente fatto uscire dalla scuola: lui sarebbe rimasto più di un’ora lì davanti, passeggiando e imprecando nonché chiedendo alle insegnanti in uscita a che ore avrebbe potuto trovare l’indomani la dirigente.
Ultima contestazione quella di violenza privata tentata, perché l’uomo avrebbe suonato ripetutamente il campanello della scuola per farsi aprire (avrebbe detto a un’insegnante e a una collaboratrice «Se rimettete gli occhi su mia figlia gli taglio la testa») e per minacciare indirettamente la dirigente scolastica che, sempre secondo l’imputazione, lui avrebbe voluto non si interessasse di quanto avveniva nella scuola e riguardava sua figlia.
Le motivazioni della condanna saranno depositate entro un mese.
 

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