Sicurezza
MONTE ARGENTARIO: CAUSA LEGALE CONTRO IL MINISTERO
«No ai corsi obbligatori» I Marittimi si ribellano
MONTE ARGENTARIO. È battaglia legale per l’Associazione Marittimi Argentario. Il sodalizio ha firmato una procura per dare mandato a uno dei più grandi studi legali d’Italia e contestare un corso...
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MONTE ARGENTARIO. È battaglia legale per l’Associazione Marittimi Argentario. Il sodalizio ha firmato una procura per dare mandato a uno dei più grandi studi legali d’Italia e contestare un corso direttivo che migliaia di comandanti, direttori e ufficiali dovranno affrontare per rinnovare i propri certificati di navigazione.
Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha previsto infatti che comandanti, primi ufficiali, direttori di macchina e primi ufficiali di macchina che devono rinnovare il certificato a livello direttivo siano obbligati a effettuare un corso che, in particolare, ripercorre anche quegli argomenti che non sono stati affrontati durante gli anni scolastici.
Il ricorso è stato presentato anche perché l’Associazione Marittimi ritiene che «il regolamento deve essere applicato dal 2014 in poi (dopo la Riforma Gelmini), mentre il ninistero obbliga a farlo anche a coloro che sono attivi dal 2002. Dal nostro punto di vista non c’è motivo. E poi eviteremmo a migliaia di marittimi di fare un corso che ha dei costi alti, circa 2.000 euro, e prevede centinaia di ore da frequentare».
«Impugniamo la circolare chiedendo la sospensiva immediata — dice il presidente dell’associazione, Roberto Gabrielli — e che la possibilità di ottenere la certificazione di competenza per navigare anche senza il corso, che ha poi valenza non per cinque anni, ma fino al 31 dicembre 2018. Al momento se non viene presentato non viene rinnovata la patente, si perde il certificato e non si può più lavorare. Chi fa il comandante da 15 anni non può tornare a scuola a studiare, l’obbligo al massimo deve riguardare quelli dal 2014 in poi».
Lo Studio Legale Cdra ha scelto dunque di ricorrere al Tar del Lazio per tutelare i marittimi. «Anche se gli avvocati sono fiduciosi — dicono dall’associazione — noi non ci facciamo illusioni e non sappiamo come andrà a finire; ma intanto non vogliamo stare a guardare mentre ci massacrano, mentre ci impongono cose assurde e ingiuste, mentre estinguono la nostra categoria».
L’Associazione Marittimi Argentario ha firmato la procura che, oltre a sancire la partecipazione come associazione, la obbliga ad onorare anche l’impegno economico. «Già molti associati e non hanno dato il proprio contributo, ma ancora non basta. obbiamo cambiare il nostro modo di pensare e di combattere per i nostri diritti, non possiamo sempre aspettare che altri lo facciano per noi. Quindi chiediamo di partecipare anche con una quota simbolica per ribellarci e reagire. «Si può andare direttamente in sede o fare un semplice bonifico a Associazione Marittimi Argentario Iban: IT05N0760114300000094725280 — Causale: Ricorso Direttivo. Facciamo gruppo — concludono — e avanti tutta».
Andrea Capitani
Il ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha previsto infatti che comandanti, primi ufficiali, direttori di macchina e primi ufficiali di macchina che devono rinnovare il certificato a livello direttivo siano obbligati a effettuare un corso che, in particolare, ripercorre anche quegli argomenti che non sono stati affrontati durante gli anni scolastici.
Il ricorso è stato presentato anche perché l’Associazione Marittimi ritiene che «il regolamento deve essere applicato dal 2014 in poi (dopo la Riforma Gelmini), mentre il ninistero obbliga a farlo anche a coloro che sono attivi dal 2002. Dal nostro punto di vista non c’è motivo. E poi eviteremmo a migliaia di marittimi di fare un corso che ha dei costi alti, circa 2.000 euro, e prevede centinaia di ore da frequentare».
«Impugniamo la circolare chiedendo la sospensiva immediata — dice il presidente dell’associazione, Roberto Gabrielli — e che la possibilità di ottenere la certificazione di competenza per navigare anche senza il corso, che ha poi valenza non per cinque anni, ma fino al 31 dicembre 2018. Al momento se non viene presentato non viene rinnovata la patente, si perde il certificato e non si può più lavorare. Chi fa il comandante da 15 anni non può tornare a scuola a studiare, l’obbligo al massimo deve riguardare quelli dal 2014 in poi».
Lo Studio Legale Cdra ha scelto dunque di ricorrere al Tar del Lazio per tutelare i marittimi. «Anche se gli avvocati sono fiduciosi — dicono dall’associazione — noi non ci facciamo illusioni e non sappiamo come andrà a finire; ma intanto non vogliamo stare a guardare mentre ci massacrano, mentre ci impongono cose assurde e ingiuste, mentre estinguono la nostra categoria».
L’Associazione Marittimi Argentario ha firmato la procura che, oltre a sancire la partecipazione come associazione, la obbliga ad onorare anche l’impegno economico. «Già molti associati e non hanno dato il proprio contributo, ma ancora non basta. obbiamo cambiare il nostro modo di pensare e di combattere per i nostri diritti, non possiamo sempre aspettare che altri lo facciano per noi. Quindi chiediamo di partecipare anche con una quota simbolica per ribellarci e reagire. «Si può andare direttamente in sede o fare un semplice bonifico a Associazione Marittimi Argentario Iban: IT05N0760114300000094725280 — Causale: Ricorso Direttivo. Facciamo gruppo — concludono — e avanti tutta».
Andrea Capitani
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