vittima una ragazzina
Chiede sesso in cambio di soldi Condannato a 5 anni e mezzo
GROSSETO. Colpevole. Colpevole di essersi infilato nel letto di una ragazzina di nemmeno 14 anni, figlia della sua convivente, di averla toccata, di essersi fatto toccare, di averle chiesto rapporti...
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GROSSETO. Colpevole. Colpevole di essersi infilato nel letto di una ragazzina di nemmeno 14 anni, figlia della sua convivente, di averla toccata, di essersi fatto toccare, di averle chiesto rapporti sessuali in cambio di soldi e sigarette, di carezze sugli organi genitali, di aver simulato con lei movimenti di rapporti.
Il collegio del Tribunale (Puliatti presidente, De Vincenzi e Muscogiuri) ha condannato un uomo di 59 anni a 5 anni e 6 mesi, poco meno della richiesta del pm Arianna Ciavattini, che ne aveva chiesti 6. L’uomo non solo è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, dagli incarichi nelle scuole o da servizi in istituzioni private o pubbliche frequentate da minori, da tutela e curatela; ma dovrà anche risarcire la ragazzina, ormai diventata maggiorenne (i fatti sono del 2008 ed erano avvenuti in un centro dell’entroterra), di fronte al giudice civile. Intanto il collegio ha riconosciuto a lei, costituitasi parte civile con l’avvocato Mario Marengo, una provvisionale immediata da 20.000 euro, oltre alle spese (4.000 euro).
Il difensore Roberto Ginanneschi si riserva la presentazione dell’appello una volta depositate le motivazioni (fra due mesi). Nel corso dell’arringa ha comunque sostenuto la mancanza di attendibilità della persona offesa. E ha portato tra gli elementi a discarico la testimonianza di quella esercente con cui la ragazzina si era confidata: la donna in aula aveva spiegato che la ragazzina aveva negato di aver subito i palpeggiamenti.
Il fascicolo era stato aperto dopo che la madre si era rivolta ai carabinieri sporgendo querela. La Procura aveva poi promosso l’incidente probatorio: il neuropsichiatra infantile Romano Fabbrizzi aveva attestato la capacità di testimoniare e l’attendibilità. Agli atti anche alcune intercettazioni ambientali. (p.s.)
Il collegio del Tribunale (Puliatti presidente, De Vincenzi e Muscogiuri) ha condannato un uomo di 59 anni a 5 anni e 6 mesi, poco meno della richiesta del pm Arianna Ciavattini, che ne aveva chiesti 6. L’uomo non solo è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, dagli incarichi nelle scuole o da servizi in istituzioni private o pubbliche frequentate da minori, da tutela e curatela; ma dovrà anche risarcire la ragazzina, ormai diventata maggiorenne (i fatti sono del 2008 ed erano avvenuti in un centro dell’entroterra), di fronte al giudice civile. Intanto il collegio ha riconosciuto a lei, costituitasi parte civile con l’avvocato Mario Marengo, una provvisionale immediata da 20.000 euro, oltre alle spese (4.000 euro).
Il difensore Roberto Ginanneschi si riserva la presentazione dell’appello una volta depositate le motivazioni (fra due mesi). Nel corso dell’arringa ha comunque sostenuto la mancanza di attendibilità della persona offesa. E ha portato tra gli elementi a discarico la testimonianza di quella esercente con cui la ragazzina si era confidata: la donna in aula aveva spiegato che la ragazzina aveva negato di aver subito i palpeggiamenti.
Il fascicolo era stato aperto dopo che la madre si era rivolta ai carabinieri sporgendo querela. La Procura aveva poi promosso l’incidente probatorio: il neuropsichiatra infantile Romano Fabbrizzi aveva attestato la capacità di testimoniare e l’attendibilità. Agli atti anche alcune intercettazioni ambientali. (p.s.)
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