La manifestazione
Angherie all’asilo, mamme in piazza
Grosseto: il 25 maggio via al processo. Davanti al tribunale si svolgerà una manifestazione di sostegno alle famiglie coinvolte nei presunti maltrattamenti
GROSSETO. Tribunale di Grosseto, 25 maggio, ore 9. È luogo, data ed ora dell’udienza preliminare — che si aprirà davanti al giudice Marco Mezzaluna — per i presunti maltrattamenti sui bambini ospiti di un asilo della città. Ma è anche l’appuntamento che molte mamme di Grosseto si sono date: non in aula — loro — ma fuori del Palazzo di Giustizia; saranno lì per far sentire la loro vicinanza alle famiglie coinvolte direttamente nel processo per cui sono imputate Azzurra Marzocchi, Manuela Seggiani, Costanza Mori e Alessia Berti — rispettivamente la titolare, la contitolare e le maestre che avevano lavorato nella struttura — accusate di maltrattamenti e abbandono di minori. Il 25 maggio inizia il processo, e mentre saranno in aula i genitori dei bambini che frequentavano l’asilo luogo delle presunte angherie, altre madri ed altri padri sfileranno di fronte al Tribunale. Sarà una manifestazione vera e propria.
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Il corteo: perché. «Tutto è nato da un gruppo di madri iscritte al gruppo Facebook “Mamme Grosseto compro/vendo — domande / conosciamoci “— dice Maria (nome di fantasia), il cui figlio frequentava quell’asilo — Loro non sono direttamente coinvolte bel processo, i loro bambini non frequentavano quella struttura — spiega — ma alcune di loro erano in contatto con alcune di noi. Si sono messe nei nostri panni e hanno deciso di organizzare una manifestazione per il 25 maggio. In città c’è chi è a favore e chi è contro le imputate. E c’è chi ci ha messo la faccia — continua — come la “iena maremmana” Lorenzo Mancineschi che ha fatto di tutto perché su questa vicenda si riaccendessero i riflettori spenti ormai da diverso tempo. Noi genitori che il 25 maggio saremo dentro, in aula, aspettiamo solo l’inizio del processo. Vogliamo una pena congrua».
Striscioni e silenzio. Sarà una manifestazione «pacifica», anticipano le mamme: perché «a volte un silenzio urla più di un grido» scrivono le organizzatrici in uno dei post che su Facebook spiega il senso dell’iniziativa. «Ognuno può preparare — aggiungono — un cartellone per manifestare» ma «No offese», specificano sui social network. “Io dico No alla violenza — I bambini non si toccano” è il logo, ormai fortemente identificato, che “fermerà” nell’opinione pubblica questa iniziativa grossetana. Gli organizzatori hanno già chiesto il permesso alla questura e l’hanno ottenuto.
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Il passaparola. Su Facebook il tam-tam è già partito. Le famiglie coinvolte nel processo — una trentina — si aspettano che ci sia una grande adesione all’iniziativa: «Percepiamo dagli umori — dicono — che saranno in molti — Per noi potrebbe essere un sostegno importante».
«Grazie Iena». Le mamme che il 25 maggio saranno nell’aula di Tribunale ringraziano la iena maremmana Mancineschi. «È stato lui — dicono — a riprendere in mano le fila di questa vicenda sul fronte dell’opinione pubblica. È stata una sua libera iniziativa, senza dubbio, fatta con le sue modalità, e ci sta dando una mano». Cosa Mancineschi abbia fatto ce lo raccontano proprio loro, le dirette interessate: «Per esempio — descrivono — ha saputo che una delle maestre imputate faceva la capo scout in una parrocchia. È andato dal parroco per chiedergli delucidazioni ed è stato mandato via in malo modo». In prima linea, insomma. Il 25 maggio l’udienza preliminare di fronte al giudice Mezzaluna, il 25 maggio la manifestazione — «pacifica» — fuori delle aule di giustizia.
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