Il Tirreno

Grosseto

«Via i sigilli a Ribolla, non c’è reato» 

di Pierluigi Sposato
«Via i sigilli a Ribolla, non c’è reato» 

I difensori del sindaco chiedono il dissequestro: rispettata la legge, l’amministrazione non è rimasta inerte, avviato l’iter

3 MINUTI DI LETTURA





RIBOLLA. È stato rispettato l’obbligo di verifica dello stabile mentre non esiste quello di obbligo immediato di intervento per casi come questo. L’amministrazione comunale, che non ha risorse di alcun genere per provvedere all’adeguamento, comunque non è inerte e ha avviato l’iter per la ristrutturazione, tant’è che la Regione Toscana aveva a suo tempo approvato il progetto e la realizzazione di una nuova opera è inserita nel piano strutturale 2015-2018.
Queste, in estrema sintesi, le argomentazioni che i difensori del sindaco di Roccastrada, gli avvocati Luciano Giorgi e Carlo Valle, hanno portato davanti ai giudici del riesame per chiedere il dissequestro della scuola di Ribolla, avvenuto poco prima di Pasqua su ordinanza del gip Marco Mezzaluna, per presunte carenze in materia di sicurezza antisismica. Un procedimento per omissione di atti di ufficio nel quale è indagato Francesco Limatola, ieri presente all’udienza di fronte al presidente Giovanni Puliatti e ai giudici Gian Marco De Vincenzi e Giovanni Muscogiuri. Il collegio si è riservato la decisione.
«Non ho potuto parlare, perché non è previsto: ma avrei voluto», dice Limatola spiegando il motivo della sua presenza e accennando ai controlli preventivi ordinati per tempo «da padre di famiglia» oltre che da amministratore. Per lui, in aula, lo hanno fatto i difensori, anche con l’aiuto di una memoria scritta. Innanzi tutto negando che ricorrano i presupposti dell’omissione, contestata anche a Bruno Medda e Nerina Poma, assessore e dirigente comunale. Perché, ha argomentato la difesa, se è vero che l’ordinanza 3274 della presidenza del consiglio dei ministri impone la verifica in termini precisi non è altrettanto obbligatorio l’intervento «salvo nel caso in cui il proprietario o il gestore disponga di risorse ordinarie sufficienti per l’esecuzione». Perché le norme tecniche rendono obbligatori gli adeguamenti quando ci siano variazioni dovute all’intervento dell’uomo ma li escludono in caso di variazioni esterne come un evento sismico. L’obbligo che sussiste è quello di programmazione degli interventi.
E comunque la Regione Emilia Romagna, interessata pochi anni fa dal terremoto, ha sostenuto che si può ipotizzare di rinviare i lavori su quegli edifici per i quali il tempo di intervento risulti maggiore di 30 anni: e, fanno notare Giorgi e Valle, per Ribolla il tempo di intervento è superiore a 37 anni, come indicato dallo studio di ingegneria Ferrari. Oltretutto, quell’edificio si discosta di pochissimo dall’indice di inadeguatezza (985 contro 1. 000) e la staticità è pienamente garantita. La difesa ha anche dimostrato che Roccastrada non ha finanza né ordinaria né straordinaria (relazione della Ragioneria del Comune) e che comunque l’amministrazione non può essere tacciata di inerzia: nel 2015 ha partecipato al bando regionale per i contributi ai fini di miglioramento antisismico sul patrimonio edilizio scolastico (26° posizione su 39, con esclusione dal finanziamento) e ha comunque inserito la nuova scuola nel piano triennale 2015-2018, con ricorso (delibera del novembre 2016) al project financing. Da queste considerazioni la richiesta di dissequestro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa