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Grosseto

un consulente al processo pandora 

Sospetti sui falsi incidenti Le “armi” dei medici legali

Sospetti sui falsi incidenti Le “armi” dei medici legali

GROSSETO. Udienza velocissima, quella di ieri, per il processo Pandora 1 sulle presunte truffe alle assicurazioni con incidenti stradali anche inventati. Nemmeno un’ora e mezzo: era previsto l’ascolto...

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GROSSETO. Udienza velocissima, quella di ieri, per il processo Pandora 1 sulle presunte truffe alle assicurazioni con incidenti stradali anche inventati.
Nemmeno un’ora e mezzo: era previsto l’ascolto dei consulenti tecnici di alcuni imputati ma in aula sono state comunicate delle rinunce e così l’unico a parlare è stato il dottor Leonardo Grimaldi, medico legale, consulente di compagnie assicuratrici, chiamato dall’avvocato Cristiano Conte (per il dottor Angelo Cavero) a esaminare due dei fascicoli ritenuti sospetti dal sostituto procuratore Marco Nassi.
«Noi medici non facciamo i poliziotti», ha tenuto a chiarire Grimaldi. «Se un paziente viene da me, io ritengo che stia male, mi fido. Noi abbiamo armi per difenderci dalle truffe». O almeno ce n’erano di meno fino alla legge 27 del 2012, che ha introdotto il requisito dell’obiettività (accanto a quello della soggettività) e ha limitato i risarcimenti. Ma se io vado al pronto soccorso e dico questo e quello e che ho dolore qui e lì - ha chiesto Conte - posso avere un certificato come quello di Chiara e Stefania Sciarra due imputate? In altre parole: il medico può essere ingannato? «Sì, il medico non ha altro in mano, né motivo di dubitare di ciò che viene raccontato». Quei certificati rientrano nel “pacchetto classico” dei sinistri.
Raccontare e accertare devono poter andare di pari passo. Ma quali sono gli elementi di sospetto? ha chiesto il pm: «La ripetitività nelle certificazioni di certi medici o studi radiologici. Oppure certificazioni di pronto soccorso evidentemente alterate», ha risposto l’esperto. Cosa può verificare un medico di parte privata? «Una tumefazione alla caviglia o a un ginocchio si può vedere. Gli effetti di un colpo di frusta al rachide no. So però quali punti toccare per capire se c’è dolore o no». Allora il medico non è completamente alla mercé dei malfattori? «Per il dolore può esserlo; non per le limitazioni articolari. Nei casi che ho visto, i medici parlano di dolore riferito», «dolore evocato», come lo ha definito Conte.
Stop alle 17, se ne riparla il 10 maggio, con i testi di alcune difese.
Pierluigi Sposato

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