Il dolore
Pozzi, anche Confedilizia fa un appello al sindaco
L’associazione è preoccupata per le conseguenze dello stop all’irrigazione Intanto il Comune ha avviato un confronto con gli amministratori di condominio
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GROSSETO. Sono passate due settimane dall’appello dei ventisette amministratori di condominio al sindaco di Grosseto per chiedere posticipare a dopo l’estate la chiusura dei pozzi irrigui a uso privato. Antonfrancesco Vivarelli Colonna presterà ascolto alla richiesta?
In questi giorni non sono arrivati cenni dal Municipio. Ieri Il Tirreno ha quindi chiesto direttamente al portavoce del primo cittadino quali intenzioni abbia Vivarelli Colonna. E la risposta potrebbe aprire uno spiraglio per le migliaia di grossetani che non possono più innaffiare i loro giardini dopo che il Comune di Grosseto ha deciso – comunicandolo all’inizio di aprire – di disattivare la rete irrigua.
L’amministrazione, spiegano dal Comune, ha avviato un percorso di confronto con gli amministratori di condominio che coinvolge il segretario comunale, l’assessorato ai lavori pubblici, l’assessorato al patrimonio e la società Sistema, per dare una risposta. Un incontro è in programma anche oggi pomeriggio con sedici amministratori.
Intanto all’appello dei ventisette amministratori di condominio si aggiungono anche i vertici di Confedilizia Grosseto. «Non possiamo che condividere pienamente la preoccupazione per le conseguenze negative di una decisione che, seppure in attuazione di normative regionali, si sta dimostrando non adeguatamente valutata specie per quanto riguarda la tempistica e la modalità di esecuzione», spiegano la presidente Paola Tamanti e il presidente onorario Lamberto Londini.
«Un sano programma di contenimento della spesa pubblica – dice Confedilizia – non può tener conto dello stretto legame esistente fra tributi locali (Imu e Tasi) e servizi che l’ente eroga a beneficio dei contribuenti. Pertanto la decisione in questione, in quanto derivante dalla normativa regionale, non parrebbe del tutto immune da sospetti di incostituzionalità ai quali specie la Regione Toscana ci ha da tempo abituati».
Anche se mancano i soldi e il Comune decide di far pagare la manutenzione e l’acqua ai complessi condominiali, osserva Confesercenti, «sarebbe stato opportuno che gli organi competenti avessero avvertito la necessità di una preventiva consultazione degli interessati dalla quale sarebbero certamente emerse le problematiche derivanti dalla progettata delibera».
Da qui anche Confesercenti, «quale organizzazione maggiormente rappresentativa, anche a livello locale, dei proprietari di casa e depositaria del Registro volontario degli amministratori condominiali» si appella al sindaco «affinché – dice l’associazione – prenda in seria considerazione l’appello inoltratogli da una nutrita rappresentanza di amministratori di condominio consentendo una più realistica attuazione della recente delibera». (f.f.)
In questi giorni non sono arrivati cenni dal Municipio. Ieri Il Tirreno ha quindi chiesto direttamente al portavoce del primo cittadino quali intenzioni abbia Vivarelli Colonna. E la risposta potrebbe aprire uno spiraglio per le migliaia di grossetani che non possono più innaffiare i loro giardini dopo che il Comune di Grosseto ha deciso – comunicandolo all’inizio di aprire – di disattivare la rete irrigua.
L’amministrazione, spiegano dal Comune, ha avviato un percorso di confronto con gli amministratori di condominio che coinvolge il segretario comunale, l’assessorato ai lavori pubblici, l’assessorato al patrimonio e la società Sistema, per dare una risposta. Un incontro è in programma anche oggi pomeriggio con sedici amministratori.
Intanto all’appello dei ventisette amministratori di condominio si aggiungono anche i vertici di Confedilizia Grosseto. «Non possiamo che condividere pienamente la preoccupazione per le conseguenze negative di una decisione che, seppure in attuazione di normative regionali, si sta dimostrando non adeguatamente valutata specie per quanto riguarda la tempistica e la modalità di esecuzione», spiegano la presidente Paola Tamanti e il presidente onorario Lamberto Londini.
«Un sano programma di contenimento della spesa pubblica – dice Confedilizia – non può tener conto dello stretto legame esistente fra tributi locali (Imu e Tasi) e servizi che l’ente eroga a beneficio dei contribuenti. Pertanto la decisione in questione, in quanto derivante dalla normativa regionale, non parrebbe del tutto immune da sospetti di incostituzionalità ai quali specie la Regione Toscana ci ha da tempo abituati».
Anche se mancano i soldi e il Comune decide di far pagare la manutenzione e l’acqua ai complessi condominiali, osserva Confesercenti, «sarebbe stato opportuno che gli organi competenti avessero avvertito la necessità di una preventiva consultazione degli interessati dalla quale sarebbero certamente emerse le problematiche derivanti dalla progettata delibera».
Da qui anche Confesercenti, «quale organizzazione maggiormente rappresentativa, anche a livello locale, dei proprietari di casa e depositaria del Registro volontario degli amministratori condominiali» si appella al sindaco «affinché – dice l’associazione – prenda in seria considerazione l’appello inoltratogli da una nutrita rappresentanza di amministratori di condominio consentendo una più realistica attuazione della recente delibera». (f.f.)
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