Attenzione
IL SERVIZIO A METÀ
Il metano è arrivato «Ma ancora non a tutti»
di Giovanna Mezzana
MARINA DI GROSSETO . Armida Tosi ha un appartamento a Marina dalle parti di via Eritrea. Con il marito Pietro, Pietro Lotto, vive a Grosseto ma la loro “residenza” marinese non è una di quelle...
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MARINA DI GROSSETO . Armida Tosi ha un appartamento a Marina dalle parti di via Eritrea. Con il marito Pietro, Pietro Lotto, vive a Grosseto ma la loro “residenza” marinese non è una di quelle seconde case semi-sfitte che vengono aperte per pochi weekend all’anno: è invece una casa “abitata”, altroché.
«Veniamo a Marina ogni volta che possiamo», dice Armida seduta a uno dei tavoli del bar pasticceria ReAle che ha ospitato la tappa in riva al mare di Caffè Tirreno. «Non veniamo solo d’estate ma anche d’inverno, anche perché qui si sta bene. E l’appartamento lo usano come “appoggio” anche i miei figli quando tornano in Maremma da Milano e da Pisa dove lavorano».
Insomma, la casa marinese di Armida e Pietro è una casa “vissuta”, e forse lo sarebbe più di quanto già lo è se nella frazione al mare di Grosseto venisse risolto un annoso problema: la rete per il metano che non c’è. «Tutta Marina nord è senza metano — osserva la coppia — E questo comporta tanti disagi: su e giù con le bombole, l’incognita di quando finiscono (chissà perché capita sempre di domenica) e, soprattutto, i costi».
Armida e Pietro fanno due calcoli della spesa che comporta questo disagio, senza dubbio un ostacolo da non sottovalutare qualora si accarezzasse l’idea — il sogno — di una Marina ripopolata. «Una bombola a gas per uso domestico da 25 chili — dettaglia Armida — costa 60 euro, da 15 chili ne costa 38; vi dico i prezzi all’incirca, perché il gas è come l’oro: il costo varia in continuazione, oggi scende, domani sale». E con una bombola da 25 chili ci si fa ben poco: «Dura qualche giorno — dicono marito e moglie — non di più, soprattutto se viene utilizzata non solo per la cucina ma anche per riscaldare l’appartamento».
«Noi a volte veniamo a Marina — descrive Armida — anche solo per dare un “colpetto” di riscaldamento: e dobbiamo fare molta attenzione perché sappiamo che ogni “colpetto” ci costa 10 euro». Insomma, potersi godere la propria casa a Marina è una spesa e un grattacapo.
«Quando compri una bombola, anche da 25 chili — per esempio, ci spiega la coppia — sai che non la impiegherai tutta perché la quota di gas che si deposita sul fondo è inutilizzabile. L’uso di bombole per il riscaldamento domestico, poi, comporta più incombenze per la manutenzione della caldaia rispetto alla cura di un impianto che viene alimentato a metano: noi non abbiamo mai avuto problemi — precisa Armida — ma perché siamo molto scrupolosi (dalla coibentazione che abbiamo fatto, ai controlli periodici dei fumi)». Sono anni che Armida e Pietro aspettano l’arrivo del metano: «Non sappiamo — dicono — se sia competenza del Comune o della società fornitrice del servizio. Sappiamo solo che è dal 2013 che ce lo promettono».
«Ricordo — precisa Pietro — che il sindaco Emilio Bonifazi disse: “Entro il 2013 a Marina ci sarà ovunque la rete del metano. Quando nel 2013 chiamammo Gea per avere informazioni, ci dissero che avremmo dovuto attendere circa un anno. E ogni volta che chiamiamo ci rispondono sempre con le stesse parole: “Ci vorrà un anno”». E un anno dopo l’altro Armida e Pietro (e non solo loro) sono sempre con le bombole del gas. Su e giù. Col portafogli in mano.
Forse è il momento di dare a Marina — e ai marinesi — ciò che chiedono? Chi sarebbe disposto a prendere casa nella zona nord della frazione consapevole di un disagio simile?
«Veniamo a Marina ogni volta che possiamo», dice Armida seduta a uno dei tavoli del bar pasticceria ReAle che ha ospitato la tappa in riva al mare di Caffè Tirreno. «Non veniamo solo d’estate ma anche d’inverno, anche perché qui si sta bene. E l’appartamento lo usano come “appoggio” anche i miei figli quando tornano in Maremma da Milano e da Pisa dove lavorano».
Insomma, la casa marinese di Armida e Pietro è una casa “vissuta”, e forse lo sarebbe più di quanto già lo è se nella frazione al mare di Grosseto venisse risolto un annoso problema: la rete per il metano che non c’è. «Tutta Marina nord è senza metano — osserva la coppia — E questo comporta tanti disagi: su e giù con le bombole, l’incognita di quando finiscono (chissà perché capita sempre di domenica) e, soprattutto, i costi».
Armida e Pietro fanno due calcoli della spesa che comporta questo disagio, senza dubbio un ostacolo da non sottovalutare qualora si accarezzasse l’idea — il sogno — di una Marina ripopolata. «Una bombola a gas per uso domestico da 25 chili — dettaglia Armida — costa 60 euro, da 15 chili ne costa 38; vi dico i prezzi all’incirca, perché il gas è come l’oro: il costo varia in continuazione, oggi scende, domani sale». E con una bombola da 25 chili ci si fa ben poco: «Dura qualche giorno — dicono marito e moglie — non di più, soprattutto se viene utilizzata non solo per la cucina ma anche per riscaldare l’appartamento».
«Noi a volte veniamo a Marina — descrive Armida — anche solo per dare un “colpetto” di riscaldamento: e dobbiamo fare molta attenzione perché sappiamo che ogni “colpetto” ci costa 10 euro». Insomma, potersi godere la propria casa a Marina è una spesa e un grattacapo.
«Quando compri una bombola, anche da 25 chili — per esempio, ci spiega la coppia — sai che non la impiegherai tutta perché la quota di gas che si deposita sul fondo è inutilizzabile. L’uso di bombole per il riscaldamento domestico, poi, comporta più incombenze per la manutenzione della caldaia rispetto alla cura di un impianto che viene alimentato a metano: noi non abbiamo mai avuto problemi — precisa Armida — ma perché siamo molto scrupolosi (dalla coibentazione che abbiamo fatto, ai controlli periodici dei fumi)». Sono anni che Armida e Pietro aspettano l’arrivo del metano: «Non sappiamo — dicono — se sia competenza del Comune o della società fornitrice del servizio. Sappiamo solo che è dal 2013 che ce lo promettono».
«Ricordo — precisa Pietro — che il sindaco Emilio Bonifazi disse: “Entro il 2013 a Marina ci sarà ovunque la rete del metano. Quando nel 2013 chiamammo Gea per avere informazioni, ci dissero che avremmo dovuto attendere circa un anno. E ogni volta che chiamiamo ci rispondono sempre con le stesse parole: “Ci vorrà un anno”». E un anno dopo l’altro Armida e Pietro (e non solo loro) sono sempre con le bombole del gas. Su e giù. Col portafogli in mano.
Forse è il momento di dare a Marina — e ai marinesi — ciò che chiedono? Chi sarebbe disposto a prendere casa nella zona nord della frazione consapevole di un disagio simile?
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