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Grosseto

Due cacciatori mancianesi sotto accusa 

MANCIANO. Devono rispondere di caccia in periodo di divieto due cacciatori di Manciano, denunciati dai carabinieri della Compagnia di Pitigliano a luglio dopo aver abbattuto due esemplari di...

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MANCIANO. Devono rispondere di caccia in periodo di divieto due cacciatori di Manciano, denunciati dai carabinieri della Compagnia di Pitigliano a luglio dopo aver abbattuto due esemplari di cinghiale.
Il giudice dell’udienza preliminare Sergio Compagnucci ha rinviato a giudizio Luciano Bianchi, 51 anni, e Luigi Scalabrelli, 29 anni, per quanto avvenuto il 12 luglio dell’anno scorso in località Marsiliana di Manciano. La prima udienza dibattimentale si terrà il 25 settembre davanti al giudice Gian Marco De Vincenzi. Due le imputazioni. La prima è quella di caccia in periodo di divieto, una battuta nel corso della quale erano stati uccisi due cinghiali. La seconda è quella che ipotizza a carico dei cacciatori il porto abusivo in luogo aperto al pubblico (l’azienda agricola Corsini) di un fucile Beretta A300L calibro 12 a munizione spezzata: Bianchi era risultato in possesso di una licenza di porto d’armi per uso venatorio scaduta di validità.
I carabinieri in seguito intervenuti avevano effettuato perquisizioni e sequestri, scattando fotografie e acquisendo le testimonianze di due persone: i verbali sono confluiti nel fascicolo destinato al dibattimento perché siano esaminati in aula. I due cacciatori, che non erano presenti all’udienza preliminare, sono assistiti dall’avvocato Rachele Morini.
(p.s.)

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