Il Tirreno

Grosseto

Casa per le mostre o piazza: tante idee per la Rotonda 

di Francesca Gori
Il progetto per la Rotonda di un marinese
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Il progetto per la Rotonda di un marinese

A Caffè Tirreno gli abitanti di Marina di Grosseto chiedono la ristrutturazione dello stabile: "È una ferita nel cuore della nostra passeggiata"

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MARINA DI GROSSETO. È stata una lunga storia d’amore, quella tra i marinesi e la rotonda. Una storia d’amore ballata sulle note di “Grazie dei fiori”, quando la voce di Nilla Pizzi squarciava l’aria delle estati sulla costa e le coppie si guardavano negli occhi giurandosi amore eterno. Sul mare, là dove arrivavano le onde. La rotonda che si affacciava sulla passeggiata di Marina di Grosseto era una delle tante nate sulle coste italiane negli anni ’60. Quella di Marina non faceva eccezione.

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Ora è “impacchettata” da un telo colorato con i nomi degli sponsor che lo hanno pagato. Da quando la musica ha smesso di suonare su quella terrazza e da quando i progetti di riqualificazione che si erano rincorsi negli anni sono stati messi in un cassetto, la rotonda è diventata prima uno scheletro di ferro e cemento abbandonato in mezzo alla passeggiata, poi quel gran pacchetto che si vede oggi, pagato dai commercianti della cittadina balneare. «È costato 3.200 euro - dicono - ma almeno non si vede quello scheletro che taglia in due il lungomare e che viviamo come un ferita».

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Una ferita che potrebbe essere risanata grazie a un progetto realizzato da un marinese che si è messo di fronte al computer e ha messo così, su carta, il suo sogno: quello di far diventare la rotonda uno spazio per tutti. «Se non sarà possibile recuperare tutto lo stabile, ristrutturarlo e farci magari una casa per le associazioni - dice Erika Iazzetta, che con il marito gestisce la pasticceria Reale, a due passi dalla Rotonda - sarebbe bello che diventasse così come lo ha immaginato il nostro cliente: una pizza ordinata, pulita, con la stessa pianta che era della Rotonda, appunto».

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Non ha un nome il cliente del bar che si è divertito a progettare quell’angolo di Marina. O meglio, avere ce l’ha, ma non vuole che si sappia che è stato lui a fare quel progetto. Non è un architetto e nemmeno un geometra. È soltanto un marinese innamorato del posto nel quale vive».

Il sogno di riqualificare quello spicchio di lungomare è il sogno di molti. «È difficile però - dice Maurizio Biancotti - perché la società proprietaria dello stabile dovrebbe investire un capitale per ristrutturarlo. L’edificio è sotto il vincolo della Soprintendenza: ci vorrebbe qualcuno che lo acquisti e lo ristrutturi, difficilmente l’amministrazione comunale avrebbe interesse a fare un’operazione come questa».

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La parola d’ordine però, per tutti, è una sola: via il degrado da Marina, soprattutto dalla passeggiata che d’estate è affollata dai turisti e che, con quello scheletro impacchettato con un telo, non offre proprio un buon biglietto da visita. La società proprietaria della Rotonda ha chiesto l’ammissione al concordato e anche da questa scelta potrebbe dipendere il futuro di quell’immobile. «Se fosse riaperta la Rotonda, con il bar, i tavolini e la sala da ballo sarebbe davvero una scommessa vinta per il turismo - aggiunge Iazzetta - Ma potrebbe anche essere utilizzata per ospitare un punto informazioni, mostre d’arte e spazi di aggregazione anche per i giovani. Sarebbe restituire qualcosa a questa cittadina che vive di turismo e che dovrebbe essere curata con maggiore attenzione».

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