Attenzione
Sul 5 per mille i buddisti battono tutti
di Gabriele Baldanzi
L’associazione di Merigar guida la classifica degli introiti: aumentano i donatori, la crisi invece riduce gli importi
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GROSSETO. In Maremma, come e più di altrove, il 5 per mille è una delle principali fonti d’introito per tante associazioni onlus e di volontariato.
Non solo quelle che operano nel sociale e nel settore della ricerca scientifica e sanitaria, ma anche società sportive dilettantistiche, gruppi e comitati che hanno come mission l’incremento di attività ricreative e culturali.
Sul portale dell’Agenzia delle Entrate è stato pubblicato nei giorni scorsi l’elenco delle scelte inerenti le donazioni. Si tratta di una fotografia di come i grossetani (e non solo) decidono di devolvere.
In Italia sono oltre cinquantamila i soggetti aventi diritto a questo tipo di finanziamento. In provincia di Grosseto solo 169. In totale, ogni anno, vengono distribuiti tra i 300 e i 350 milioni di euro.
In Maremma, però, confrontando il 2015 con gli anni precedenti, si scopre un generalizzato abbassamento delle cifre donate. Attenzione, non cala il numero dei contribuenti, piuttosto la media dei contributi pro capite.
L’esempio più chiaro è quello della fondazione Il Sole onlus. Osservando il trend storico dell’ultimo decennio si assiste alla caduta della media delle donazioni: 33 euro a testa nel 2014, solo 28 euro nel 2015. Al punto che la Fondazione guidata da Massimiliano Frascino, pur vedendo aumentare il numero delle scelte, vede contrarsi il totale complessivo delle entrate. A dimostrazione che la crisi, da tre anni a questa parte, morde forte.
Invariati i primi posti, sia in Toscana che in provincia di Grosseto.
Nella nostra regione, a beneficiare della parte più consistente delle donazioni, è l’ospedale pediatrico Meyer. Sono oltre 157 mila i contribuenti che hanno deciso di destinare parte della loro dichiarazione alla fondazione fiorentina per un totale di 4 milioni e 444mila euro. Tra questi anche diverse famiglie maremmane.
In provincia di Grosseto, invece, al primo posto per introiti c’è l’associazione per la solidarietà internazionale in Asia (i buddisti di Merigar) con sede ad Arcidosso, che incassa per il 2015 una cifra complessiva di 84.811 euro, provenienti da 1.938 scelte, la stragrande maggioranza delle quali non grossetane.
Segue la Fondazione Il Sole, scelta da 2.488 contribuenti per un incasso complessivo di 77.962 euro, denaro che rappresenta circa un sesto del bilancio della onlus. Una fetta del 5 per mille, tra quello riversato alle realtà attive in Maremma, spetta a un’altra associazione cara ai grossetani, il Comitato per la Vita: 2.448 scelte per un totale di 63.245 euro. Il Comitato precede di poco l’associazione La Farfalla (cure palliative), intitolata a Loretta Borzi, in notevole crescita con oltre 2.700 destinazioni (prima in assoluto) e un introito di 65.626 euro.
Se guardiamo fuori dal capoluogo spicca la mancianese Nasara per il Burkina (375 scelte): 25.980 euro.
In città bene anche Anteas — l’associazione nazionale della terza età attiva per la solidarietà di Grosseto — con 15.929 euro in entrata (699 contribuenti).
Poco più in basso troviamo Andrea Anselmi Onlus: 14. 065 (l’anno scorso erano 15. 536). Sopra la soglia dei 10. 000 euro, in questa speciale graduatoria della solidarietà, ci sono altre tre realtà molto note in città: la onlus “Un Mondo di amici” (fondata dalla compianta Laura Perna) con 13.109 (14.189 nel 2014), il Children Center Mayungu (11.524 euro) e l’associazione Amici del Cuore: 10.352 euro. Decimo posto per la Lega italiana per la lotta contro i tumori, sezione Grosseto, con 9.873 euro. Infine l’associazione Cataratta Congenita (9.147), la confraternita della Misericordia del Santissimo Sacramento (8. 786), l’associazione italiana persone down (7.933) e la Aurora onlus (6.359).
Non solo quelle che operano nel sociale e nel settore della ricerca scientifica e sanitaria, ma anche società sportive dilettantistiche, gruppi e comitati che hanno come mission l’incremento di attività ricreative e culturali.
Sul portale dell’Agenzia delle Entrate è stato pubblicato nei giorni scorsi l’elenco delle scelte inerenti le donazioni. Si tratta di una fotografia di come i grossetani (e non solo) decidono di devolvere.
In Italia sono oltre cinquantamila i soggetti aventi diritto a questo tipo di finanziamento. In provincia di Grosseto solo 169. In totale, ogni anno, vengono distribuiti tra i 300 e i 350 milioni di euro.
In Maremma, però, confrontando il 2015 con gli anni precedenti, si scopre un generalizzato abbassamento delle cifre donate. Attenzione, non cala il numero dei contribuenti, piuttosto la media dei contributi pro capite.
L’esempio più chiaro è quello della fondazione Il Sole onlus. Osservando il trend storico dell’ultimo decennio si assiste alla caduta della media delle donazioni: 33 euro a testa nel 2014, solo 28 euro nel 2015. Al punto che la Fondazione guidata da Massimiliano Frascino, pur vedendo aumentare il numero delle scelte, vede contrarsi il totale complessivo delle entrate. A dimostrazione che la crisi, da tre anni a questa parte, morde forte.
Invariati i primi posti, sia in Toscana che in provincia di Grosseto.
Nella nostra regione, a beneficiare della parte più consistente delle donazioni, è l’ospedale pediatrico Meyer. Sono oltre 157 mila i contribuenti che hanno deciso di destinare parte della loro dichiarazione alla fondazione fiorentina per un totale di 4 milioni e 444mila euro. Tra questi anche diverse famiglie maremmane.
In provincia di Grosseto, invece, al primo posto per introiti c’è l’associazione per la solidarietà internazionale in Asia (i buddisti di Merigar) con sede ad Arcidosso, che incassa per il 2015 una cifra complessiva di 84.811 euro, provenienti da 1.938 scelte, la stragrande maggioranza delle quali non grossetane.
Segue la Fondazione Il Sole, scelta da 2.488 contribuenti per un incasso complessivo di 77.962 euro, denaro che rappresenta circa un sesto del bilancio della onlus. Una fetta del 5 per mille, tra quello riversato alle realtà attive in Maremma, spetta a un’altra associazione cara ai grossetani, il Comitato per la Vita: 2.448 scelte per un totale di 63.245 euro. Il Comitato precede di poco l’associazione La Farfalla (cure palliative), intitolata a Loretta Borzi, in notevole crescita con oltre 2.700 destinazioni (prima in assoluto) e un introito di 65.626 euro.
Se guardiamo fuori dal capoluogo spicca la mancianese Nasara per il Burkina (375 scelte): 25.980 euro.
In città bene anche Anteas — l’associazione nazionale della terza età attiva per la solidarietà di Grosseto — con 15.929 euro in entrata (699 contribuenti).
Poco più in basso troviamo Andrea Anselmi Onlus: 14. 065 (l’anno scorso erano 15. 536). Sopra la soglia dei 10. 000 euro, in questa speciale graduatoria della solidarietà, ci sono altre tre realtà molto note in città: la onlus “Un Mondo di amici” (fondata dalla compianta Laura Perna) con 13.109 (14.189 nel 2014), il Children Center Mayungu (11.524 euro) e l’associazione Amici del Cuore: 10.352 euro. Decimo posto per la Lega italiana per la lotta contro i tumori, sezione Grosseto, con 9.873 euro. Infine l’associazione Cataratta Congenita (9.147), la confraternita della Misericordia del Santissimo Sacramento (8. 786), l’associazione italiana persone down (7.933) e la Aurora onlus (6.359).
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