Il Tirreno

Grosseto

Pineta: una bomba a orologeria di cui nessuno si cura 

Pineta: una bomba a orologeria di cui nessuno si cura 

Il devastante incendio del 2012 sembra non aver insegnato niente: i privati non puliscono e i nuovi alberelli cadono a terra

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MARINA DI GROSSETO. La ferita è ancora aperta, nel paesaggio e nel cuore degli abitanti di Marina di Grosseto. La stessa strada di ingresso al paese lo ricorda, appena si arriva alla rotatoria delle quattro strade. L’incendio che cambiato per sempre il paesaggio di Marina di Grosseto fa ancora paura. Eppure...
«Eppure siamo ancora a rischio incendi perché il sottobosco della pineta è tutto un macchione e per di più i pini sono malati e a ridosso della stada coprono anche i cartelli», tuona Carlo Sabatini, 81 anni, che abita nella zona di Rosmarina. Al di là di viale dei Platani c’è la pineta, una parte della quale è andata a fuoco nel 2012. Sabatini, anche a nome degli altri residenti del quartiere che è praticamente immerso nella pineta anch’esso, ogni giorno guarda alle piante e incrocia le dita.
«La pineta è proprietà di una decina di privati – spiega – e qualche tempo fa un paio di ditte di Marina si erano proposte di pulire a costo zero, in cambio del materiale legnoso. Ma hanno ricevuto un rifiuto».
Dei 1.200 ettari di pineta, in effetti, solo poche decine appartengono al Comune, sebbene tutto sia aperto all’uso pubblico. Il resto è in mano ai privati, alcuni con enormi appezzamenti (come la famiglia Pallini, le assicurazioni Allianz, il Cielo Verde...), altri con piccoli lotti. E sono loro che dovrebbero pulire, a proprie spese. Dovrebbero.
In realtà gli interventi di pulizia dei privati si contano sulle dita di una mano.
La passata amministrazione Bonifazi ha rinunciato per principio a emanare ordinanze che obbligassero i privati a pulire poiché, se questi non rispettano quanto comandato, tocca al Comune farsi carico delle spese. E, fatti due calcoli, la vecchia amministrazione ha sempre dichiarato che, nell’eventualità, il Comune non avrebbe potuto far fronte alla spesa.
Diversa la strategia della nuova amministrazione Vivarelli Colonna, che proprio nei giorni scorsi ha emanato un’ordinanza ai possessori di lotti di pineta a Marina e a Principina a mare di pulire entro il 30 aprile. Tempi obiettivamente strettissimi.
Riuscirà il Comune a ottenere una pineta più pulita e sicura? Ieri a Caffè Tirreno più di un marinese è apparso scettico. Ad ogni modo fra una settimana si avrà la risposta.
Intanto, però, anche il tratto di pineta bruciata ha i suoi problemi di sciatteria e abbandono da parte di chi dovrebbe prendersene cura.
A segnalare ciò che non va è la signora Ivana Botarelli, nata e cresciuta a Marina di Grosseto e che qui trascorre praticamente sei mesi all’anno. Ieri a Caffè Tirreno ha segnalato quello che definisce «un vero peccato e anzi una vergogna».
«Dopo che è bruciata la pineta – spiega Ivana – alcuni vivai donarono generosamente dei piccoli pini da piantare nella zona andata a fuoco. Ad oggi, però, tanti cadono per terra perché si sono staccati dai sostegni, nessuno li raddrizza, nessuno sistema i pali che dovrebbero tenerli dritti. Possibile che si trascurino così degli alberelli che ci sono stati donati e che possono ridare vita alla nostra pineta?». (f.f.)

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