Il dolore
Rifiuti
Il contratto Sei non sarà disdetto
Bocciata la mozione M5s: «La Tari è cara? Ora si sa chi ringraziare»
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GROSSETO. Il consiglio comunale di Grosseto boccia la mozione del Movimento 5 stelle che chiedeva al sindaco di presentare al direttore generale di Ato rifiuti Toscana sud un’istanza per disporre, in via di autotutela, l’inefficacia del contratto. Una doccia fredda, per il Movimento, da sempre critico verso la gestione del servizio — e la stessa esistenza dell’Autorità di ambito — che mette in guardia: se il Comune non si smarca dal contratto rischia un procedimento alla Corte dei conti.
Sin dalla sua entrata in vigore, tre anni fa, il contratto che regola il servizio di spazzamento e raccolta rifiuti nei comuni della provincia di Grosseto è stato bersaglio di ferocissime critiche da parte di sindaci e assessori all’ambiente di ogni angolo del territorio, che lo reputano inefficace e troppo costoso. Quando la gara d’appalto per l’affidamento del servizio a Sei Toscana è finita nel mirino della Magistratura per ipotesi di corruzione e turbativa d’asta (gli ex vertici di Sei e Ato rifiuti sono tuttora indagati), è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
A Grosseto i più agguerriti sono stati gli esponenti del M5s che, però, dall’ultimo consiglio comunale escono sconfitti. Sia la maggioranza che l’opposizione hanno bocciato la loro mozione. «Grosseto sa adesso come la pensano il sindaco e la sua maggioranza in tema di rifiuti», dice Antonella Pisani, consigliera pentastellata. Pisani non manca di sottolineare quella che, a suo dire, è una contraddizione. «L’assessora Simona Petrucci — spiega la consigliera — non ha perso l’occasione per mostrare il suo indomito coraggio, dichiarando che il Comune di Grosseto aspetterà tranquillamente l’esito dell’inchiesta Clean City e poi deciderà sulla questione. Nel frattempo ha però chiesto al legale di Ato Toscana Sud se ci sono i presupposti per annullare la gara. Evidentemente quelli esposti nella mozione non le parevano sufficienti visto che in fondo lì si richiamavano “solo” le posizioni espresse dalla Procura, dal gip, dal Tribunale del riesame, dall’Anac e dal prefetto».
Eppure, prosegue Pisani, il Comune a causa del suo immobilismo «rischia, insieme a tutti gli altri comuni dell’Ato, un procedimento dinanzi alla Corte dei conti per responsabilità contabile». Un problema che, prosegue Pisani, a Petrucci «non sembra sfiorarla».
Per la consigliera pentastellata «di fatto si perde tempo preziosissimo; il contratto che SEI ha sottoscritto, dopo aver vinto una gara che la magistratura, sia inquirente che giudicante, non esita a dire falsata dalle gravi irregolarità poste in essere dal direttore generale Andrea Corti, continua ad essere in vigore. La conseguenza è che i cittadini pagano le tariffe tra le più alte d’Italia per avere il peggior servizio, e sanno da ieri qualcosa in più su chi ringraziare se, almeno al momento, tutto rimane così com’è».
Intanto l’assessora Petrucci, che nei giorni scorsi aveva chiesto un incontro con i dipendenti di Sei Toscana per raccogliere loro eventuali suggerimenti su come migliorare il servizio (il Comune ha intenzione di cambiare il metodo di spazzamento) esprime rammarico per non aver potuto incontrare direttamente gli operatori. «Sei Toscana ha dimostrato di essere particolarmente aperta alle idee che abbiamo esposto — commenta Simona Petrucci — . Ci dispiace solo che non fossero presenti i dipendenti, come avevamo espressamente richiesto. Anzi: spiacevole è stato che si siano presentati due dipendenti, inspiegabilmente accompagnati da una sindacalista, che però hanno poi deciso di non presenziare all’incontro». (f.f.)
Sin dalla sua entrata in vigore, tre anni fa, il contratto che regola il servizio di spazzamento e raccolta rifiuti nei comuni della provincia di Grosseto è stato bersaglio di ferocissime critiche da parte di sindaci e assessori all’ambiente di ogni angolo del territorio, che lo reputano inefficace e troppo costoso. Quando la gara d’appalto per l’affidamento del servizio a Sei Toscana è finita nel mirino della Magistratura per ipotesi di corruzione e turbativa d’asta (gli ex vertici di Sei e Ato rifiuti sono tuttora indagati), è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
A Grosseto i più agguerriti sono stati gli esponenti del M5s che, però, dall’ultimo consiglio comunale escono sconfitti. Sia la maggioranza che l’opposizione hanno bocciato la loro mozione. «Grosseto sa adesso come la pensano il sindaco e la sua maggioranza in tema di rifiuti», dice Antonella Pisani, consigliera pentastellata. Pisani non manca di sottolineare quella che, a suo dire, è una contraddizione. «L’assessora Simona Petrucci — spiega la consigliera — non ha perso l’occasione per mostrare il suo indomito coraggio, dichiarando che il Comune di Grosseto aspetterà tranquillamente l’esito dell’inchiesta Clean City e poi deciderà sulla questione. Nel frattempo ha però chiesto al legale di Ato Toscana Sud se ci sono i presupposti per annullare la gara. Evidentemente quelli esposti nella mozione non le parevano sufficienti visto che in fondo lì si richiamavano “solo” le posizioni espresse dalla Procura, dal gip, dal Tribunale del riesame, dall’Anac e dal prefetto».
Eppure, prosegue Pisani, il Comune a causa del suo immobilismo «rischia, insieme a tutti gli altri comuni dell’Ato, un procedimento dinanzi alla Corte dei conti per responsabilità contabile». Un problema che, prosegue Pisani, a Petrucci «non sembra sfiorarla».
Per la consigliera pentastellata «di fatto si perde tempo preziosissimo; il contratto che SEI ha sottoscritto, dopo aver vinto una gara che la magistratura, sia inquirente che giudicante, non esita a dire falsata dalle gravi irregolarità poste in essere dal direttore generale Andrea Corti, continua ad essere in vigore. La conseguenza è che i cittadini pagano le tariffe tra le più alte d’Italia per avere il peggior servizio, e sanno da ieri qualcosa in più su chi ringraziare se, almeno al momento, tutto rimane così com’è».
Intanto l’assessora Petrucci, che nei giorni scorsi aveva chiesto un incontro con i dipendenti di Sei Toscana per raccogliere loro eventuali suggerimenti su come migliorare il servizio (il Comune ha intenzione di cambiare il metodo di spazzamento) esprime rammarico per non aver potuto incontrare direttamente gli operatori. «Sei Toscana ha dimostrato di essere particolarmente aperta alle idee che abbiamo esposto — commenta Simona Petrucci — . Ci dispiace solo che non fossero presenti i dipendenti, come avevamo espressamente richiesto. Anzi: spiacevole è stato che si siano presentati due dipendenti, inspiegabilmente accompagnati da una sindacalista, che però hanno poi deciso di non presenziare all’incontro». (f.f.)
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