Il Tirreno

Grosseto

Una scuola d’eccellenza per il turismo eco 

di Giovanna Mezzana
Una scuola d’eccellenza per il turismo eco 

La Fondazione Atlante sposa il progetto di Legambiente per un istituto di alta formazione a Rispescia

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GROSSETO. La Maremma capitale del turismo ambientale. Parte da qui — perché non sia solo un’enunciazione — l’idea proposta da Legambiente Grosseto alla Fondazione Atlante, l’ambizioso progetto della famiglia Lamioni che unisce — con un filo rosso — economica e cultura e che ieri ha fatto il suo primo ingresso in società, nella sede di Banca Tema.
L’idea è: dare vita a Grosseto — nella casa di Festambiente, a Rispescia — ad una scuola di alta formazione per il turismo ambientale. Sarà un’istituzione formativa permanente. Con due-tre sessioni annuali: e si vuole partire subito, magari già dalla prossima estate. Spalancherà le porte ai neolaureati, perché acquisiscano competenze di alto livello ma da impiegare subito nel mondo del lavoro; a chi ha già un’attività legata al turismo sostenibile, eco, green: e offrirà sempre una corsia preferenziale ai giovani; e potrà servire — perché no? — ad insegnare anche qualche buona pratica a chi si occupa di amministrare la “cosa pubblica”.
Con uno sguardo ad esperienze che l’associazione proambiente ha svolto già nel Belpaese ma con carattere transitorio — nel Trentino Alto Adige dei parchi, nelle Cinque Terre delle riserve protette, nel Salento — Legambiente Grosseto ha proposto il progetto della scuola di alta formazione — Asta, l’Alta Scuola di Turismo Ambientale — alla neonata Fondazione Atlante nel cui dna c’è il brand Maremma e la valorizzazione di esso ma anche un cuore che pulsa per i giovani e il loro futuro. «È un progetto che si sposa perfettamente con gli obiettivi della nostra Fondazione — osserva la giovanissima presidente di Fondazione Atalante, Viola Lamioni, poco prima di iniziare ieri il battesimo del fuoco della nuova creatura di famiglia, nella sede di Banca Tema — Ringrazio Legambiente per avercelo proposto. Noi ci impegniamo a finanziarlo».
In seno ad Asta insegneranno docenti universitari, esperti di settore, guru di marketing territoriale e statistiche. «In questo progetto — descrive Angelo Gentili, responsabile turismo di Legambiente — vorremmo mettere insieme molte competenze diverse. L’idea muove dalla consapevolezza che la Maremma è un punto di riferimento importante lungo due direttrici: l’agricoltura e il turismo. Oggi i visitatori non si accontentano del fascino dei luoghi ma in quei luoghi cercano anche servizi». L’una cosa c’è (la straordinaria bellezza del Parco della Maremma, della Laguna di Orbetello, dell’Oasi di Burano, per fare solo qualche esempio), mentre offrire la seconda (i servizi) non è un’impresa dal risultato scontato. Se si è in grado di farlo — e non a spot e neppure a macchia di leopardo sul territorio — si può davvero creare una fonte di ricchezza in termini di valore aggiunto (nel senso economico del termine) e un bacino di posti di lavoro.
Asta insomma nasce dall’idea che alla base di un buon turismo debba esserci una buona formazione. Asta non vuol dire turismo di nicchia. Si rivolge a coloro che vogliono aumentare le proprie conoscenze e competenze su come strutturare e far crescere territorialmente servizi e proposte che uniscano l’eco compatibilità e l’innovazione dei servizi, con una proposta integrata con il proprio territorio, comprendendone a fondo le potenzialità, cercando le alleanze e stimolando reti e collegamenti d’impresa che possano rendere più appetibili i territori e l’offerta turistica ai diversi target turistici: turismo rurale, culturale, cicloturismo, sportivo, del benessere e degli stili di vita; solo per citarne alcuni.
Caratteristica fondamentale di Asta sarà quella di essere una realtà dinamica che propone per un periodo limitato (una settimana) un’offerta formativa studiata esclusivamente per il territorio che la ospita con un parterre di docenti di alto profilo ed esperti del settore in grado di portare delle esperienze dirette e innovative.
«Ci teniamo particolarmente a sottolineare che — osservano da Legambiente Grosseto — la realizzazione di un percorso di alta formazione turistica declinata in chiave ambientale può rappresentare per la Maremma Toscana un’occasione di crescita, di professionalità e competenze nel settore, quanto mai necessarie per rilanciare il territorio in termini di sviluppo ed occupazione. A quando il conto alla rovescia per il taglio del nastro?

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