Il Tirreno

Grosseto

la sentenza sull’inceneritore 

Sì di Pd e Gente alla bonifica «Opportunità per i lavoratori»

FOLLONICA. Bonifiche dell’area industriale scarlinese? Un’opportunità occupazionale per i lavoratori dell’inceneritore. Anche la maggioranza follonichese (Pd e Gente di Follonica) commenta la...

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FOLLONICA. Bonifiche dell’area industriale scarlinese? Un’opportunità occupazionale per i lavoratori dell’inceneritore.
Anche la maggioranza follonichese (Pd e Gente di Follonica) commenta la sentenza del Consiglio di Stato che ha ristabilito quanto affermato nel 2015 e cioè la non validità dell’autorizzazione concessa dalla Provincia nel 2009 all’impianto di Scarlino per procedere alla attività.
«È una vittoria importante per il Comune di Follonica e tutto il movimento di lotta contro questo impianto, a cominciare dal comitato per il No — dicono Domenico Gesué Ariganello e Ettore Chirici, rispettivamente capogruppo Pd e Gente di Follonica — È stata dunque più che giusta e legittima l’iniziativa giudiziaria, oltre che politica ed amministrativa, avviata cinque anni or sono con la quale si mettevano in evidenza le mancanze e le facilonerie dei vari studi a sostegno di questo impianto. Una lotta a tutela della salute dei cittadini, per la situazione critica del nostre territorio e delle acque, una lotta non solo contro, ma anche per un diverso ciclo dei rifiuti».
Al contrario del presidente del comitato per il No all’inceneritore, Mario Monciatti, i due politici pensano che il futuro dell’impianto di Scarlino non sia così roseo, anzi. «Con lo stato economico e finanziario di Scarlino Energia qualunque appetito è totalmente messo in forse — dicono — A maggior ragione, oggi, resta incomprensibile la scelta di Sei Toscana di entrare nella compagine societaria di Scarlino Energia (Sei Toscana che non ha ancora risposto alla richiesta del Comune di Follonica di accesso agli atti su questo argomento). Chiediamo nuovamente di fermare ogni nuovo procedimento di autorizzazione. A nostro avviso è davvero il momento di ragionare attorno a ben altre prospettive sui temi ambientali (in primo luogo le bonifiche della piana) e degli stessi rifiuti. Ci sarebbero tutte le condizioni per nuove e concrete prospettive occupazionali, in primo luogo per i lavoratori di Scarlino Energia, ma anche più ampie».

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