Orti sociali all’ex Ilva Ecco il giardino di Leopoldo
di Paola Villani
Finanziamenti dalla Regione per 50.000 euro: 30 appezzamenti da coltivare Privilegiate la biodiversità locale e le proposte che arriveranno dai giovani
2 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. La Regione finanzia il progetto comunale per la realizzazione di 30 orti sociali nell’Ilva. Si tratta di 50. 000 euro che arriveranno presto nelle casse del municipio grazie all’iniziativa “Centomila orti in Toscana”, e che permetteranno al Comune di recuperare un’area dell’Ilva, quella compresa tra la Torre dell’orologio e la palestra della media Bugiani, dove verranno realizzati 30 orti sociali.
Gli appezzamenti di terreno saranno inseriti in un bando per individuarne i gestori, che potranno essere singoli ortisti o un gruppo di appassionati. La proposta dell’amministrazione comunale ha convinto la Regione perché condivide i principi che hanno ispirato la sua iniziativa: l’orto non più visto come luogo periferico e connotato da degrado urbano ma come punto di aggregazione e di scambio culturale e sociale, come luogo di formazione, di incontro fra tradizione e nuove proposte creative. Non si tratta solo di orti: il progetto infatti entra di diritto nel piano di riqualificazione comunale del complesso Ilva. In questo modo il Comune riuscirà a riportare un’area oggi in degrado e abbandonata alla vita, proprio come era nell’ ’800 quando in quel preciso punto della città fabbrica era collocato il giardino storico del Granduca Leopoldo di Lorena. Un altro tassello che va a inserirsi nel grande puzzle che l’amministrazione sta tentando di creare per restituire alla città la zona dell’Ilva. «Questo nuovo traguardo — dice il vicesindaco Andrea Pecorini — ci consente di continuare con il recupero e la valorizzazione dell’Ilva. Dopo le importanti azioni di tutela e i profondi processi di rigenerazione urbana, con questo nuovo intervento è possibile recuperare un’altra area, attualmente in stato di abbandono, di circa 1.700 metri quadrati, caratterizzata da un disegno tipico del giardino all’italiana». «Partendo dal disegno delle planimetrie storiche — conclude Pecorini — si prevede di recuperare lo stesso schema, suddividendo l’area in circa 30 orti che saranno oggetto di bando per l’individuazione di un soggetto gestore e di singoli ortisti, stimando la conclusione dell’intera procedura entro il 2018». «Gli obiettivi della sperimentazione proposta del complesso di orti urbani sono plurimi — dichiara l’assessora all’Ambiente Mjriam Giorgieri — e, tra i tanti, siamo veramente entusiasti di avere questa grande possibilità per orientare la collettività, specie quella giovanile, alla tutela del nostro territorio, a migliorare le condizioni dell’ambiente ed incrementare la consapevolezza di una sicura e sana alimentazione; le coltivazioni degli orti infatti saranno incentrate sulla tutela della biodiversità locale, prevedendo essenze in via di estinzione, quali peri, meli, peschi, erbe aromatiche e altri, puntando al recupero del germoplasma locale autoctono, come garantito e tutelato dalla Banca Regionale del Germoplasma della Toscana».
Gli appezzamenti di terreno saranno inseriti in un bando per individuarne i gestori, che potranno essere singoli ortisti o un gruppo di appassionati. La proposta dell’amministrazione comunale ha convinto la Regione perché condivide i principi che hanno ispirato la sua iniziativa: l’orto non più visto come luogo periferico e connotato da degrado urbano ma come punto di aggregazione e di scambio culturale e sociale, come luogo di formazione, di incontro fra tradizione e nuove proposte creative. Non si tratta solo di orti: il progetto infatti entra di diritto nel piano di riqualificazione comunale del complesso Ilva. In questo modo il Comune riuscirà a riportare un’area oggi in degrado e abbandonata alla vita, proprio come era nell’ ’800 quando in quel preciso punto della città fabbrica era collocato il giardino storico del Granduca Leopoldo di Lorena. Un altro tassello che va a inserirsi nel grande puzzle che l’amministrazione sta tentando di creare per restituire alla città la zona dell’Ilva. «Questo nuovo traguardo — dice il vicesindaco Andrea Pecorini — ci consente di continuare con il recupero e la valorizzazione dell’Ilva. Dopo le importanti azioni di tutela e i profondi processi di rigenerazione urbana, con questo nuovo intervento è possibile recuperare un’altra area, attualmente in stato di abbandono, di circa 1.700 metri quadrati, caratterizzata da un disegno tipico del giardino all’italiana». «Partendo dal disegno delle planimetrie storiche — conclude Pecorini — si prevede di recuperare lo stesso schema, suddividendo l’area in circa 30 orti che saranno oggetto di bando per l’individuazione di un soggetto gestore e di singoli ortisti, stimando la conclusione dell’intera procedura entro il 2018». «Gli obiettivi della sperimentazione proposta del complesso di orti urbani sono plurimi — dichiara l’assessora all’Ambiente Mjriam Giorgieri — e, tra i tanti, siamo veramente entusiasti di avere questa grande possibilità per orientare la collettività, specie quella giovanile, alla tutela del nostro territorio, a migliorare le condizioni dell’ambiente ed incrementare la consapevolezza di una sicura e sana alimentazione; le coltivazioni degli orti infatti saranno incentrate sulla tutela della biodiversità locale, prevedendo essenze in via di estinzione, quali peri, meli, peschi, erbe aromatiche e altri, puntando al recupero del germoplasma locale autoctono, come garantito e tutelato dalla Banca Regionale del Germoplasma della Toscana».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
