Sicurezza
Il renziano Ceroni difende la vicesindaca di Cinelli
di Gabriele Baldanzi
In piena crisi di governo, a Magliano si schiera con Pastorelli «La sua attività per gli allevatori ha dato dei risultati e dispiacerebbe che finisse»
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MAGLIANO. C’è un pezzetto del Pd che non condivide ciò che sta succedendo a Magliano in Toscana, dove il 2 maggio potrebbe chiudersi l’esperienza della giunta civica guidata da Diego Cinelli.
Claudio Ceroni, ex presidente dell’Acquedotto del Fiora, renziano, in una lettera alla vicesindaca Mirella Pastorelli esprime il suo personale apprezzamento per le iniziative e il lavoro svolto dall’amministratrice per contrastare le predazioni e sostenere la pastorizia.
«Talvolta — scrive Ceroni — le dinamiche della politica seguono percorsi che non corrispondono alle reali necessità e ai bisogni della collettività. Lo dico sulla base delle mie trascorse esperienze, prima come amministratore comunale e successivamente in Acquedotto del Fiora. Con la Pastorelli condivido il fatto che i continui rinvii non tutelano il lupo come specie né affrontano le difficoltà del settore pastorizia. Il permanere di questa situazione di stallo mette a rischio il settore dell’allevamento che, oltre a rappresentare un formidabile valore economico, assolve anche a un ruolo di presidio ambientale di tutela delle aree rurali».
«Occupandomi della questione degli incidenti e dei danni causati dalla fauna selvatica — prosegue Ceroni — ho a cuore la sicurezza dei cittadini nel suo insieme. Purtroppo, però, coloro che dovrebbero assumere i provvedimenti necessari a tutelarci vengono a volte ostacolati, oppure tendono a lasciarsi influenzare da mode e tendenze effimere che trovano un’eco mediatico. Sempre meno si ragiona sul lungo periodo e si pensa al bene comune e all’equilibrio sociale. Personalmente, proprio come Mirella Pastorelli, ritengo che non ci sia nulla di ecologico nelle posizioni che impediscono un più efficace controllo della fauna. Ci vedo solo ideologia, una demagogia pseudoambientalista che cattura il consenso degli ambientalisti in pantofole condizionati dai documentari naturalistici buonisti sulla fauna, propinati da decenni».
Ceroni si dice quindi dispiaciuto «se l’esperienza amministrativa di una persona concreta come la Pastorelli dovesse interrompersi, perché la sua attività ha dato forma, organizzazione, e anche dei primi risultati, attesi da coloro che condividono le preoccupazioni dei cittadini in materia di impatto sociale dei danni prodotti dalla fauna selvatica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Claudio Ceroni, ex presidente dell’Acquedotto del Fiora, renziano, in una lettera alla vicesindaca Mirella Pastorelli esprime il suo personale apprezzamento per le iniziative e il lavoro svolto dall’amministratrice per contrastare le predazioni e sostenere la pastorizia.
«Talvolta — scrive Ceroni — le dinamiche della politica seguono percorsi che non corrispondono alle reali necessità e ai bisogni della collettività. Lo dico sulla base delle mie trascorse esperienze, prima come amministratore comunale e successivamente in Acquedotto del Fiora. Con la Pastorelli condivido il fatto che i continui rinvii non tutelano il lupo come specie né affrontano le difficoltà del settore pastorizia. Il permanere di questa situazione di stallo mette a rischio il settore dell’allevamento che, oltre a rappresentare un formidabile valore economico, assolve anche a un ruolo di presidio ambientale di tutela delle aree rurali».
«Occupandomi della questione degli incidenti e dei danni causati dalla fauna selvatica — prosegue Ceroni — ho a cuore la sicurezza dei cittadini nel suo insieme. Purtroppo, però, coloro che dovrebbero assumere i provvedimenti necessari a tutelarci vengono a volte ostacolati, oppure tendono a lasciarsi influenzare da mode e tendenze effimere che trovano un’eco mediatico. Sempre meno si ragiona sul lungo periodo e si pensa al bene comune e all’equilibrio sociale. Personalmente, proprio come Mirella Pastorelli, ritengo che non ci sia nulla di ecologico nelle posizioni che impediscono un più efficace controllo della fauna. Ci vedo solo ideologia, una demagogia pseudoambientalista che cattura il consenso degli ambientalisti in pantofole condizionati dai documentari naturalistici buonisti sulla fauna, propinati da decenni».
Ceroni si dice quindi dispiaciuto «se l’esperienza amministrativa di una persona concreta come la Pastorelli dovesse interrompersi, perché la sua attività ha dato forma, organizzazione, e anche dei primi risultati, attesi da coloro che condividono le preoccupazioni dei cittadini in materia di impatto sociale dei danni prodotti dalla fauna selvatica».
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