Italia
LA POLEMICA
I titolari delle scuole di kitesurf pronti a fare ricorso al Tar
MARINA DI GROSSETO. A ventiquattr’ore dall’approvazione in consiglio comunale, il nuovo regolamento demaniale è già pronto per essere impugnato al Tar. A dare battaglia sono, al momento, due dei tre...
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MARINA DI GROSSETO. A ventiquattr’ore dall’approvazione in consiglio comunale, il nuovo regolamento demaniale è già pronto per essere impugnato al Tar. A dare battaglia sono, al momento, due dei tre titolari delle scuole di kitesurf di Fiumara (area Sic) che nei giorni scorsi hanno lamentato il taglio della quota ombra, la mancata possibilità di rifocillare gli associati e l’obbligo di presentare ogni anno la Valutazione d’incidenza ambientale.
L’assessore Riccardo Megale ha risposto loro che il nuovo regolamento smaltisce la burocrazia. Ma Alessandro Tonini, titolare del Kite beach Fiumara, e Giuseppina Giovanchelli, del Kite’s Angels beach, non ci stanno: «Se davvero la burocrazia è più snella perché la valutazione di incidenza, che non ha una data di scadenza visto che le attività in essere non sono modificate, va ripresentata ogni anno? Non bastava una nota integrativa?».
Megale ha fatto presente che le associazioni hanno un canone ridotto del 50%. «Ma è una legge nazionale e non certo un beneficio che ci dà Megale», rispondono i due titolari.
Quanto all’ombra, finora le concessioni potevano crearne 200 metri quadrati l’una, riservata ai soli insegnanti. Ora l’ombra, di cui anche i soci possono godere, si calcola al 5% della concessione. Per due associazioni su tre significa un restringimento. «Per dieci anni il regolamento ha vietato la fruizione dell’ombra ai soci e siamo contenti che il Comune rettifichi una cosa incostituzionale – dicono Tonini e Giovanchelli –. È vero invece che i nostri tesserati si cuoceranno al sole perché noi abbiamo dalle 50 a 150 persone in spiaggia a concessione al giorno e 200 metri quadrati d’ombra potevano bastare. Ora no».
Il ricalcolo mira a ridurre il carico antropico. «Ma per limitarlo – dicono – l’unica è fare il parco. Vogliono questo? E se poi la gente se lo porta da casa l’ombrellone? Noi saremmo pronti perché in 2.000 metri ospitiamo circa 150 persone. Lo chiedano però agli stabilimenti».
Sul fatto che a Castiglione della Pescaia le regole siano più snelle, i due insistono: «Nell’area Sic accanto alla nostra c’è la scuola di kite di un amico di 800 metri quadrati di cui 350 per posa ombrelli. È più oggettivo lavorare così».
Puntualizzando che le concessioni negli ultimi anni sono frutto di una gara pubblica, Tonini e Giovanchelli tengono a sottolineare: «Non facciamo concorrenza ai bagnetti. I nostri associati vengono da noi a fare sport, quindi non andrebbero comunque al bagnetto. La sera, però, sono potenziali clienti dei ristoranti del litorale e delle strutture ricettive. L’amministrazione dovrebbe semmai dare una mano a chi sul territorio si adopera per dare un’offerta ai turisti». (f.f.)
L’assessore Riccardo Megale ha risposto loro che il nuovo regolamento smaltisce la burocrazia. Ma Alessandro Tonini, titolare del Kite beach Fiumara, e Giuseppina Giovanchelli, del Kite’s Angels beach, non ci stanno: «Se davvero la burocrazia è più snella perché la valutazione di incidenza, che non ha una data di scadenza visto che le attività in essere non sono modificate, va ripresentata ogni anno? Non bastava una nota integrativa?».
Megale ha fatto presente che le associazioni hanno un canone ridotto del 50%. «Ma è una legge nazionale e non certo un beneficio che ci dà Megale», rispondono i due titolari.
Quanto all’ombra, finora le concessioni potevano crearne 200 metri quadrati l’una, riservata ai soli insegnanti. Ora l’ombra, di cui anche i soci possono godere, si calcola al 5% della concessione. Per due associazioni su tre significa un restringimento. «Per dieci anni il regolamento ha vietato la fruizione dell’ombra ai soci e siamo contenti che il Comune rettifichi una cosa incostituzionale – dicono Tonini e Giovanchelli –. È vero invece che i nostri tesserati si cuoceranno al sole perché noi abbiamo dalle 50 a 150 persone in spiaggia a concessione al giorno e 200 metri quadrati d’ombra potevano bastare. Ora no».
Il ricalcolo mira a ridurre il carico antropico. «Ma per limitarlo – dicono – l’unica è fare il parco. Vogliono questo? E se poi la gente se lo porta da casa l’ombrellone? Noi saremmo pronti perché in 2.000 metri ospitiamo circa 150 persone. Lo chiedano però agli stabilimenti».
Sul fatto che a Castiglione della Pescaia le regole siano più snelle, i due insistono: «Nell’area Sic accanto alla nostra c’è la scuola di kite di un amico di 800 metri quadrati di cui 350 per posa ombrelli. È più oggettivo lavorare così».
Puntualizzando che le concessioni negli ultimi anni sono frutto di una gara pubblica, Tonini e Giovanchelli tengono a sottolineare: «Non facciamo concorrenza ai bagnetti. I nostri associati vengono da noi a fare sport, quindi non andrebbero comunque al bagnetto. La sera, però, sono potenziali clienti dei ristoranti del litorale e delle strutture ricettive. L’amministrazione dovrebbe semmai dare una mano a chi sul territorio si adopera per dare un’offerta ai turisti». (f.f.)
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