Il dolore
SOS DA CHI LAVORA IN MARE
Delfini “spaccareti” «Danni enormi»
PORTO ERCOLE. I delfini da sempre affascinano gli uomini per il loro aspetto elegante e raffinato e per la socievolezza che li contraddistingue unita a una grande intelligenza. Siamo abituati a...
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO ERCOLE. I delfini da sempre affascinano gli uomini per il loro aspetto elegante e raffinato e per la socievolezza che li contraddistingue unita a una grande intelligenza. Siamo abituati a vederli spesso fare evoluzioni nei nostri mari e avvicinarsi alle imbarcazioni da diporto e ai pescherecci. Ma sono proprio questi ultimi che, da alcuni anni, subiscono dai delfini danni piuttosto consistenti. Danni causati dai cetacei del tutto inconsapevolmente perché i delfini, nel mare, sono a casa loro, nel loro habitat naturale.
Il grido di aiuto e di allarme lo lanciano i pescatori di Porto Ercole che pescano con la tecnica del tramaglio. «Quando il pesce è nella rete — racconta un pescatore, Piero Pucci — i delfini scorrono le reti e mangiano il pesce» . Il vero problema non è però il pesce che viene mangiato nonostante sia questo che permette ai pescatori di avere un introito; quanto piuttosto il danno che il delfino fa nell’atto di mangiare il pesce.
«Per mangiare i pesci — spiega Pucci — il delfino fa nelle reti grossi buchi che in alcuni casi ci costringono a buttare le reti».
Pucci e i colleghi portecolesi non ce l’hanno con i delfini però chiedono aiuto perché così non possono andare avanti. «Prima questi danni erano meno frequenti — dice il pescatore — ora il numero dei delfini è aumentato e noi, quasi ogni giorno contiamo i danni».
Fra i più danneggiati, Antonio Causa, originario di Napoli ma portercolese di adozione. Per lui un danno alle reti di circa 5000 euro. Un loro collega, di danni ne ha subiti per un valore di circa 7000 euro. Non sanno a chi rivolgersi, non sanno a chi chiedere ma per loro la pesca è fonte di sostentamento: se non pescano non portano a casa nulla per sé e per le loro famiglie. «Chiediamo se ci sia la possibilità per chi subisce questo tipo di danni — conclude Pucci — di avere delle sovvenzioni, dei contributi come ristoro» .
Insomma, sulla terra ferma i cinghiali distruggono i raccolti, in mare i delfini bucano le reti per mangiare un po’di pesce. «Chiediamo aiuto. Questo è il nostro lavoro».
Il grido di aiuto e di allarme lo lanciano i pescatori di Porto Ercole che pescano con la tecnica del tramaglio. «Quando il pesce è nella rete — racconta un pescatore, Piero Pucci — i delfini scorrono le reti e mangiano il pesce» . Il vero problema non è però il pesce che viene mangiato nonostante sia questo che permette ai pescatori di avere un introito; quanto piuttosto il danno che il delfino fa nell’atto di mangiare il pesce.
«Per mangiare i pesci — spiega Pucci — il delfino fa nelle reti grossi buchi che in alcuni casi ci costringono a buttare le reti».
Pucci e i colleghi portecolesi non ce l’hanno con i delfini però chiedono aiuto perché così non possono andare avanti. «Prima questi danni erano meno frequenti — dice il pescatore — ora il numero dei delfini è aumentato e noi, quasi ogni giorno contiamo i danni».
Fra i più danneggiati, Antonio Causa, originario di Napoli ma portercolese di adozione. Per lui un danno alle reti di circa 5000 euro. Un loro collega, di danni ne ha subiti per un valore di circa 7000 euro. Non sanno a chi rivolgersi, non sanno a chi chiedere ma per loro la pesca è fonte di sostentamento: se non pescano non portano a casa nulla per sé e per le loro famiglie. «Chiediamo se ci sia la possibilità per chi subisce questo tipo di danni — conclude Pucci — di avere delle sovvenzioni, dei contributi come ristoro» .
Insomma, sulla terra ferma i cinghiali distruggono i raccolti, in mare i delfini bucano le reti per mangiare un po’di pesce. «Chiediamo aiuto. Questo è il nostro lavoro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
