Collezione Luzzetti: verso l’accordo
di Enrico Pizzi
Il Comune annuncia un «importante passo in avanti» per l’arrivo alle Clarisse di 20 opere dell’antiquario. Che ieri era in città
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GROSSETO. È felice, Gianfranco Luzzetti. Finalmente vede realizzato, almeno in parte, il sogno accarezzato da quasi 25 anni, quello di arricchire Grosseto, la Maremma, la sua terra di origine, di opere d’arte provenienti dalla sua collezione.
Dopo tanti anni, infatti, pare che ieri l’antiquario e collezionista abbia trovato un accordo con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e l’amministrazione comunale può annunciare, trionfalmente, un «importante passo avanti per la collezione Luzzetti a Grosseto» e che «di comune accordo, il celebre collezionista e il sindaco hanno definito i passi che porteranno ad arricchire la città di una collezione di oltre venti opere di eccezionale valore, che saranno donate da Gianfranco Luzzetti per essere collocate nello spazio espositivo delle Clarisse, finemente ristrutturato ed adeguato ad accogliere le opere sotto il profilo della sicurezza, climatizzazione, allarme antifurto e illuminazione. Grazie alla collaborazione della Diocesi di Grosseto si potrà usufruire anche dello spazio della Chiesa dei Bigi».
E così l’incontro con la popolazione, ieri pomeriggio nell’aula magna del Polo universitario, si è trasformato in un momento di festa, con Luzzetti che non ha voluto mancare l’appuntamento, nonostante non stesse bene e il medico gli avesse suggerito di non viaggiare.
Luzzetti spiega, soddisfatto, che non appena le sale delle Clarisse saranno messe a posto da un punto di vista museale, le opere che ha deciso di donare a Grosseto arriveranno: saranno 24-25 tra dipinti e sculture, tutte di epoca compresa tra il Trecento e il Seicento, ma il collezionista non ha ancora scelto quali; si limita a citare Vasari tra gli autori che potrebbero approdare alle Clarisse, ma non si sbilancia oltre, se non per confermare che saranno di grande valore.
Sono ben oltre trecento le opere che Luzzetti ha collezionato nel corso della sua lunga carriera di antiquario. Per lui sono come dei figli. Circa duecento di queste erano, in origine, destinate a Grosseto, ma non era mai stato possibile identificare una collocazione consona e adeguata sia alla quantità che alla qualità delle opere stesse.
Con questo accordo, invece, si crea un collegamento ideale tra la collezione Luzzetti grossetana e quella che resterà nel suo palazzo fiorentino, con un invito esplicito ai visitatori di una a visitare anche l’altra.
Obiettivo di Luzzetti, infatti, non era tanto quello di regalare cose preziose in sé, ma di offrire alla città di Grosseto uno strumento in più di sviluppo turistico.
La soluzione che sarà trovata alle Clarisse sarà quella «di uno spazio non solo espositivo — spiega l’amministrazione comunale — ma anche di un museo dinamico con spazi per eventi e per consentire la massima partecipazione di tutti, cittadini e turisti. Sarebbe prevista tra l’altro la realizzazione di un centro studi internazionale dedicato a giovani studiosi d’arte provenienti da tutto il mondo».
Vivarelli Colonna sottolinea che «è un giorno importante per Grosseto, perché finalmente si conclude un percorso frutto del lavoro di mesi della struttura comunale, guidata dal vicesindaco Luca Agresti, assessore alla Cultura, dalla Fondazione Grosseto Cultura con Mauro Papa (direttore di Clarisse Arte) e in accordo con Luzzetti. Si tratta di uno splendido progetto culturale, che porterà tra l’altro a unificare in un unico complesso le Clarisse e la Chiesa del Bigi».
Partirà immediatamente, dunque, l’iter per definire il progetto e il cronoprogramma che prevede gli interventi di ristrutturazione sul complesso delle Clarisse, al termine dei quali sarà possibile collocare immediatamente le opere che saranno donate da Gianfranco Luzzetti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dopo tanti anni, infatti, pare che ieri l’antiquario e collezionista abbia trovato un accordo con il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, e l’amministrazione comunale può annunciare, trionfalmente, un «importante passo avanti per la collezione Luzzetti a Grosseto» e che «di comune accordo, il celebre collezionista e il sindaco hanno definito i passi che porteranno ad arricchire la città di una collezione di oltre venti opere di eccezionale valore, che saranno donate da Gianfranco Luzzetti per essere collocate nello spazio espositivo delle Clarisse, finemente ristrutturato ed adeguato ad accogliere le opere sotto il profilo della sicurezza, climatizzazione, allarme antifurto e illuminazione. Grazie alla collaborazione della Diocesi di Grosseto si potrà usufruire anche dello spazio della Chiesa dei Bigi».
E così l’incontro con la popolazione, ieri pomeriggio nell’aula magna del Polo universitario, si è trasformato in un momento di festa, con Luzzetti che non ha voluto mancare l’appuntamento, nonostante non stesse bene e il medico gli avesse suggerito di non viaggiare.
Luzzetti spiega, soddisfatto, che non appena le sale delle Clarisse saranno messe a posto da un punto di vista museale, le opere che ha deciso di donare a Grosseto arriveranno: saranno 24-25 tra dipinti e sculture, tutte di epoca compresa tra il Trecento e il Seicento, ma il collezionista non ha ancora scelto quali; si limita a citare Vasari tra gli autori che potrebbero approdare alle Clarisse, ma non si sbilancia oltre, se non per confermare che saranno di grande valore.
Sono ben oltre trecento le opere che Luzzetti ha collezionato nel corso della sua lunga carriera di antiquario. Per lui sono come dei figli. Circa duecento di queste erano, in origine, destinate a Grosseto, ma non era mai stato possibile identificare una collocazione consona e adeguata sia alla quantità che alla qualità delle opere stesse.
Con questo accordo, invece, si crea un collegamento ideale tra la collezione Luzzetti grossetana e quella che resterà nel suo palazzo fiorentino, con un invito esplicito ai visitatori di una a visitare anche l’altra.
Obiettivo di Luzzetti, infatti, non era tanto quello di regalare cose preziose in sé, ma di offrire alla città di Grosseto uno strumento in più di sviluppo turistico.
La soluzione che sarà trovata alle Clarisse sarà quella «di uno spazio non solo espositivo — spiega l’amministrazione comunale — ma anche di un museo dinamico con spazi per eventi e per consentire la massima partecipazione di tutti, cittadini e turisti. Sarebbe prevista tra l’altro la realizzazione di un centro studi internazionale dedicato a giovani studiosi d’arte provenienti da tutto il mondo».
Vivarelli Colonna sottolinea che «è un giorno importante per Grosseto, perché finalmente si conclude un percorso frutto del lavoro di mesi della struttura comunale, guidata dal vicesindaco Luca Agresti, assessore alla Cultura, dalla Fondazione Grosseto Cultura con Mauro Papa (direttore di Clarisse Arte) e in accordo con Luzzetti. Si tratta di uno splendido progetto culturale, che porterà tra l’altro a unificare in un unico complesso le Clarisse e la Chiesa del Bigi».
Partirà immediatamente, dunque, l’iter per definire il progetto e il cronoprogramma che prevede gli interventi di ristrutturazione sul complesso delle Clarisse, al termine dei quali sarà possibile collocare immediatamente le opere che saranno donate da Gianfranco Luzzetti.
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