Toscana
Prestito sociale, buona notizia Unicoop: «I soldi sono al sicuro»
di Giovanna Mezzana
GROSSETO. La crisi di Unicoop Tirreno ha fatto venire un po’ di tachicardia a chi ha investito i propri risparmi nel cosiddetto “prestito sociale”, strumento per cui tu affidi all’ex Proletaria una...
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GROSSETO. La crisi di Unicoop Tirreno ha fatto venire un po’ di tachicardia a chi ha investito i propri risparmi nel cosiddetto “prestito sociale”, strumento per cui tu affidi all’ex Proletaria una somma in deposito e la cooperativa ti riconosce un tasso lordo: ad esempio, lo 0,85% se le metti in mano quote da 5. 000 fino a 15. 000 euro.
Il famigerato naufragio delle quattro bad banche tra cui l’aretina Etruria, il crollo a giugno 2016 del valore delle azioni della Popolare di Vicenza che ha inglobato gli istituti toscani ex CariPrato bastano per indurre i piccoli risparmiatori a non fidarsi più di nessuno. Va da sé che proprio il prestito sociale è stato uno dei temi su cui alcuni soci (lo sono tutti coloro che hanno una tessera socio Coop) hanno chiesto ragguagli alla dirigenza di Vignale Riotorto in occasione dell’assemblea annuale della sezione Grosseto-Scansano che si è svolta il 19 aprile all’hotel Airone. L’intervento di un socio rende l’idea di timori: «Negli ultimi tempi — dice Francesco Mencalli nella sala dell’Airone rivolto ai manager piombinesi — ho notato lunghe file allo sportello Coop dedicato ai libretti risparmi. Io abito in via Inghilterra e vi posso dire che nel mio condominio dieci famiglie hanno tolto da lì i loro risparmi. Io vi chiedo: questi soldi sono al sicuro? Esiste un fondo di tutela che li garantisca nella peggiore delle ipotesi? » .
Al socio e alla platea risponde Claudio Leoni del collegio sindacale di Unicoop Tirreno. «Oggi il socio-prestatore (è lo status di chi ha depositato somme in seno alla cooperativa, ndr) è garantito più del correntista di una banca — sottolinea Leoni — Il collegio sindacale, che ha funzioni di vigilanza ed è un organismo indipendente, procede mensilmente ad un controllo proprio per garantire la tranquillità al socio prestatore».
Secondo i dati forniti dalla dirigenza di Unicoop in occasione dell’assemblea dei soci, oggi il gigante cooperativo ha «un patrimonio consolidato di più di 300 milioni di euro — descrive Roberto Giomi — E dato che il valore del prestito sociale è sceso a 790 milioni, siamo in regola — aggiunge — con le norme di Banca d’Italia che stabilisce che possiamo raccogliere prestiti fino a tre volte il valore del patrimonio». «Il patrimonio netto — conferma Leoni — è entro il rapporto di uno a tre con il prestito sociale. La cooperativa poi deve tenere nel proprio patrimonio mobiliare il 40 per cento di titoli di Stato — aggiunge — Insomma, è in una botte di ferro». Dirigenza e manager di Unicoop Tirreno hanno dunque rassicurato i piccoli risparmiatori, anzi, i soci prestatori: i loro soldi sarebbero in buone mani. Al sicuro.
Il famigerato naufragio delle quattro bad banche tra cui l’aretina Etruria, il crollo a giugno 2016 del valore delle azioni della Popolare di Vicenza che ha inglobato gli istituti toscani ex CariPrato bastano per indurre i piccoli risparmiatori a non fidarsi più di nessuno. Va da sé che proprio il prestito sociale è stato uno dei temi su cui alcuni soci (lo sono tutti coloro che hanno una tessera socio Coop) hanno chiesto ragguagli alla dirigenza di Vignale Riotorto in occasione dell’assemblea annuale della sezione Grosseto-Scansano che si è svolta il 19 aprile all’hotel Airone. L’intervento di un socio rende l’idea di timori: «Negli ultimi tempi — dice Francesco Mencalli nella sala dell’Airone rivolto ai manager piombinesi — ho notato lunghe file allo sportello Coop dedicato ai libretti risparmi. Io abito in via Inghilterra e vi posso dire che nel mio condominio dieci famiglie hanno tolto da lì i loro risparmi. Io vi chiedo: questi soldi sono al sicuro? Esiste un fondo di tutela che li garantisca nella peggiore delle ipotesi? » .
Al socio e alla platea risponde Claudio Leoni del collegio sindacale di Unicoop Tirreno. «Oggi il socio-prestatore (è lo status di chi ha depositato somme in seno alla cooperativa, ndr) è garantito più del correntista di una banca — sottolinea Leoni — Il collegio sindacale, che ha funzioni di vigilanza ed è un organismo indipendente, procede mensilmente ad un controllo proprio per garantire la tranquillità al socio prestatore».
Secondo i dati forniti dalla dirigenza di Unicoop in occasione dell’assemblea dei soci, oggi il gigante cooperativo ha «un patrimonio consolidato di più di 300 milioni di euro — descrive Roberto Giomi — E dato che il valore del prestito sociale è sceso a 790 milioni, siamo in regola — aggiunge — con le norme di Banca d’Italia che stabilisce che possiamo raccogliere prestiti fino a tre volte il valore del patrimonio». «Il patrimonio netto — conferma Leoni — è entro il rapporto di uno a tre con il prestito sociale. La cooperativa poi deve tenere nel proprio patrimonio mobiliare il 40 per cento di titoli di Stato — aggiunge — Insomma, è in una botte di ferro». Dirigenza e manager di Unicoop Tirreno hanno dunque rassicurato i piccoli risparmiatori, anzi, i soci prestatori: i loro soldi sarebbero in buone mani. Al sicuro.
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