Attenzione
allarme siccitÀ
Marras bussa alla Regione Associazioni preoccupate
GROSSETO. L’allarme siccità approda in Regione. «Ho deciso – annuncia Leonardo Marras, capogruppo Pd in consiglio regionale – di raccogliere l’appello lanciato dalle associazioni di categoria e di...
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GROSSETO. L’allarme siccità approda in Regione. «Ho deciso – annuncia Leonardo Marras, capogruppo Pd in consiglio regionale – di raccogliere l’appello lanciato dalle associazioni di categoria e di chiedere alla giunta regionale di attivarsi con il governo perché sia concesso alla Maremma lo stato di calamità nazionale e siano messi in atto i necessari provvedimenti per contrastare l’emergenza e sostenere gli agricoltori».
Marras fa riferimento ai report preoccupanti del Consorzio Lamma. «Le precipitazioni dall’inizio dell’anno – dice Marras - si attestano sui 70 millimetri per tutta la Maremma, che tradotto con i dati dell’indicatore Spi (Standard precipitation index) significa rischio di siccità estrema se messa in relazione al lungo periodo e severa nei tre mesi precedenti. E’ a rischio un intero settore economico. Auspichiamo una risposta positiva e in tempi brevi da parte del governo».
Intanto dopo Confagricoltura che per prima è intervenuta su questo tema anche la Cia invoca interventi urgenti per sostenere il settore agricolo in grave sofferenza a causa della siccità. «Ai tanti problemi che quotidianamente affliggono il settore – dice Enrico Rabazzi, presidente Cia Grosseto nonché vicepresidente regionale - ora si aggiunge anche quello legato alla carenza di pioggia e di riserve idriche, un danno che sta mettendo a dura prova molte colture che già mostrano chiari segni di sofferenza. Siamo consapevoli che si tratta di un evento naturale ma poiché le conseguenze si tradurranno inevitabilmente in un onere per le aziende agricole chiediamo alla politica di iniziare a valutare nuovi strumenti per salvare quel poco reddito rimasto agli agricoltori». In particolare Rabazzi sottolinea che «le ripercussioni più preoccupanti si notano nel settore cerealicolo già compromesso a causa del crollo del prezzo del grano e delle scarse semine».
Vanno poi aggiunti i danni alla zootecnia che dovrà far fronte ad una scarsa fienagione mentre sono in difficoltà anche le coltivazioni di erba medica. Anche Coldiretti Toscana chiede la massima attenzione della Regione sul fenonemo dei cambiamenti climatici. «Siamo preoccupati dai continui capovolgimenti del tempo – dice Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – e dai ripetuti sfasamenti stagionali con eventi estremi caratterizzati dal rapido passaggio dalla siccità all’alluvione e alle precipitazioni intense». «In Maremma – prosegue – non piove da mesi e la situazione è gravissima. Abbiamo perso certamente i foraggi, abbiamo qualche margine di speranza in più per i cereali mentre è a rischio il vigore di olivi e vigne in fioritura». (s.l.)
Marras fa riferimento ai report preoccupanti del Consorzio Lamma. «Le precipitazioni dall’inizio dell’anno – dice Marras - si attestano sui 70 millimetri per tutta la Maremma, che tradotto con i dati dell’indicatore Spi (Standard precipitation index) significa rischio di siccità estrema se messa in relazione al lungo periodo e severa nei tre mesi precedenti. E’ a rischio un intero settore economico. Auspichiamo una risposta positiva e in tempi brevi da parte del governo».
Intanto dopo Confagricoltura che per prima è intervenuta su questo tema anche la Cia invoca interventi urgenti per sostenere il settore agricolo in grave sofferenza a causa della siccità. «Ai tanti problemi che quotidianamente affliggono il settore – dice Enrico Rabazzi, presidente Cia Grosseto nonché vicepresidente regionale - ora si aggiunge anche quello legato alla carenza di pioggia e di riserve idriche, un danno che sta mettendo a dura prova molte colture che già mostrano chiari segni di sofferenza. Siamo consapevoli che si tratta di un evento naturale ma poiché le conseguenze si tradurranno inevitabilmente in un onere per le aziende agricole chiediamo alla politica di iniziare a valutare nuovi strumenti per salvare quel poco reddito rimasto agli agricoltori». In particolare Rabazzi sottolinea che «le ripercussioni più preoccupanti si notano nel settore cerealicolo già compromesso a causa del crollo del prezzo del grano e delle scarse semine».
Vanno poi aggiunti i danni alla zootecnia che dovrà far fronte ad una scarsa fienagione mentre sono in difficoltà anche le coltivazioni di erba medica. Anche Coldiretti Toscana chiede la massima attenzione della Regione sul fenonemo dei cambiamenti climatici. «Siamo preoccupati dai continui capovolgimenti del tempo – dice Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana – e dai ripetuti sfasamenti stagionali con eventi estremi caratterizzati dal rapido passaggio dalla siccità all’alluvione e alle precipitazioni intense». «In Maremma – prosegue – non piove da mesi e la situazione è gravissima. Abbiamo perso certamente i foraggi, abbiamo qualche margine di speranza in più per i cereali mentre è a rischio il vigore di olivi e vigne in fioritura». (s.l.)
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