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Grosseto

Inceneritore: «Ancora troppi interessi» 

Inceneritore: «Ancora troppi interessi» 

Gli ambientalisti vanno avanti. Ricorso al Tar sulla nuova autorizzazione concessa a Scarlino Energia

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SCARLINO. «Continueremo a lottare, la battaglia non è conclusa ci sono troppi interessi economici in ballo». Così Mario Monciatti, presidente del comitato per il No all’inceneritore di Scarlino commenta la sentenza del Consiglio di Stato, che ha nuovamente dato ragione al gruppo ambientalista e al Comune di Follonica rispetto all’annullamento dell’Autorizzazione di impatto ambientale concessa nel 2009 dalla Provincia di Grosseto all’impianto scarlinese. «È un risultato auspicato e atteso — spiega il presidente Monciatti — auspicato perché speravamo che il tribunale confermasse la sua sentenza del gennaio 2015, atteso perché dai nostri legali avevamo avuto informazioni sulle motivazioni presentate dall’azienda, motivazioni deboli e pretestuose». Ma pendente c’è ancora un’altra causa: i Comuni di Follonica e Scarlino, insieme sempre ai comitati ambientalisti, hanno infatti presentato un ricorso al Tar sulla nuova autorizzazione concessa alla Scarlino Energia, società proprietaria dell’inceneritore, che permetterebbe, se pur con delle preiscrizioni, all’impianto di ripartire. Il benestare all’attività è stato concesso nell’ottobre 2015 dalla Regione Toscana, nuovo ente competente, attraverso una delibera di giunta.
«Un’autorizzazione inopinatamente concessa — sottolinea — anche se ci sono delle prescrizioni: quell’impianto rimane inadatto a svolgere l’attività prevista e oltretutto si trova in un’area già compromessa. Ci risulterebbe che ancora quelle prescrizioni non siano state attuate dall’azienda e che non sia stata fatta neppure la manutenzione necessaria a far ripartire l’impianto: si tratta di azioni che hanno un costo molto alto, forse adesso non ci sono i fondi per attuarle. Ma aspettiamo adesso il giudizio del Tar, che speriamo confermi quanto stabilito dal Consiglio di Stato». Se al presidente del comitato si chiede se questa nuova sentenza rappresenta la conclusione di tutta la vicenda inceneritore, Monciatti non ne è affatto certo, anzi. «Ci sono interessi economici e politici troppo alti per poter pensare che sia conclusa — risponde — Non dimentichiamo che con l’autorizzazione che ha concesso la Regione l’impianto di Scarlino si classifica, per quantità di rifiuti che può bruciare, tra i primi cinque d’Italia. Un valore economico alto che non fa abbassare le mire sull’inceneritore: fino a quando la politica continuerà a dare autorizzazioni la storia continuerà».

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