Sicurezza
Il sindaco ordina ai privati di intervenire
di Gabriele Baldanzi
Entro il 30 aprile ognuno dovrà provvedere, nella sua proprietà, a rimuovere piante morte e potenziali fonti di incendio
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GROSSETO. Il sindaco di Grosseto ha firmato ieri un’ordinanza che disciplina gli interventi per la prevenzione degli incendi nella pineta litoranea di Marina di Grosseto e Principina a Mare. Un provvedimento atteso, che impegnerà nelle prossime settimane l’ufficio tecnico del Comune e riguarderà, tra gli altri, anche 75 particelle di privati, dislocate lungo le principali vie di comunicazione delle due frazioni. Il Comune, infatti, interverrà laddove ne ha competenza, ma soprattutto, con l’ordinanza 36/2017, invita proprietari e conduttori di giardini e terreni a effettuare la ripulitura del sottobosco da rovi, sterpaglie, materiale secco di qualsiasi natura e altri rifiuti infiammabili.
I tempi, peraltro, sono ristretti: si deve intervenire entro il prossimo 30 aprile. In queste proprietà private, infatti, non si trovano soltanto piante in salute di pino domestico. Alcuni alberi mostrano da tempo evidenti segni di deperimento, dovuti principalmente a mancanza d’acqua, all’infiltrazione salina e all’invecchiamento, che li rende sempre più vulnerabili agli attacchi di insetti e funghi patogeni. Dalla mappatura compiuta dal Comune ne risultano decine di secchi o caduti.
Non è da meno il problema dello strato di arbusti che caratterizza le pinete meno frequentate e che per la sua forte infiammabilità, insieme alle resine e agli oli vegetali delle piante, alla moltitudine di rami secchi e alle lettiere di aghi di pino, aumentano il rischio d’incendio.
L’amministrazione comunale ha svolto uno specifico progetto di manutenzione e messa in sicurezza di alcune aree della pineta, almeno ai fini antincendio. Da qui la necessità di un primo intervento, garantendo adeguate vie di fuga, con la realizzazione di fasce di sicurezza di 20 metri lungo la viabilità principale, in modo da poterne garantire la praticabilità anche in condizioni di emergenza.
Non solo. Ai proprietari si chiede la rimozione di piante morte in piedi, il diradamento e la spalcatura delle conifere, il diradamento e la conversione ad alto fusto delle latifoglie, nonché il favoreggiamento di queste ultime sulle conifere.
«Fino a oggi — spiega l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale — la frammentarietà della proprietà della pineta aveva impedito di definire la competenza relativa alla sua gestione, ma adesso il quadro si è chiarito. Sappiamo chi cercare e lo abbiamo scritto anche nel testo dell’ordinanza. Nel frattempo anche il comando provinciale dei vigili del fuoco ha di nuovo richiamato l’attenzione sulla necessità di adottare tutti gli accorgimenti possibili per prevenire il pericolo di crolli delle piante di alto fusto e l’innesco di incendi. E così ci siamo mossi a partire dalle aree limitrofe alle strade principali, agli insediamenti turistico-residenziali, agli alberghi. Chiediamo di eliminare in tempo utile tutti i fattori di rischio incendi».
Ma c’è di più. L’ordinanza si rivolge anche ai gestori di strade interne e pertinenze stradali, chiedendo loro di provvedere al taglio di fieno, cespugli, sterpi ed all’asportazione oltre che allo smaltimento in discarica dei relativi residui lungo la viabilità di competenza e nelle aree di pertinenza per una fascia avente larghezza almeno di tre metri.
La polizia municipale individuerà, in seconda battuta, i soggetti inadempienti, con il Comune che svolgerà il lavoro d’ufficio a spese del trasgressore, per poi rivalersi e applicare il codice penale.
I tempi, peraltro, sono ristretti: si deve intervenire entro il prossimo 30 aprile. In queste proprietà private, infatti, non si trovano soltanto piante in salute di pino domestico. Alcuni alberi mostrano da tempo evidenti segni di deperimento, dovuti principalmente a mancanza d’acqua, all’infiltrazione salina e all’invecchiamento, che li rende sempre più vulnerabili agli attacchi di insetti e funghi patogeni. Dalla mappatura compiuta dal Comune ne risultano decine di secchi o caduti.
Non è da meno il problema dello strato di arbusti che caratterizza le pinete meno frequentate e che per la sua forte infiammabilità, insieme alle resine e agli oli vegetali delle piante, alla moltitudine di rami secchi e alle lettiere di aghi di pino, aumentano il rischio d’incendio.
L’amministrazione comunale ha svolto uno specifico progetto di manutenzione e messa in sicurezza di alcune aree della pineta, almeno ai fini antincendio. Da qui la necessità di un primo intervento, garantendo adeguate vie di fuga, con la realizzazione di fasce di sicurezza di 20 metri lungo la viabilità principale, in modo da poterne garantire la praticabilità anche in condizioni di emergenza.
Non solo. Ai proprietari si chiede la rimozione di piante morte in piedi, il diradamento e la spalcatura delle conifere, il diradamento e la conversione ad alto fusto delle latifoglie, nonché il favoreggiamento di queste ultime sulle conifere.
«Fino a oggi — spiega l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale — la frammentarietà della proprietà della pineta aveva impedito di definire la competenza relativa alla sua gestione, ma adesso il quadro si è chiarito. Sappiamo chi cercare e lo abbiamo scritto anche nel testo dell’ordinanza. Nel frattempo anche il comando provinciale dei vigili del fuoco ha di nuovo richiamato l’attenzione sulla necessità di adottare tutti gli accorgimenti possibili per prevenire il pericolo di crolli delle piante di alto fusto e l’innesco di incendi. E così ci siamo mossi a partire dalle aree limitrofe alle strade principali, agli insediamenti turistico-residenziali, agli alberghi. Chiediamo di eliminare in tempo utile tutti i fattori di rischio incendi».
Ma c’è di più. L’ordinanza si rivolge anche ai gestori di strade interne e pertinenze stradali, chiedendo loro di provvedere al taglio di fieno, cespugli, sterpi ed all’asportazione oltre che allo smaltimento in discarica dei relativi residui lungo la viabilità di competenza e nelle aree di pertinenza per una fascia avente larghezza almeno di tre metri.
La polizia municipale individuerà, in seconda battuta, i soggetti inadempienti, con il Comune che svolgerà il lavoro d’ufficio a spese del trasgressore, per poi rivalersi e applicare il codice penale.
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