Il Tirreno

Grosseto

Bambini emozionati e mamme arrabbiate 

di Gabriele Baldanzi
Bambini emozionati e mamme arrabbiate 

«Scriveremo alla dirigente scolastica, non è nemmeno venuta a salutare» Il primo dei 35 viaggi verso la scuola di Roccastrada fila via senza intoppi

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RIBOLLA . Una via di mezzo tra il primo giorno di scuola e la partenza per la gita. Mezza Ribolla, ieri mattina, si è ritrovata all’angolo del piazzale della Paga, dove un tempo fermavano i camion dei minatori provenienti dai paesi. Stavolta, però, il percorso è inverso.
A “migrare” sono i nipoti di bolgiaioli e picconieri: dalla piana alla collina.
Il primo dei 35 viaggi da Ribolla verso Roccastrada è filato liscio, giusto qualche minuto di ritardo in partenza. Sul marciapiede, davanti all’ex cinema-teatro Mori, una miriade di mamme, babbi e nonni a chiedere informazioni, a guardare gli alunni in partenza, sorridenti e colorati come e più delle altre mattine. Polizia municipale e carabinieri chiamati a smistare il traffico e vigilare sui parcheggi.
Alla partenza c’è il sindaco, per coordinare le operazioni e raccogliere suggerimenti. È circondato dagli insegnanti, che da ieri — di fatto — sono anche accompagnatori, due su ogni mezzo. Francesco Limatola sembra una guida turistica, gli manca solo l’ombrellino. Ma soprattutto si capisce che è sostenuto e incoraggiato da quelle stesse famiglie chiamate a sopportare il disagio del trasferimento, per una responsabilità che la Procura della Repubblica di Grosseto ritiene possa ricadere proprio sui vertici dell’amministrazione comunale di Roccastrada. I pullman argento sono in posizione di lancio già dalle 7,35, mentre i neopendolari, emozionati da una novità che presto — si renderanno conto — diventerà faticosa, arrivano alla spicciolata: chi a piedi, chi in auto, chi con il bus giallo del Comune. Un raduno che diventerà abitudinario, a cui si aggiungerà l’appello. Ti aspetti proteste e arrabbiature, invece incontri disponibilità.
Filippo ha portato il figlio in auto e ora scherza con l’assessore Emiliano Rabazzi. È uno di quelli che all’assemblea di martedì aveva proposto la linea dura (due giorni senza mandare i figli a scuola) per dimostrare vicinanza all’amministrazione, al primo cittadino, per decisioni — il sequestro e la chiusura del plesso — che al momento, alla maggior parte delle famiglie, sembrano sproporzionate. Marcello è un altro babbo che sorride e rassicura la figlia. Lei fa la quinta elementare. «Abbiamo capito la situazione e speriamo solo in una rapida riapertura della nostra scuola». E poi tante mamme. Una chiede che vengano apposti sul vetro anteriore dei bus le classi da trasportare. «Così c’è troppa confusione…». Nel mirino di alcuni genitori c’è la dirigente dell’istituto comprensivo di Roccastrada, Loretta Borri: «Le scriveremo. Non è venuta neppure all’assemblea. Eppure c’erano e ci sono da chiarire diverse cosette, anche per quanto riguarda la didattica». E mentre a Ribolla si mette in moto la carovana, a Roccastrada si prepara l’accoglienza: nel plesso di via De Santis (le medie) sono pronte sei aule, più due stanze per insegnanti e custodi.
Spazi adeguati, in sicurezza, in quella che era la scuola superiore, sezione distaccata del “Lotti” di Massa Marittima. Dopo che i ragazzi sono entrati in classe le custodi impiegano mezza mattinata per “addobbare” e sistemare le stanzine dove i docenti lasceranno borse e indumenti e consumeranno il momento di ricreazione e l’ora di buco. Arriva perfino la macchina del caffè.
Idem alle Elementari di via Salvo d’Acquisto: cinque aule inutilizzate ospitano ora i bambini di Ribolla.
Non sembrano spaesati, anzi. Il primo cittadino, come promesso, fa visita a tutte le classi. Con lui gli assessori Chiara Mori e Sara Pericci. Chiede ai ragazzi e ai docenti se le nuove aule sono di loro gradimento, se hanno suggerimenti da dare. Qualcuno grida che vuole restare qui per sempre. L’insegnante sorride. Esagerato.

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