Attenzione
Torna il freddo: in Amiata spunta la neve
Castel del Piano, una spolveratina in vetta e si teme per la gemmatura delle piante e per le faggete
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CASTEL DEL PIANO. La sorpresa dell’uovo di Pasqua: la neve. Dopo essere stata latitante per tutto l’inverno, la bianca principessa si è svegliata a primavera inoltrata e accompagnata da un freddo pungente, eccola arrivata in montagna.
Con temperature da brivido per una stagione già fiduciosa nella stabilità di un caldo quasi estivo, mentre nei paesi a corona del cono vulcanico pioveva, nella nottata fra martedì e mercoledì, la neve ha fatto una candida spolverata che ha imbiancato la montagna da 1100 metri in su.
Mentre per la strada che si inerpica ad alta quota già fioriscono lillà e ginestre, mentre i castagni stanno facendo le prime gemme e i faggi hanno già cacciato fuori un verde chiaro, sotto il tappeto erboso dei prati delle Macinaie e della Contessa si vedono chiazze bianche e sotto le faggete, in ombra, un pulviscolo biancheggiante.
Sebbene non sia rarissimo vedere la neve a marzo e a aprile in Amiata, tuttavia la neve, ormai non si attendeva più, viste le temperature che hanno toccato anche i 25 gradi nei giorni scorsi.
Invece l’aria gelida del Nord ha fatto abbassare le temperature fino a meno 6 gradi centigradi e immediatamente sembrerebbe tornato l’inverno, smentito, però, dalle distese di bucaneve già in piena fioritura che sono il segno evidente della primavera che sta avanzando. Sembrerebbe anche a prima vista che la gelata notturna che ha interessato anche le campagne ai piedi dell’Amiata non abbia fatto grandi danni.
L’unico interrogativo restano le faggete. «Per i castagni — dice Lorenzo Fazzi, presidente associazione castagna Igp — credo che non ci siano problemi, perché ancora le piante sono abbastanza indietro e a parte un po’ di freddo non dovrebbero aver subito conseguenze nella gemmatura. In ogni caso, la stagione è anomala e incrociamo le dita».
Così anche per ciliegi, olivi e viti. Lo conferma Renzo Bonelli che ha appezzamenti di terra fra Castel del Piano, Seggiano, Montegiovi. «Ci ha salvati — dice — la mancanza di “guazza”. Se ci fosse stata sopra la fioritura di ciliegi o la trama degli olivi che sta uscendo, sarebbero stati dolori perché sarebbe gelata con queste temperature. Invece stamani (ieri) ho fatto un giro dappertutto e pare che i fiori degli alberi da frutto siano integri e anche gli olivi paiono sani e salvi. Stessa cosa per le viti. Ho qualche dubbio invece per la faggeta».
Bonelli si riferisce al fatto che l’anno scorso una vasta strisciata della faggeta amiatina verso maggio era di color rosso, a dimostrazione che le vette già spuntate dei faggi erano state colpite da una gelata. «Spero — dice — che quest’anno non sia successa la stessa cosa. Propenderei, per lo meno per ora, per il no, ma per vedere eventuali effetti occorrerà aspettare maggio, quando gli alberi avranno messo fuori tutte le foglie».
Fiora Bonelli
Con temperature da brivido per una stagione già fiduciosa nella stabilità di un caldo quasi estivo, mentre nei paesi a corona del cono vulcanico pioveva, nella nottata fra martedì e mercoledì, la neve ha fatto una candida spolverata che ha imbiancato la montagna da 1100 metri in su.
Mentre per la strada che si inerpica ad alta quota già fioriscono lillà e ginestre, mentre i castagni stanno facendo le prime gemme e i faggi hanno già cacciato fuori un verde chiaro, sotto il tappeto erboso dei prati delle Macinaie e della Contessa si vedono chiazze bianche e sotto le faggete, in ombra, un pulviscolo biancheggiante.
Sebbene non sia rarissimo vedere la neve a marzo e a aprile in Amiata, tuttavia la neve, ormai non si attendeva più, viste le temperature che hanno toccato anche i 25 gradi nei giorni scorsi.
Invece l’aria gelida del Nord ha fatto abbassare le temperature fino a meno 6 gradi centigradi e immediatamente sembrerebbe tornato l’inverno, smentito, però, dalle distese di bucaneve già in piena fioritura che sono il segno evidente della primavera che sta avanzando. Sembrerebbe anche a prima vista che la gelata notturna che ha interessato anche le campagne ai piedi dell’Amiata non abbia fatto grandi danni.
L’unico interrogativo restano le faggete. «Per i castagni — dice Lorenzo Fazzi, presidente associazione castagna Igp — credo che non ci siano problemi, perché ancora le piante sono abbastanza indietro e a parte un po’ di freddo non dovrebbero aver subito conseguenze nella gemmatura. In ogni caso, la stagione è anomala e incrociamo le dita».
Così anche per ciliegi, olivi e viti. Lo conferma Renzo Bonelli che ha appezzamenti di terra fra Castel del Piano, Seggiano, Montegiovi. «Ci ha salvati — dice — la mancanza di “guazza”. Se ci fosse stata sopra la fioritura di ciliegi o la trama degli olivi che sta uscendo, sarebbero stati dolori perché sarebbe gelata con queste temperature. Invece stamani (ieri) ho fatto un giro dappertutto e pare che i fiori degli alberi da frutto siano integri e anche gli olivi paiono sani e salvi. Stessa cosa per le viti. Ho qualche dubbio invece per la faggeta».
Bonelli si riferisce al fatto che l’anno scorso una vasta strisciata della faggeta amiatina verso maggio era di color rosso, a dimostrazione che le vette già spuntate dei faggi erano state colpite da una gelata. «Spero — dice — che quest’anno non sia successa la stessa cosa. Propenderei, per lo meno per ora, per il no, ma per vedere eventuali effetti occorrerà aspettare maggio, quando gli alberi avranno messo fuori tutte le foglie».
Fiora Bonelli
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